Étude 1 sur 13 · Le sermon sur la montagne (6), le meurtre, l’offrande et le pardon

  1. Étude 1 : Le sermon sur la montagne (6), le meurtre, l’offrande et le pardon
  2. Étude 2 : Le sermon sur la montagne (9), La vengeance
  3. Étude 3 : Le sermon sur la montagne (13), le pardon
  4. Étude 4 : Le Messie Jésus dans la maison du pharisien
  5. Étude 5 : Le blasphème contre le Saint-Esprit
  6. Étude 6 : Discipline dans l'Eglise et le pardon
  7. Étude 7 : Parabole du roi et du serviteur
  8. Étude 8 : La femme adultère
  9. Étude 9 : Instruction sur les scandales, le pardon et la foi
  10. Étude 10 : Le serviteur impitoyable
  11. Étude 11 : Le figuier est sec
  12. Étude 12 : Le partage des vêtements et les moqueries
  13. Étude 13 : Jeter la pierre

Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • Il discorso della montagna (6), l'omicidio, l'offerta e il perdono

    Sesta parte del discorso della montagna (Mt 5.21-26), questa pericope esamina l'insegnamento di Gesù sull'omicidio, l'offerta e il perdono. Gesù approfondisce il quinto comandamento mostrando che l'ira e il disprezzo per il fratello sono spiritualmente gravi quanto l'omicidio stesso. Contrappone la lettera della legge farisaica allo spirito originario di Dio e afferma che solo il perdono sincero, non l'offerta, ristabilisce una relazione normale. L'avvertimento è escatologico: senza riconciliazione c'è la geenna.

    Matteo 5.20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e de’ Farisei, voi non entrerete punto nel regno dei cieli.
    Continua a leggere
  • Il discorso della montagna (9), La vendetta

    PER093 esamina l’insegnamento di Gesù sulla vendetta nel Discorso della montagna (Mt 5.38-42). Gesù reinterpreta la legge del taglione (Ex 21.24 ; Lv 24.20 ; Dt 19.21), chiamando i suoi discepoli alla nonviolenza, al perdono e all’amore per i nemici. Questo insegnamento, proprio di Matteo, non promuove la passività totale, ma una risposta pacifica che trascende la logica della vendetta, in accordo con Rm 12.17 e 1 P 3.9.

    Deuteronomio 19.21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    L’occhio tuo non avrà pietà: vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede.
    Continua a leggere
  • Il discorso della montagna (13), il perdono

    Questo articolo esplora il perdono nel discorso della montagna di Gesù, sottolineando che la nostra capacità di perdonare è legata al perdono divino, un tema centrale nel Vangelo di Matteo.

    Luca 17.3-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli.E se ha peccato contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te e ti dice: Mi pento, perdonagli.
    Continua a leggere
  • Il Messia Gesù nella casa del fariseo

    A Cafarnao, Gesù accetta l'invito di un fariseo di nome Simone. Durante il pasto, una donna peccatrice unge i suoi piedi con lacrime e profumo. Di fronte al disprezzo di Simone, Gesù racconta una parabola sul perdono e dichiara la donna salvata dalla sua fede. Questo episodio, riferito soltanto da Luca (7,36-50), illustra la contrapposizione fra l'orgoglio religioso dei farisei e l'umiltà pentita che apre alla salvezza.

    Luca 7.44-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E voltosi alla donna, disse a Simone: Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non m’hai dato dell’acqua ai piedi; ma ella mi ha rigato i piedi di lagrime e li ha asciugati co’ suoi capelli.Tu non m’hai dato alcun bacio; ma ella, da che sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi.Tu non m’hai unto il capo d’olio; ma ella m’ha unto i piedi di profumo.
    Continua a leggere
  • La bestemmia contro lo Spirito Santo

    Questo articolo esamina la bestemmia contro lo Spirito Santo, una colpa imperdonabile discussa nei Vangeli. Attribuendo le opere dello Spirito Santo a uno spirito impuro, si oltrepassa un limite che non ammette remissione. Viene sottolineato il ruolo cruciale dello Spirito Santo nel perdono e nella conversione. L'articolo amplia la riflessione sulla possibilità di un simile peccato nel contesto contemporaneo.

    Matteo 12.31-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Perciò io vi dico: Ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.Ed a chiunque parli contro il Figliuol dell’uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello a venire.
    Continua a leggere

Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • Disciplina nella Chiesa e perdono

    La pericope 203 presenta l'insegnamento di Gesù sulla disciplina ecclesiale e sul perdono, a Cafarnao nel settembre del 32 d.C. Matteo 18.15-22 e Luca 17.3-4 sviluppano la correzione fraterna, l'autorità della Chiesa, la preghiera comunitaria e il perdono illimitato (settanta volte sette). Questi temi fondano un'etica relazionale cristiana incentrata sulla riconciliazione e sulla misericordia divina.

    Matteo 18.15-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Se poi il tuo fratello ha peccato contro di te, va’ e riprendilo fra te e lui solo. Se t’ascolta, avrai guadagnato il tuo fratello;ma, se non t’ascolta, prendi teco ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni.E se rifiuta d’ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la chiesa, siati come il pagano e il pubblicano.Io vi dico in verità che tutte le cose che avrete legate sulla terra, saranno legate nel cielo; e tutte le cose che avrete sciolte sulla terra, saranno sciolte nel cielo.Ed anche in verità vi dico: Se due di voi sulla terra s’accordano a domandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli.Poiché dovunque due o tre son raunati nel nome mio, quivi son io in mezzo a loro.Allora Pietro, accostatosi, gli disse: Signore, quante volte, peccando il mio fratello contro di me, gli perdonerò io? fino a sette volte?E Gesù a lui: lo non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
    Continua a leggere
  • Parabola del re e del servo

    La parabola del re e del servo (Mt 18.23-35), raccontata a Cafarnao nel settembre del 32, è esclusiva di Matteo. Illustra l’importanza capitale del perdono mettendo a confronto un debito immenso di 10.000 talenti, condonato da un re misericordioso, con un piccolo debito di 100 monete, rifiutato dal servo perdonato. L’insegnamento centrale: coloro che Dio perdona devono a loro volta perdonare, pena la perdita della grazia ricevuta.

    Luca 15.11-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Disse ancora: Un uomo avea due figliuoli;e il più giovane di loro disse al padre: Padre, dammi la parte de’ beni che mi tocca. Ed egli spartì fra loro i beni.E di li a poco, il figliuolo più giovane, messa insieme ogni cosa, se ne partì per un paese lontano, e quivi dissipò la sua sostanza, vivendo dissolutamente.E quand’ebbe speso ogni cosa, una gran carestia sopravvenne in quel paese, sicché egli cominciò ad esser nel bisogno.E andò, e si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi, a pasturare i porci.Ed egli avrebbe bramato empirsi il corpo de’ baccelli che i porci mangiavano, ma nessuno gliene dava.Ma rientrato in sé, disse: Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza, ed io qui mi muoio di fame!Io mi leverò e me n’andrò a mio padre, e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e contro te:non son più degno d’esser chiamato tuo figliuolo; trattami come uno de’ tuoi servi.Egli dunque si levò e venne a suo padre; ma mentr’egli era ancora lontano, suo padre lo vide e fu mosso a compassione, e corse, e gli si gettò al collo, e lo baciò e ribaciò.E il figliuolo gli disse: Padre, ho peccato contro il cielo e contro te; non son più degno d’esser chiamato tuo figliuolo.Ma il padre disse ai suoi servitori: Presto, portate qua la veste più bella e rivestitelo, e mettetegli un anello al dito e de’ calzari a’ piedi;e menate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, e mangiamo e rallegriamoci,perché questo mio figliuolo era morto, ed è tornato a vita; era perduto, ed è stato ritrovato. E si misero a far gran festa.Or il figliuolo maggiore era a’ campi; e come tornando fu vicino alla casa, udì la musica e le danze.E chiamato a sé uno de’ servitori, gli domandò che cosa ciò volesse dire.Quello gli disse: E’ giunto tuo fratello, e tuo padre ha ammazzato il vitello ingrassato, perché l’ha riavuto sano e salvo.Ma egli si adirò e non volle entrare; onde suo padre uscì fuori e lo pregava d’entrare.Ma egli, rispondendo, disse al padre: Ecco, da tanti anni ti servo, e non ho mai trasgredito un tuo comando; a me però non hai mai dato neppure un capretto da far festa con i miei amici;ma quando è venuto questo tuo figliuolo che ha divorato i tuoi beni con le meretrici, tu hai ammazzato per lui il vitello ingrassato.E il padre gli disse: Figliuolo, tu sei sempre meco, ed ogni cosa mia è tua;ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto, ed è tornato a vita; era perduto, ed è stato ritrovato.
    Continua a leggere
  • La donna adultera

    La pericope 217 narra l'episodio della donna adultera (Giovanni 8.1-11), in cui alcuni farisei tendono una trappola a Gesù presentandogli una donna colta in flagrante. Gesù sventa la trappola con la sua celebre parola che invita chi è senza peccato a scagliare la prima pietra, poi perdona la donna. Questo racconto, la cui autenticità testuale è discussa, illustra l'unione della giustizia e della misericordia divine e rivela l'autorità unica di Gesù di giustificare.

    Giovanni 8.11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed ella rispose: Nessuno, Signore. E Gesù le disse: Neppure io ti condanno; va’ e non peccar più.
    Continua a leggere
  • Istruzione sugli scandali, il perdono e la fede

    L’articolo esamina gli insegnamenti di Gesù sugli scandali, il perdono e la fede in Luca 17.1-6. Gesù esorta i discepoli a evitare di provocare cadute spirituali e a perdonare senza limiti. Questa istruzione mette in evidenza la responsabilità comunitaria e l’impegno dei discepoli verso il regno dei cieli.

    Luca 17.1-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Disse poi ai suoi discepoli: E’ impossibile che non avvengano scandali: ma guai a colui per cui avvengono!Meglio per lui sarebbe che una macina da mulino gli fosse messa al collo e fosse gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare un solo di questi piccoli.Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli.E se ha peccato contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te e ti dice: Mi pento, perdonagli.Allora gli apostoli dissero al Signore: Aumentaci la fede.E il Signore disse: Se aveste fede quant’è un granel di senapa, potreste dire a questo moro: Sradicati e trapiantati nel mare, e vi ubbidirebbe.
    Continua a leggere

Ministero di Gesù: chiamate, miracoli e insegnamenti

  • Il servo spietato

    La parabola del servo spietato in Matteo 18:23-35 insegna che il perdono divino ricevuto deve diventare perdono offerto. Essa rivela il divario tra la generosità divina e la durezza umana. Il perdono è essenziale per manifestare la misericordia divina nel Regno di Dio.

    Matteo 18.23-35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Perciò il regno de’ cieli è simile ad un re che volle fare i conti co’ suoi servitori.E avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno, ch’era debitore di diecimila talenti.E non avendo egli di che pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figliuoli e tutto quant’avea, e che il debito fosse pagato.Onde il servitore, gettatosi a terra, gli si prostrò dinanzi, dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto.E il signore di quel servitore, mosso a compassione, lo lasciò andare, e gli rimise il debito.Ma quel servitore, uscito, trovò uno de’ suoi conservi che gli dovea cento denari; e afferratolo, lo strangolava, dicendo: Paga quel che devi!Onde il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò.Ma colui non volle; anzi andò e lo cacciò in prigione, finché avesse pagato il debito.Or i suoi conservi, veduto il fatto, ne furono grandemente contristati, e andarono a riferire al loro signore tutto l’accaduto.Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: Malvagio servitore, io t’ho rimesso tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti;non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, com’ebbi anch’io pietà di te?E il suo signore, adirato, lo diede in man degli aguzzini fino a tanto che avesse pagato tutto quel che gli doveva.Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognun di voi non perdona di cuore al proprio fratello.
    Continua a leggere

L’ultima settimana prima dell’arresto

  • Il fico è seccato

    Il giorno dopo la maledizione del fico, i discepoli scoprono l’albero completamente seccato. Gesù coglie l’occasione per insegnare la potenza della fede e l’importanza del perdono. Al di là di questo insegnamento, il fico simboleggia Israele nelle Scritture, e il suo disseccamento prefigura il giudizio che si sarebbe abbattuto sulla nazione quarant’anni dopo con la distruzione del Tempio. Fede e perdono restano i valori incrollabili che Gesù mette in evidenza.

    Gioele 1.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ha devastato la mia vigna, ha ridotto in minuti pezzi i miei fichi, li ha del tutto scorzati, e lasciati là, coi rami tutti bianchi.
    Continua a leggere

L'ultimo giorno fino alla crocifissione

  • La spartizione delle vesti e le derisioni

    La pericope PER353 analizza la spartizione delle vesti di Gesù e gli scherni durante la sua crocifissione sul Golgota. I quattro Vangeli convergono su questo episodio: i soldati tirano a sorte la tunica senza cuciture, adempiendo il Salmo 22.19. Luca riporta la preghiera di perdono di Gesù per i suoi carnefici, Marco il suo grido di abbandono e Matteo le derisioni dei passanti e dei capi religiosi. Questo articolo sinottico mette in luce la ricchezza teologica di ciascun racconto evangelico.

    Salmi 22.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Per il Capo de’ musici. Su “Cerva dell’aurora”. Salmo di Davide. Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Perché te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito?
    Continua a leggere

Parola di un Amico

  • Gettare la pietra

    L’articolo tratta dell’episodio biblico in cui Gesù affronta gli accusatori di una donna adultera, insegnando il perdono anziché il giudizio. Gesù dichiara che solo chi è senza peccato può scagliare la prima pietra, una risposta che disperde gli accusatori. Questo racconto sottolinea la compassione di Gesù e il suo ruolo di salvatore, promuovendo il perdono e la redenzione anziché la condanna.

    Luca 19.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    poiché il Figliuol dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perito.
    Continua a leggere
Approfondimenti
  • ANN088 Le due unzioni del Messia Gesù

    L'articolo analizza le unzioni del Messia Gesù nei Vangeli, illustrando il contrasto di valori tra Gesù e Simone il fariseo. Sottolinea il…