Étude 1 sur 19 · Le témoignage de la famille du Messie Jésus

  1. Étude 1 : Le témoignage de la famille du Messie Jésus
  2. Étude 2 : Retour à Nazareth
  3. Étude 3 : Rappel de l'arrestation de Jean le baptiste
  4. Étude 4 : Rappel des conditions de l'assassinat de Jean le baptiste
  5. Studio 5: La reazione degli apostoli
  6. Studio 6: Numerose guarigioni a Gennesaret
  7. Étude 7 : Verdict sur le cœur humain
  8. Étude 8 : Guérison de la fille de la femme syro-phénicienne
  9. Étude 9 : Nombreuses guérisons en soirée
  10. Étude 10 : Le retour à Béthanie
  11. Étude 11 : Le retour de nouveau à Béthanie
  12. Étude 12 : Le figuier est sec
  13. Étude 13 : Le don de la pauvre veuve
  14. Étude 14 : Le message des anges
  15. Étude 15 : Seconde apparition du Messie Jésus aux autres femmes
  16. Étude 16 : L'ânon et l'ânesse ?
  17. Étude 17 : Le figuier maudit ?
  18. Étude 18 : Quels étaient les mots de la deuxième prière de Jésus ?
  19. Étude 19 : Que dit le centurion quand Jésus meurt ?

Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • La testimonianza della famiglia del Messia Gesù

    Questo articolo esamina i rapporti tesi tra Gesù, la sua famiglia e le autorità religiose, basandosi principalmente sul Vangelo secondo Marco. Descrivendo l'atteggiamento inizialmente scettico della sua famiglia, mette in luce le dinamiche dei rapporti con i farisei e la successiva conversione di alcuni membri della famiglia dopo la risurrezione.

    Marco 3.20-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi entrò in una casa, e la moltitudine si adunò di nuovo, talché egli ed i suoi non potevan neppur prender cibo.or i suoi parenti, udito ciò, vennero per impadronirsi di lui, perché dicevano:
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  • Ritorno a Nazaret

    Il secondo ritorno di Gesù a Nazaret (marzo 32 d.C.) è raccontato da Matteo e Marco. Nonostante i suoi insegnamenti nella sinagoga, gli abitanti lo rifiutano a causa della loro familiarità con lui e con la sua famiglia. La mancanza di fede limita i suoi miracoli. Gesù pronuncia la celebre frase: «Un profeta è disprezzato soltanto nella sua patria». Marco aggiunge dettagli assenti in Matteo: la presenza dei discepoli e lo stupore di Gesù di fronte all’incredulità.

    Marco 6.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E venuto il sabato, si mise ad insegnar nella sinagoga; e la maggior parte, udendolo, stupivano dicendo: Donde ha costui queste cose? e che sapienza è questa che gli è data? e che cosa sono cotali opere potenti fatte per mano sua?
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  • Richiamo dell'arresto di Giovanni il Battista

    La pericope PER164 richiama le circostanze dell'arresto di Giovanni il Battista, narrate da Matteo (14.3-5) e Marco (6.17-20). Giovanni fu imprigionato per aver denunciato pubblicamente il matrimonio illecito di Erode Antipa con Erodiade, ex moglie di suo fratello. Marco offre un ritratto sfumato di Erode, ambiguo e affascinato da Giovanni, mentre Matteo insiste sul suo timore della folla. È Erodiade a spingere alla morte del profeta, detenuto a Macheronte nel marzo del 32 d.C.

    Deuteronomio 24.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Quand’uno avrà preso una donna e sarà divenuto suo marito, se avvenga ch’ella poi non gli sia più gradita perché ha trovato in lei qualcosa di vergognoso, e scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via di casa sua,s’ella, uscita di casa di colui, va e divien moglie d’un altro marito,e quest’altro marito la prende in odio, scrive per lei un libello di ripudio, glielo consegna in mano e la manda via di casa sua, o se quest’altro marito che l’avea presa per moglie viene a morire,il primo marito che l’avea mandata via non potrà riprenderla per moglie dopo ch’ella è stata contaminata; poiché sarebbe un’abominazione agli occhi dell’Eterno; e tu non macchierai di peccato il paese che l’Eterno, il tuo Dio, ti dà come eredità.
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  • Richiamo alle circostanze dell'assassinio di Giovanni Battista

    La pericope 165 analizza le circostanze dell'assassinio di Giovanni il Battista secondo Matteo (14.6-12) e Marco (6.21-29). In Galilea, nel marzo del 32 d.C., Erode Antipa cede alla manipolazione di Erodiade attraverso la danza di Salome e fa decapitare il profeta. L'articolo sottolinea il parallelo tra il martirio di Giovanni e quello di Gesù, due figure messianiche ingiustamente condannate e sepolte in un sepolcro.

    Marco 6.21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma venuto un giorno opportuno che Erode, nel suo natalizio, fece un convito ai grandi della sua corte, ai capitani ad ai primi della Galilea,
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • La reazione degli apostoli

    La pericope 172 narra la reazione degli apostoli dopo che Gesù ha camminato sulle acque e ha calmato la tempesta. Ambientato a Gennesaret nell'aprile del 32, l'episodio è riportato da Matteo e Marco. I discepoli si prostrano e proclamano: 'Tu sei veramente il Figlio di Dio', segnando una tappa decisiva nella loro fede e nella rivelazione cristologica progressiva dei Vangeli.

    Marco 8.29 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed egli domandò loro: E voi, chi dite ch’io sia? E Pietro rispose: Tu sei il Cristo.
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  • Numerose guarigioni a Gennesaret

    La pericope 173 narra le numerose guarigioni compiute da Gesù a Gennesaret (Galilea) nell'aprile dell'anno 32 d.C., secondo Matteo 14.34-36 e Marco 6.53-56. Al suo arrivo, Gesù viene subito riconosciuto e folle di malati accorrono per toccare il lembo del suo mantello, ottenendo così la guarigione. L'analisi sinottica rivela importanti convergenze tra i due evangelisti e sfumature complementari. Questo episodio illustra la fede popolare e la potenza divina di Gesù, e annuncia le crescenti tensioni con le autorità religiose.

    Marco 6.56 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E da per tutto dov’egli entrava, ne’ villaggi, nelle città, e nelle campagne, posavano gl’infermi per le piazze e lo pregavano che li lasciasse toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito. E tutti quelli che lo toccavano, erano guariti.
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  • Verdetto sul cuore umano

    L’articolo tratta dell’insegnamento di Gesù sulla vera purezza, sulla base di Matteo e Marco. Rivela che l’impurità nasce dal cuore umano e non dalle norme alimentari, sottolineando un cambiamento importante nell’insegnamento cristiano.

    Marco 7.14-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, chiamata a sé di nuovo la moltitudine, diceva loro: Ascoltatemi tutti ed intendete:Non v’è nulla fuori dell’uomo che entrando in lui possa contaminarlo; ma son le cose che escono dall’uomo quelle che contaminano l’uomo.Se uno ha orecchi da udire oda.E quando, lasciata la moltitudine, fu entrato in casa, i suoi discepoli lo interrogarono intorno alla parabola.Ed egli disse loro: Siete anche voi così privi d’intendimento? Non capite voi che tutto ciò che dal di fuori entra nell’uomo non lo può contaminare,perché gli entra non nel cuore ma nel ventre e se ne va nella latrina? Così dicendo, dichiarava pure puri tutti quanti i cibi.Diceva inoltre: E’ quel che esce dall’uomo che contamina l’uomo;poiché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi,adulteri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza.Tutte queste cose malvage escono dal di dentro e contaminano l’uomo.
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  • Guarigione della figlia della donna siro-fenicia

    Questo articolo esamina la guarigione della figlia della donna sirofenicia, sottolineando l’apertura del messaggio di Gesù ai gentili. A partire dai Vangeli di Matteo e Marco, mette in rilievo la fede umana al di là dei confini etnici e culturali. Il racconto evidenzia la missione prioritaria di Gesù verso Israele, riconoscendo al tempo stesso la dimostrazione di fede dei non ebrei.

    Marco 7.24-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, partitosi di là, se ne andò vero i confini di Tiro. Ed entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse; ma non poté restar nascosto,ché anzi, subito, una donna la cui figliuolina aveva uno spirito immondo, avendo udito parlar di lui, venne e gli si gettò ai piedi.Quella donna era pagana, di nazione sirofenicia, e lo pregava di cacciare il demonio dalla sua figliuola.Ma Gesù le disse: Lascia che prima siano saziati i figliuoli; ché non è bene prendere il pane dei figliuoli per buttarlo a’ cagnolini.Ma ella rispose: Dici bene, Signore; e i cagnolini, sotto la tavola, mangiano de’ minuzzoli dei figliuoli.E Gesù le disse: Per cotesta parola, va’; il demonio è uscito dalla tua figliuola.E la donna, tornata a casa sua, trovò la figliuolina coricata sul letto e il demonio uscito di lei.
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  • Numerose guarigioni di sera

    L'articolo esplora le guarigioni di Gesù, in particolare in Galilea dopo il suo ritorno dalla Fenicia. Matteo descrive i numerosi miracoli compiuti, mentre Marco si concentra su un caso singolare che riguarda un uomo sordo, dimostrando il metodo unico di Gesù già osservato altrove nei Vangeli.

    Matteo 15.29-31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Partitosi di là, Gesù venne presso al mar di Galilea; e, salito sul monte, si pose quivi a sedere.E gli si accostarono molte turbe che avean seco degli zoppi, dei ciechi, de’ muti, degli storpi e molti altri malati; li deposero a’ suoi piedi, e Gesù li guarì;talché la folla restò ammirata a veder che i muti parlavano, che gli storpi eran guariti, che gli zoppi camminavano, che i ciechi vedevano, e ne dette gloria all’Iddio d’Israele.
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L’ultima settimana prima dell’arresto

  • Il ritorno a Betania

    Dopo il suo ingresso trionfale a Gerusalemme, Gesù lascia la città sul far della sera per tornare a Betania con i suoi dodici discepoli, tra cui Giuda. Narrato principalmente da Marco (11.11) e da Matteo (21.17), questo episodio, collocato nella domenica 27 marzo dell’anno 33, illustra il ritmo dell’ultima settimana: giornate nel Tempio, notti presso Betania. I discepoli approfittano di questi tragitti per interrogare il loro Maestro sul significato dei suoi atti messianici.

    Matteo 21.17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E, lasciatili, se ne andò fuor della città a Betania, dove albergò.
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  • Il ritorno di nuovo a Betania

    PER287 descrive il ritorno di Gesù e dei suoi discepoli a Betania dopo una giornata al Tempio di Gerusalemme, lunedì 28 marzo del 33 d.C. Attestato principalmente da Marco 11.19, questo episodio illumina la routine notturna del gruppo attorno a Marta, Maria e Lazzaro. L'articolo affronta l'ospitalità distribuita, il ruolo delle donne, i viaggi di andata e ritorno quotidiani tra Betania e Gerusalemme, e l'incomprensione dei discepoli di fronte agli annunci della Passione.

    Luca 10.38-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or mentre essi erano in cammino, egli entrò in un villaggio; e una certa donna, per nome Marta, lo ricevette in casa sua.Ell’avea una sorella chiamata Maria la quale, postasi a sedere a’ piedi di Gesù, ascoltava la sua parola.Ma Marta era affaccendata intorno a molti servigi; e venne e disse: Signore, non t’importa che mia sorella m’abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che m’aiuti.Ma il Signore, rispondendo, le disse: Marta, Marta, tu ti affanni e t’inquieti di molte cose, ma di una cosa sola fa bisogno.E Maria ha scelto la buona parte che non le sarà tolta.
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  • Il fico è seccato

    Il giorno dopo la maledizione del fico, i discepoli scoprono l’albero completamente seccato. Gesù coglie l’occasione per insegnare la potenza della fede e l’importanza del perdono. Al di là di questo insegnamento, il fico simboleggia Israele nelle Scritture, e il suo disseccamento prefigura il giudizio che si sarebbe abbattuto sulla nazione quarant’anni dopo con la distruzione del Tempio. Fede e perdono restano i valori incrollabili che Gesù mette in evidenza.

    Osea 9.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Io trovai Israele come delle uve nel deserto; vidi i vostri padri come i fichi primaticci d’un fico che frutta la prima volta; ma, non appena giunsero a Baal-peor, si appartarono per darsi all’ignominia degl’idoli, e divennero abominevoli come la cosa che amavano.
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  • L’offerta della povera vedova

    Nel Tempio di Gerusalemme, Gesù osserva una povera vedova mettere due monetine nel tesoro, tutto ciò che possiede. A differenza dei ricchi, che danno del loro superfluo con ostentazione, lei offre tutto il suo sostentamento. Gesù dichiara che ha dato più di tutti gli altri, capovolgendo i criteri umani di valore. Questo racconto, riferito da Marco (12.41-44) e Luca (21.1-4), insegna che la vera generosità si misura non dalla quantità data, ma dalla disposizione del cuore e dal sacrificio compiuto.

    Luca 21.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, alzati gli occhi, Gesù vide dei ricchi che gettavano i loro doni nella cassa delle offerte.Vide pure una vedova poveretta che vi gettava due spiccioli;e disse: In verità vi dico che questa povera vedova ha gettato più di tutti;poiché tutti costoro hanno gettato nelle offerte del loro superfluo; ma costei, del suo necessario, v’ha gettato tutto quanto avea per vivere.
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La risurrezione e le diverse apparizioni

  • Il messaggio degli angeli

    La pericope PER366 analizza il messaggio degli angeli alle donne alla tomba, la domenica mattina della risurrezione. Confrontando Matteo, Marco e Luca, esamina le differenze sul numero degli angeli, sul vocabolario impiegato e sul posto delle donne come prime testimoni. Queste variazioni riflettono la libertà redazionale degli evangelisti e costituiscono indizi dell’autenticità storica del racconto della risurrezione.

    Luca 8.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed avvenne in appresso che egli andava attorno di città in città e di villaggio in villaggio, predicando ed annunziando la buona novella del regno di Dio;e con lui erano i dodici e certe donne che erano state guarite da spiriti maligni e da infermità: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni,e Giovanna, moglie di Cuza, amministratore d’Erode, e Susanna ed altre molte che assistevano Gesù ed i suoi coi loro beni.
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  • Seconda apparizione del Messia Gesù alle altre donne

    La pericope PER371 analizza la seconda apparizione di Gesù risorto alle donne (Mt 28.9-10), la domenica mattina presso la tomba a Gerusalemme. L'articolo armonizza la tensione apparente tra Marco (silenzio e timore delle donne) e Matteo (incontro con Gesù), mostrando che questi racconti sono complementari: Marco descrive la reazione immediata di stupore, Matteo vi aggiunge la gioia. Solo Matteo riferisce questa apparizione specifica.

    Luca 2.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E un angelo del Signore si presentò ad essi e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e temettero di gran timore.
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Le contraddizioni

  • L'asinello e l'asina?

    L’articolo CTD011 risponde a una presunta contraddizione sul numero di animali durante l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Marco e Luca menzionano un puledro, Matteo un’asina e il suo puledro. L’autore mostra che non si tratta di una contraddizione ma di una differenza di focalizzazione: Matteo, scrivendo per un pubblico giudaico, sottolinea il compimento letterale della profezia di Zaccaria 9.9. Gesù ha montato un solo animale, il puledro, ma la presenza dell’asina è menzionata per il suo contesto profetico e pratico.

    Marco 11.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed essi menarono il puledro a Gesù, e gettarono su quello i loro mantelli, ed egli vi montò sopra.
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  • Il fico maledetto?

    L'articolo esplora la supposta contraddizione tra due versioni bibliche sul fico maledetto da Gesù nei Vangeli di Matteo e Marco, trovando una complementarità nelle loro prospettive.

    Matteo 21.18-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E la mattina, tornando in città, ebbe fame.E vedendo un fico sulla strada, gli si accostò, ma non vi trovò altro che delle foglie; e gli disse: Mai più in eterno non nasca frutto da te. E subito il fico si seccò.E i discepoli, veduto ciò, si maravigliarono, dicendo: Come s’è in un attimo seccato il fico?
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  • Quali furono le parole della seconda preghiera di Gesù?

    L'articolo esamina due racconti evangelici della seconda preghiera di Gesù nel giardino del Getsemani. Matteo dettaglia una formulazione precisa mentre Marco riassume con l'essenza stessa della preghiera. Le due versioni illustrano un unico messaggio fondamentale e complementare sulla volontà di Gesù di seguire la volontà di Dio.

    Marco 14.39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E di nuovo andò e pregò, dicendo le medesime parole.
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  • Che cosa dice il centurione quando Gesù muore?

    L’articolo esplora l’apparente contraddizione nei Vangeli riguardo alle parole del centurione alla morte di Gesù. Mentre Luca insiste sull’innocenza, Marco sottolinea il riconoscimento di Gesù come Figlio di Dio. Queste prospettive rivelano la pluralità teologica dei Vangeli, rendendo conto dell’innocenza di Gesù e della sua morte salvifica. Gli evangelisti riportano parole significative secondo i loro obiettivi teologici.

    Marco 15.39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E il centurione ch’era quivi presente dirimpetto a Gesù, avendolo veduto spirare a quel modo, disse: Veramente, quest’uomo era Figliuol di Dio!
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Approfondimenti
  • ANN094 Il bastone e i sandali degli apostoli

    L'articolo esplora le divergenze tra Matteo, Marco e Luca sulla missione degli apostoli, sottolineando le sfumature linguistiche e la differenza di uditorio. Matteo sconsiglia…