Étude 1 sur 17 · Les écrits du Nouveau Testament et la traduction

  1. Étude 1 : Les écrits du Nouveau Testament et la traduction
  2. Étude 2 : Apparitions post résurrection
  3. Étude 3 : Sadducéens
  4. Étude 4 : Les différentes bibles
  5. Étude 5 : La traduction de la Bible en allemand
  6. Étude 6 : Les écrits apocryphes
  7. Étude 7 : La Bible catholique
  8. Étude 8 : La Bible protestante
  9. Étude 9 : Le codex Sinaiticus
  10. Étude 10 : Le codex Vaticanus
  11. Étude 11 : Le codex Alexandrinus
  12. Étude 12 : Le codex Ephraemi Rescriptus
  13. Étude 13 : Le codex Bezae
  14. Étude 14 : Le papyrus P52
  15. Étude 15 : La Vulgate
  16. Étude 16 : La Peshitta
  17. Étude 17 : Le Textus Receptus

Storia della Bibbia

Miracoli

  • Apparizioni dopo la risurrezione

    L'article présente les dix apparitions de Jésus après sa résurrection, telles que relatées dans le Nouveau Testament. De Marie-Madeleine au tombeau jusqu'aux apôtres avant l'Ascension, en passant par les disciples d'Emmaüs et plus de cinq cents frères, ces rencontres attestent de la réalité de la résurrection et fondent la foi chrétienne. Les auteurs évangéliques ont probablement opéré une sélection parmi toutes ces manifestations.

    Marco 16.12-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or dopo questo, apparve in altra forma a due di loro ch’eran in cammino per andare ai campi;e questi andarono ad annunziarlo agli altri; ma neppure a quelli credettero.
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Note storiche

  • sadducei

    I sadducei erano un gruppo aristocratico e sacerdotale del giudaismo antico (200 a.C. – 70 d.C.), che controllava il Tempio di Gerusalemme e il Sinedrio. Accettavano soltanto il Pentateuco, negavano la risurrezione dei morti e l'esistenza degli angeli. Presenti quindici volte nel Nuovo Testamento, ebbero un ruolo chiave nella condanna di Gesù, in particolare attraverso Caifa e Anna. La loro scomparsa coincide con la distruzione del Tempio nel 70 d.C.

    Atti 23.6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or Paolo, sapendo che una parte eran Sadducei e l’altra Farisei, esclamò nel Sinedrio: Fratelli, io son Fariseo, figliuol di Farisei; ed è a motivo della speranza e della risurrezione dei morti, che son chiamato in giudizio.
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  • Le diverse Bibbie

    Non esistono più Bibbie, ma diverse traduzioni degli stessi testi originali greci ed ebraici. L'evoluzione della lingua richiede revisioni periodiche. I cattolici includono 7 libri deuterocanonici assenti dal canone protestante. La traduzione del «Nuovo Mondo» dei Testimoni di Geova è criticata per le sue scelte di orientamento teologico.

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  • La traduzione della Bibbia in tedesco

    Martin Lutero tradusse la Bibbia in tedesco nel XVI secolo per rendere le Scritture accessibili a tutti, affermando il principio della «sola scriptura». Questa traduzione permise di criticare pratiche cattoliche prive di fondamento biblico, come le indulgenze. Svolse inoltre un ruolo determinante nella standardizzazione della lingua tedesca e nella diffusione delle idee della Riforma protestante, grazie in particolare alla stampa.

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  • Gli scritti apocrifi

    I libri apocrifi sono scritti religiosi esclusi dal canone biblico ufficiale. Si distinguono gli apocrifi dell'Antico Testamento (Tobia, Giuditta, Maccabei, Siracide…), riconosciuti come deuterocanonici dai cattolici e dagli ortodossi, e quelli del Nuovo Testamento (Vangelo di Tommaso, di Filippo, di Maria Maddalena…), spesso di impronta gnostica. Il loro studio illumina la storia religiosa e i dibattiti dei primi secoli cristiani, senza tuttavia collocarli al livello delle Scritture canoniche.

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  • La Bibbia cattolica

    Questo articolo esplora la composizione della Bibbia cattolica, i suoi libri e le sue particolarità, in particolare i libri deuterocanonici e il canone fissato dal Concilio di Trento.

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  • La Bibbia protestante

    Questo articolo analizza il contenuto e le differenze della Bibbia protestante, confrontata con la Bibbia cattolica, incentrate sull'Antico e sul Nuovo Testamento.

    Genesi 1.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Nel principio Iddio creò i cieli e la terra.
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  • Il Codex Sinaiticus

    Il Codex Sinaiticus è un manoscritto biblico greco del IV secolo, scoperto da Tischendorf nel 1844 nel monastero di Santa Caterina del Sinai. Contiene l'intero Nuovo Testamento, gran parte dell'Antico Testamento in greco (Settanta), nonché la Lettera di Barnaba e il Pastore di Erma. Testo di tipo alessandrino, è fondamentale per la critica testuale. Suddiviso tra la British Library, San Pietroburgo, Lipsia e il Sinai, è interamente digitalizzato e consultabile online.

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  • Il codice Vaticano

    Il Codice Vaticano, datato tra il 300 e il 325 d.C., è uno dei più antichi manoscritti biblici completi in greco. Conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana a Roma, contiene l'Antico e il Nuovo Testamento, nonché la Lettera di Barnaba e il Pastore di Erma. Di tipo alessandrino, è molto vicino ai testi originali e costituisce un riferimento fondamentale per la critica testuale. Digitalizzato nel 2019, è ora accessibile online a tutti i ricercatori.

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  • Il codice Alessandrino

    Il Codice Alessandrino è un manoscritto biblico greco del quinto secolo, composto da 773 fogli di pergamena e contenente la maggior parte dell'Antico e del Nuovo Testamento. Originario di Alessandria, fu donato al re Carlo I d'Inghilterra nel 1628 dal patriarca Cirillo Lucaris. Oggi conservato alla British Library di Londra, appartiene alla famiglia bizantina del testo e costituisce un testimone di primo piano per la critica testuale e la storia della trasmissione delle Scritture.

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  • Il codice Ephraemi Rescriptus

    Il Codex Ephraemi Rescriptus è un manoscritto palinsesto del V secolo (400-440 d.C.), scoperto da Tischendorf nel 1840 e conservato nella Biblioteca nazionale di Francia. Redatto in greco onciale, contiene porzioni dell'Antico e del Nuovo Testamento e appartiene alla famiglia alessandrina del testo biblico, considerata vicina agli originali. È fondamentale per la critica testuale e la storia della trasmissione delle Scritture.

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  • Il codice Bezae

    Il Codex Bezae Cantabrigiensis è un manoscritto bilingue greco-latino del Nuovo Testamento, datato intorno al 400-420 d.C. Prende il nome da Teodoro di Beza, che lo donò a Cambridge nel 1581; contiene i vangeli e gli Atti degli Apostoli in circa 406 fogli. L'insolito ordine dei vangeli (Matteo, Giovanni, Luca, Marco) e la sua appartenenza al testo occidentale ne fanno un testimone eccezionale per la critica testuale e per la storia della trasmissione delle Scritture.

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  • Il papiro P52

    Il papiro P52 è il più antico frammento conosciuto del Nuovo Testamento e contiene versetti di Giovanni 18. Scoperto in Egitto all'inizio del XX secolo da studiosi di Oxford, fu acquistato nel 1920 per la John Rylands Library di Manchester. Identificato nel 1935 da Colin Henderson Roberts, questo frammento di 9x6 cm è datato su base paleografica alla prima metà del II secolo. La sua scoperta conferma la rapida diffusione e la fedele trasmissione dei vangeli.

    Giovanni 18.37-38 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora Pilato gli disse: Ma dunque, sei tu re? Gesù rispose: Tu lo dici; io sono re; io sono nato per questo, e per questo son venuto nel mondo, per testimoniare della verità. Chiunque è per la verità ascolta la mia voce.Pilato gli disse: Che cos’è verità? E detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei, e disse loro: Io non trovo alcuna colpa in lui.
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  • La Vulgata

    La Vulgata è una traduzione latina della Bibbia realizzata da san Girolamo alla fine del IV secolo, su richiesta di papa Damaso I. Tradotta principalmente dall'ebraico per l'Antico Testamento e rivista sul greco per il Nuovo Testamento, divenne la versione standard della Chiesa cattolica romana per più di mille anni. Il Concilio di Trento ne fece ufficialmente l'edizione autentica nel XVI secolo. La sua influenza sulla cultura, sulla teologia e sulla liturgia occidentali è considerevole.

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  • La Peshitta

    La Peshitta è una delle più antiche traduzioni della Bibbia in lingua siriaca (aramaico). Il suo Antico Testamento fu tradotto dall'ebraico nel II secolo, e il suo Nuovo Testamento dal greco koinè nel V secolo. Il suo nome significa «semplice» o «comune» ed è la versione biblica standard delle Chiese siriache ortodosse e cattoliche. Svolge un ruolo importante nella trasmissione dei testi biblici e costituisce una fonte preziosa per la critica testuale.

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  • Il Textus Receptus

    Il Textus Receptus è una compilazione del testo greco del Nuovo Testamento pubblicata per la prima volta da Erasmo nel 1516. Rivisto da Estienne, Beza e dai fratelli Elzevir, servì da base per importanti traduzioni come la Versione King James e la Bibbia di Lutero. Nel XIX secolo la scoperta di manoscritti più antichi come il Codex Sinaiticus ne rivelò i limiti. Le edizioni critiche moderne (Nestle-Aland, UBS) gli sono poi succedute, pur restando un riferimento storico essenziale.

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