ANN054

I Giudei

L’articolo ANN054 chiarisce i termini che designano il popolo d’Israele: giudeo, israelita, israeliano, ebreo e semita. Ogni termine ha un significato distinto a seconda del contesto storico, religioso o civile. L’articolo distingue in particolare «Giudeo» (popolo o religione, a seconda della maiuscola) e «israelita» (discendenti delle dodici tribù). Afferma di riconoscere Israele come il popolo di Dio e propone definizioni precise per comprendere meglio le Scritture e il contesto contemporaneo.

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Introduzione

Giudeo o giudea, israelita, israeliano, ebrei, semiti: come orientarsi?

Questi termini si riferiscono tutti al popolo d’Israele, ma ciascuno ha un significato distinto. Abbiamo voluto fornire definizioni semplici e precise, anche se non è così facile come potrebbe sembrare.

In effetti, alcune parole possono avere più interpretazioni a seconda del contesto. Per esempio, la parola «giudeo» può talvolta essere usata in senso dispregiativo.

Ecco le definizioni più comuni di ciascuno di questi termini, senza entrare in dettagli troppo complessi.

Il sostantivo francese «juif» può essere scritto con l’iniziale minuscola o maiuscola, e ogni grafia impone un significato diverso.

Secondo la regola del dizionario Larousse, «un juif è membro della comunità religiosa; un Juif è membro del popolo giudaico». La maiuscola si usa quando si parla di un popolo, per esempio: i Francesi, mentre la minuscola fa riferimento alla religione, come in: i cristiani.

Benché la regola sia semplice, la sua applicazione può rivelarsi difficile a causa dell’antisemitismo latente. Di conseguenza, l’uso di questo termine, in particolare per designare certe persone, può essere percepito come razzista.

Per esempio, l’affermazione «sono Giudei» non viene interpretata nello stesso modo di «sono Francesi». Esistono molte ferite non rimarginate che forse non lo saranno mai, e che ci obbligano a precisare le nostre parole e la nostra posizione.

Il termine «giudeo» deriva dal nome Giuda, il quarto figlio di Giacobbe, chiamato anche Israele. Nella Bibbia, la prima persona designata come «Giudea» è Mardocheo. Benché anche Abramo sia chiamato «Giudeo» dai Saggi d’Israele, ciò non è menzionato esplicitamente nella Bibbia.

Il nome «Giudeo», con la maiuscola o meno a seconda del contesto, compare 280 volte nel Nuovo Testamento e 93 volte nell’Antico Testamento.

Richiamiamo l’attenzione sul fatto che alcune nazioni, non riconoscendo Israele come popolo, non usano mai il termine «Giudeo». Noi, da parte nostra, riconosciamo Israele come popolo, e persino come il popolo di Dio. Per questo scriviamo «Giudeo» con la maiuscola.

Usiamo inoltre il termine «i Giudei» per designare il popolo e «i non Giudei» per indicare i gentili o i pagani.

II. Israelita

Gli Israeliti designano un popolo dell’antico Vicino Oriente, riferendosi più specificamente ai discendenti dei dodici figli di Giacobbe. Il significato del nome «Israele» è notevole: Giacobbe, «l’ingannatore», diventa Israele, «colui che lotta con Dio».

Il termine «israelita» deriva direttamente da «Israele». Benché metta in evidenza una dimensione religiosa designando i discendenti di Israele, comprende anche l’intero popolo giudaico. La parola «israelita» è menzionata 671 volte nell’Antico Testamento e 24 volte nel Nuovo Testamento.

Il termine «israelita» fa riferimento a una nazionalità nell’Antichità e a un’identità religiosa nel periodo moderno. Per comprendere la distinzione tra «giudeo» e «israelita», è importante esaminare la storia di questo popolo.

Dopo il regno di re Salomone, la nazione si divise in due: a nord, il regno d’Israele, che avrebbe dato il nome «israelita», e a sud, il regno di Giuda, da cui deriva il termine «giudeo». Questa interpretazione, benché contestata da alcuni, è considerata coerente e accettabile da numerosi storici e ricercatori.

Oggi si ammette generalmente che i termini «israelita» e «giudeo» abbiano significati distinti, anche se talvolta vengono usati in modo intercambiabile in certi contesti.

Israelita: Storicamente, questo termine si riferisce ai membri delle dodici tribù d’Israele nella . Viene spesso usato per parlare degli antichi abitanti del regno d’Israele o degli Ebrei. Oggi questa parola è meno comune e ha una connotazione più storica o religiosa.

Giudeo: Questo termine designa una persona appartenente al popolo giudaico, per nascita o per conversione al giudaismo. Può avere un significato religioso (che pratica il giudaismo) o culturale (appartenente alla comunità giudaica, anche senza pratica religiosa).

In sintesi, «israelita» è un termine più antico e specifico di un contesto biblico o storico, mentre «giudeo» è usato in un contesto moderno per designare le persone di origine o di fede giudaica.

III. Israeliano

«Israeliano» designa gli abitanti dello Stato di Israele. Questo termine è neutro per quanto riguarda l’origine etnica o la religione degli individui.

Pertanto include non solo i Giudei ma anche gli arabi musulmani, i cristiani e altri gruppi che risiedono in Israele.

Questo termine, di natura moderna, non compare nella Bibbia.

IV. Ebreo

Il termine «Ebreo» designava originariamente una popolazione del Vicino Oriente nell’Antichità, gli Israeliti. L’etimologia di questa parola resta oggetto di dibattito: alcuni la traducono con «coloro che passano» o «coloro che sono al di là del fiume», facendo potenzialmente riferimento all’Eufrate, mentre altri la collegano ai discendenti di Eber, pronipote di Sem, con un significato simile.

Nella Bibbia, la parola «Ebreo» è impiegata 36 volte nell’Antico Testamento e 11 volte nel Nuovo Testamento. Oggi il termine è usato meno frequentemente per designare il popolo, ma rimane il nome della lingua parlata e scritta in Israele: l’ebraico.

La è interamente scritta in ebraico, con alcune eccezioni, in particolare nei libri di Daniele ed Esdra che comprendono brani in aramaico. Al tempo di Gesù, l’aramaico, una lingua strettamente imparentata con l’ebraico, era comunemente parlato.

L’ebraico, tuttavia, era usato principalmente per le discussioni religiose e gli insegnamenti dei dottori della legge.

V. Semita

Il termine «semita» non compare negli scritti biblici. Fu coniato nel 1781 da August Ludwig Schlözer, storico e linguista tedesco, per designare i popoli che parlano lingue derivanti da una famiglia linguistica comune, comprendenti l’ebraico, l’aramaico e l’arabo.

Il nome «semita» deriva da Sem, uno dei tre figli di Noè, gli altri due essendo Cam e Iafet, secondo la tradizione biblica.

Pertanto, il termine «semita» comprende tutti i popoli che parlano queste lingue, il che include i Giudei ma anche altri gruppi etnici e linguistici, come gli arabi.

Tuttavia, si verifica una confusione comune con il termine «antisemitismo», definito come un atteggiamento o una dottrina di ostilità sistematica verso il popolo giudaico.

In pratica, benché la parola «antisemitismo» possa suggerire ostilità verso tutti i popoli semiti, il suo uso è storicamente ed esclusivamente limitato all’ostilità verso i Giudei.

VI. Sionismo

Il sionismo è un movimento nazionalista e politico nato alla fine del XIX secolo, volto a stabilire e sostenere una dimora nazionale per il popolo giudaico nella Terra d’Israele, regione storicamente nota con i seguenti nomi diversi: , Israele, Palestina.

Gli aspetti principali del sionismo sono i seguenti:

Origini e sviluppo: Il sionismo è emerso in Europa alla fine del XIX secolo, in risposta al crescente antisemitismo e alle persecuzioni che i Giudei subivano. Theodor Herzl, spesso considerato il padre del sionismo moderno, ha svolto un ruolo chiave nella formalizzazione e nella promozione dell’idea di uno Stato giudaico.

Obiettivi: Lo scopo principale del sionismo era creare uno Stato sovrano per i Giudei, in cui potessero vivere in sicurezza e praticare liberamente la loro cultura e la loro religione. Questa idea era motivata dal desiderio di autodeterminazione e dalla necessità di trovare una soluzione al problema dell’antisemitismo.

Migrazione verso la Palestina: A partire dalla fine del XIX secolo, molti Giudei cominciarono a immigrare in Palestina, allora sotto dominio ottomano e poi britannico. Questa immigrazione, nota come Aliyah, mirava a stabilire una presenza giudaica più forte nella regione.

Fondazione dello Stato di Israele: Il sionismo ha raggiunto un punto culminante nel 1948 con la creazione dello Stato di Israele. Questo traguardo fu una risposta diretta agli orrori dell’Olocausto e a decenni di lotta per uno Stato giudaico.

Diversità delle correnti: Il sionismo non è monolitico; comprende diverse correnti, tra cui il sionismo religioso, il sionismo socialista, il sionismo laico e altre. Ciascuna ha la propria visione di ciò che dovrebbe essere lo Stato di Israele e del modo in cui dovrebbe essere governato.

Controversie e conflitti: Il movimento sionista è stato e continua a essere oggetto di controversie e conflitti, in particolare a causa della questione palestinese e delle tensioni tra israeliani e palestinesi. Le critiche al sionismo si concentrano spesso sulle problematiche dei diritti dei palestinesi e dell’occupazione dei territori.

I «sionisti» sono dunque le persone che sostengono l’idea del sionismo, cioè la creazione e il sostegno di uno Stato giudaico nella Terra d’Israele.

Puoi leggere i capitoli: Il paese di Israele oggi, e La fine dei conflitti

Conclusione

Speriamo di aver apportato qualche chiarimento con queste precisazioni. È tuttavia fondamentale sottolineare un punto: la storia del popolo giudaico è singolare a causa delle sofferenze patite nel corso dei secoli, prove che persistono fino a oggi e che hanno lasciato segni profondi e indelebili.

È inoltre importante ricordare che il popolo giudaico è stato accusato di deicidio, cioè dell’uccisione di Dio, da alcuni rami del cristianesimo, in relazione alla crocifissione del Messia Gesù. Questa accusa infondata ha alimentato l’antisemitismo nel corso della storia.

Nessun popolo nella storia è stato oggetto di un odio così costante e per un periodo così prolungato. Questa ostilità ha indubbiamente plasmato l’esperienza e l’identità giudaiche.

Infine, è essenziale riconoscere che, anche se alcuni Giudei possono avere convinzioni diverse riguardo a Yahweh, per molti dei popoli che li circondano essi sono ancora fortemente associati alla loro religione, il giudaismo, e alla loro relazione tradizionale con Yahweh, cioè Dio.