Étude 1 sur 10 · Le troisième songe de Joseph

  1. Étude 1 : Le troisième songe de Joseph
  2. Étude 2 : Eloge de Pierre par le Messie Jésus
  3. Étude 3 : Entretien personnel avec ses disciples
  4. Étude 4 : Le livre des révélations
  5. Étude 5 : Présence du Vivant au milieu des Eglises
  6. Étude 6 : L’Agneau et le livre scellé
  7. Étude 7 : La doctrine de Dieu
  8. Étude 8 : La doctrine de la Parole
  9. Étude 9 : Quelqu’un est-il monté au ciel en dehors de Jésus ?
  10. Étude 10 : Le Dieu unique et Abram

La vita di Gesù fino ai 12 anni

  • Il terzo sogno di Giuseppe

    L’articolo «PER025 - Il terzo sogno di Giuseppe» narra una rivelazione divina in Matteo 2,13-15. Giuseppe riceve il messaggio che può tornare dall’Egitto in Israele dopo la morte di Erode, mettendo in risalto le dinamiche familiari e politiche del ritorno.

    Matteo 2.13-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Partiti che furono, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: Lèvati, prendi il fanciullino e sua madre, e fuggi in Egitto, e sta’ quivi finch’io non tel dica; perché Erode cercherà il fanciullino per farlo morire.Egli dunque, levatosi, prese di notte il fanciullino e sua madre, e si ritirò in Egitto;ed ivi stette fino alla morte di Erode, affinché si adempiesse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: Fuor d’Egitto chiamai il mio figliuolo.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • Elogio di Pietro da parte del Messia Gesù

    L'articolo sottolinea l'importanza del riconoscimento di Gesù come Messia da parte di Pietro, avvenuto a Cesarea di Filippo, e l'espressione di questa verità divinamente ispirata, anziché di una rivelazione umana, sulla base del testo di Matteo 16:17-20.

    Giovanni 15.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Io son la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla.
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L'ultimo giorno fino alla crocifissione

  • Colloquio personale con i suoi discepoli

    L’articolo analizza le ultime interazioni di Gesù con i suoi discepoli, sottolineando la loro trasformazione spirituale per mezzo della rivelazione divina. Gesù li chiama amici, non servi, mettendo in evidenza l’importanza dell’amore e della missione divina. Il racconto invita a vedere l’elezione e la missione in una continuità teologica.

    Giacomo 2.23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    e così fu adempiuta la Scrittura che dice: E Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia; e fu chiamato amico di Dio.
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Affidabilità delle Scritture e altri temi dottrinali

  • Il libro delle rivelazioni

    Introduzione generale al libro dell’Apocalisse, scritto da Giovanni di Patmos nel I secolo. L’articolo spiega il titolo, il genere apocalittico, la struttura in cicli simbolici (sigilli, trombe, coppe) e la finalità del testo: non un calendario di catastrofi, ma un libro di speranza che proclama la vittoria dell’Agnello. Sono annunciati paralleli con Daniele per uno studio versetto per versetto dei 22 capitoli.

    Apocalisse 21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano passati, e il mare non era più.E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scender giù dal cielo d’appresso a Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.E udii una gran voce dal trono, che diceva: Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini; ed Egli abiterà con loro, ed essi saranno suoi popoli, e Dio stesso sarà con loro e sarà loro Dio;e asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro e la morte non sarà più; né ci saran più cordoglio, né grido, né dolore, poiché le cose di prima sono passate.E Colui che siede sul trono disse: Ecco, io fo ogni cosa nuova, ed aggiunse: Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veraci.Poi mi disse: E’ compiuto. Io son l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell’acqua della vita.Chi vince erediterà queste cose; e io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliuolo;ma quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda.E venne uno dei sette angeli che aveano le sette coppe piene delle sette ultime piaghe; e parlò meco, dicendo: Vieni e ti mostrerò la sposa, la moglie dell’Agnello.E mi trasportò in ispirito su di una grande ed alta montagna, e mi mostrò la santa città, Gerusalemme, che scendeva dal cielo d’appresso a Dio, avendo la gloria di Dio.Il suo luminare era simile a una pietra preziosissima, a guisa d’una pietra di diaspro cristallino.Avea un muro grande ed alto; avea dodici porte, e alle porte dodici angeli, e sulle porte erano scritti dei nomi, che sono quelli delle dodici tribù dei figliuoli d’Israele.A oriente c’eran tre porte; a settentrione tre porte; a mezzogiorno tre porte, e ad occidente tre porte.E il muro della città avea dodici fondamenti, e su quelli stavano i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.E colui che parlava meco aveva una misura, una canna d’oro, per misurare la città, le sue porte e il suo muro.E la città era quadrangolare, e la sua lunghezza era uguale alla larghezza; egli misurò la città con la canna, ed era dodicimila stadi; la sua lunghezza, la sua larghezza e la sua altezza erano uguali.Ne misurò anche il muro, ed era di centoquarantaquattro cubiti, a misura d’uomo, cioè d’angelo.Il muro era costruito di diaspro e la città era d’oro puro, simile a vetro puro.I fondamenti del muro della città erano adorni d’ogni maniera di pietre preziose. Il primo fondamento era di diaspro; il secondo di zaffiro; il terzo di calcedonio; il quarto di smeraldo;il quinto di sardonico; il sesto di sardio; il settimo di crisolito; l’ottavo di berillo; il nono di topazio; il decimo di crisopazio; l’undecimo di giacinto; il dodicesimo di ametista.E le dodici porte eran dodici perle, e ognuna delle porte era fatta d’una perla; e la piazza della città era d’oro puro, simile a vetro trasparente.E non vidi in essa alcun tempio, perché il Signore Iddio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio.E la città non ha bisogno di sole, né di luna che risplendano in lei perché la illumina la gloria di Dio, e l’Agnello è il suo luminare.E le nazioni cammineranno alla sua luce; e i re della terra vi porteranno la loro gloria.E le sue porte non saranno mai chiuse di giorno (la notte quivi non sarà più);e in lei si porterà la gloria e l’onore delle nazioni.E niente d’immondo e nessuno che commetta abominazione o falsità, v’entreranno; ma quelli soltanto che sono scritti nel libro della vita dell’Agnello.
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  • Presenza del Vivente in mezzo alle Chiese

    Primo capitolo di uno studio dell’Apocalisse, questo articolo presenta la datazione del libro (verso il 95 d.C., sotto Domiziano), l’identità di Giovanni come autore e il suo esilio a Patmos. L’analisi esegetica di Apocalisse 1 rivela un Cristo glorioso, sovrano e presente in mezzo alle sue Chiese, che chiama i credenti alla fedeltà nella persecuzione.

    Apocalisse 1.17-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando l’ebbi veduto, caddi ai suoi piedi come morto; ed egli mise la sua man destra su di me, dicendo: Non temere;io sono il primo e l’ultimo, e il Vivente; e fui morto, ma ecco son vivente per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell’Ades.
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  • L’Agnello e il libro sigillato

    Studio esegetico di Apocalisse 5, incentrato sul libro sigillato con sette sigilli che Dio tiene nella sua mano e che soltanto l’Agnello — figura di Cristo — è degno di aprire. L’analisi versetto per versetto rivela una progressione drammatica: dall’impossibilità universale alla vittoria dell’Agnello, che inaugura una missione di riscatto universale e una lode cosmica. L’articolo si colloca in continuità con il capitolo 4 sul trono celeste.

    Apocalisse 5.1-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E vidi nella destra di Colui che sedeva sul trono, un libro scritto di dentro e di fuori, sigillato con sette suggelli.E vidi un angelo potente che bandiva con gran voce: Chi è degno d’aprire il libro e di romperne i suggelli?E nessuno, né in cielo, né sulla terra, né sotto la terra, poteva aprire il libro, o guardarlo.E io piangevo forte perché non s’era trovato nessuno che fosse degno d’aprire il libro, o di guardarlo.E uno degli anziani mi disse: Non piangere; ecco, il Leone che è della tribù di Giuda, il Rampollo di Davide, ha vinto per aprire il libro e i suoi sette suggelli.Poi vidi, in mezzo al trono e alle quattro creature viventi e in mezzo agli anziani, un Agnello in piedi, che pareva essere stato immolato, ed avea sette corna e sette occhi che sono i sette Spiriti di Dio, mandati per tutta la terra.Ed esso venne e prese il libro dalla destra di Colui che sedeva sul trono.E quando ebbe preso il libro, le quattro creature viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno una cetra e delle coppe d’oro piene di profumi, che sono le preghiere dei santi.E cantavano un nuovo cantico, dicendo: Tu sei degno di prendere il libro e d’aprirne i suggelli, perché sei stato immolato e hai comprato a Dio, col tuo sangue, gente d’ogni tribù e lingua e popolo e nazione,e ne hai fatto per il nostro Dio un regno e de’ sacerdoti; e regneranno sulla terra.E vidi, e udii una voce di molti angeli attorno al trono e alle creature viventi e agli anziani; e il numero loro era di miriadi di miriadi, e di migliaia di migliaia,che dicevano con gran voce: Degno è l’Agnello che è stato immolato di ricever la potenza e le ricchezze e la sapienza e la forza e l’onore e la gloria e la benedizione.E tutte le creature che sono nel cielo e sulla terra e sotto la terra e sul mare e tutte le cose che sono in essi, le udii che dicevano: A Colui che siede sul trono e all’Agnello siano la benedizione e l’onore e la gloria e l’imperio, nei secoli dei secoli.E le quattro creature viventi dicevano: Amen! E gli anziani si prostrarono e adorarono.
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Dottrine della Bibbia

  • La dottrina di Dio

    Questo articolo sottolinea l'importanza della dottrina di Dio nella teologia cristiana, affrontando chi è Dio e come si rivela agli esseri umani. La conoscenza di Dio deriva dalla creazione, dalla coscienza morale e soprattutto da Gesù Cristo. Questo studio incoraggia una vita di adorazione e di fede.

    Colossesi 1.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    il quale è l’immagine dell’invisibile Iddio, il primogenito d’ogni creatura;
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  • La dottrina della Parola

    L'articolo illustra come Dio si rivela mediante la sua Parola, essenziale per la fede cristiana. Essa crea e ispira, culminando in Gesù Cristo, la Parola incarnata. Lo studio di questa dottrina illumina la realtà divina e il suo ruolo nel cristianesimo.

    Romani 10.17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Così la fede vien dall’udire e l’udire si ha per mezzo della parola di Cristo.
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Le contraddizioni

  • Qualcuno è salito al cielo oltre a Gesù?

    L'article examine l'apparente contradiction entre les allégations de Jésus dans Jean 3.13 et le récit de l'enlèvement d'Élie dans 2 Rois 2.11. Il explique que Jésus parle d'une autorité divine unique et d'une révélation céleste qu'il détient seul, tandis qu'Élie est miraculeusement transporté par Dieu. Le terme « ciel » a des significations variées et l'accès définitif à la présence divine est lié uniquement à Jésus.

    1 Timoteo 2.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poiché v’è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo,
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Note storiche

  • Il Dio unico e Abramo

    Abramo viveva in Mesopotamia, in un mondo politeista in cui ogni forza della natura aveva il suo dio. La rivelazione che riceve è radicalmente diversa: un Dio unico, Creatore di ogni cosa, che invalida tutti gli altri dèi. Abramo si sottomette a questa rivelazione, conduce la sua famiglia in questa nuova fede e diventa così un esempio fondatore per tutte le generazioni future del monoteismo biblico.

    Genesi 12.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or l’Eterno disse ad Abramo: “Vattene dal tuo paese e dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò;e io farò di te una grande nazione e ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione;e benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra”.E Abramo se ne andò, come l’Eterno gli avea detto, e Lot andò con lui. Abramo aveva settantacinque anni quando partì da Charan.
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