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Presenza del Vivente in mezzo alle Chiese

Primo capitolo di uno studio dell’Apocalisse, questo articolo presenta la datazione del libro (verso il 95 d.C., sotto Domiziano), l’identità di Giovanni come autore e il suo esilio a Patmos. L’analisi esegetica di Apocalisse 1 rivela un Cristo glorioso, sovrano e presente in mezzo alle sue Chiese, che chiama i credenti alla fedeltà nella persecuzione.

33 min Apocalisse Giovanni l’apostolo Patmos Domiziano rivelazione 30 versetti 5 libri

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Introduzione

Questo capitolo 1 apre un libro impegnativo ma profondamente incoraggiante. Presenta una rivelazione destinata a comunità reali, alle prese con la pressione e l’incertezza, e mostra loro il Messia Gesù vivente, vicino, che parla e cammina in mezzo a loro.

Lungi dall’essere un rompicapo esoterico, questo testo mette a nudo il senso: ascoltare, custodire e vedere la realtà così come Dio la mostra, con il Messia Gesù al centro, sovrano e fedele.

Il piano del libro, capitolo I

SezioneSottosezioneDescrizioneRiferimenti
I—IntroduzioneApocalisse 1.1-3
II—Le cose passate: «ciò che hai visto»Apocalisse 1.4-20
III—Le cose presenti: «ciò che è», messaggio alle sette ChieseApocalisse 2.1 à Apocalisse 3.22
IVAIl trono di Cristo; il libro sigillatoApocalisse 4.1 à Apocalisse 5.14
BApertura dei 7 sigilliApocalisse 6.1 à Apocalisse 8.1
CParentesi: Giudei e pagani salvati durante la tribolazioneApocalisse 7.1-17
DGiudizio annunciato dalle sette trombeApocalisse 8.2 a Apocalisse 9.21 e Apocalisse 11.15-19
EParentesi: preludio alla settima trombaApocalisse 10.1 à Apocalisse 11.14
FPersonaggi dominantiApocalisse 12.1-17
GAvvento e regno della Bestia e del falso profetaApocalisse 13.1-18
HParentesi: visioni profeticheApocalisse 14.1-20
IGiudizi annunciati dalle sette coppe dell’ira di DioApocalisse 15.1 à Apocalisse 16.21
JCondanna della grande BabiloniaApocalisse 17.1 à Apocalisse 19.6
KPreparativi per Armaghedon e il regno di mille anniApocalisse 19.7 à Apocalisse 20.6
LGiudizio finale; descrizione della città santaApocalisse 20.7 à Apocalisse 22.5
V—Conclusione: ultimo messaggio della BibbiaApocalisse 22.6-21

Questo piano proviene dai commentari di Scofield.

I. Date

Riassunto del capitolo :

Il libro dell’Apocalisse sarebbe stato scritto verso l’anno 95, sotto l’imperatore Domiziano, in un contesto di persecuzione. La tradizione attribuisce l’opera all’apostolo Giovanni, allora di circa 85-90 anni, esiliato sull’.

Anche se alcuni studiosi propongono una datazione più antica (68–70, sotto Nerone), questa ipotesi rimane minoritaria. L’identità dell’autore è dibattuta, ma la tradizione apostolica resta la più accolta. L’opera si presenta come un appello alla fedeltà e come una rivelazione del Cristo glorioso.

Testo integrale :

Il libro dell’Apocalisse è stato probabilmente scritto verso l’anno 95, durante il regno dell’imperatore Domiziano. Se l’autore è l’apostolo Giovanni, come pensiamo, a quell’epoca avrebbe avuto circa 85-90 anni.

Data di redazione

La maggioranza degli studiosi colloca la redazione dell’Apocalisse verso il 95 d.C., alla fine del regno dell’imperatore Domiziano (81–96). Questa datazione si basa su diversi elementi:

Il contesto di persecuzione evocato nel testo corrisponde a quello vissuto sotto Domiziano.

Ireneo di Lione, nel II secolo, afferma che Giovanni ebbe la visione a Patmos alla fine del regno di Domiziano.

Alcuni studiosi propongono una data più antica, intorno al 68–70, sotto Nerone, ma questa ipotesi è minoritaria.

Età di Giovanni

L’identità esatta dell’autore resta dibattuta:

Tradizionalmente è identificato con Giovanni, figlio di Zebedeo, uno dei dodici apostoli. Noi accogliamo questa ipotesi.

Se Giovanni era un adolescente (diciamo 15–20 anni) al tempo del ministero del Messia Gesù (verso l’anno 30), nell’anno 95 avrebbe avuto circa 85-90 anni.

Alcuni Padri della Chiesa, come Giustino Martire e Ireneo, affermano che Giovanni visse fino all’inizio del regno di Traiano (verso il 98), il che conferma una longevità eccezionale.

Altre ipotesi evocano Giovanni il Presbitero, un anziano della comunità di Efeso, il che rende l’età meno certa.

In sintesi

Data probabile di redazione: verso il 95 d.C.

Luogo: , in esilio forzato

Autore: Giovanni, probabilmente di 85-90 anni se si segue la tradizione apostolica

Contesto: persecuzione, appello alla fedeltà, rivelazione del Cristo glorioso

L’

Le

Riassunto :

Questo passo propone una lettura continua di Apocalisse 1, mostrando che la rivelazione è anzitutto quella di Gesù Cristo, trasmessa in modo affidabile e destinata a illuminare i credenti. Giovanni testimonia ciò che ha visto, invitando le Chiese a leggere, ascoltare e custodire questo messaggio portatore di grazia e di pace.

Il Cristo vi appare in mezzo alle sue comunità, maestoso, puro, sovrano e vicino, e rivela la sua vittoria sulla morte e la sua autorità. Giovanni, solidale con i credenti nella prova, riceve la missione di scrivere alle Chiese. La visione sottolinea che ogni comunità è preziosa e accompagnata, e che la in mezzo a loro costituisce la chiave di tutta l’Apocalisse.

Testo integrale :

Analisi versetto per versetto

Apocalisse 1.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
La rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli ha data per mostrare ai suoi servitori le cose che debbono avvenire in breve; ed egli l’ha fatta conoscere mandandola per mezzo del suo angelo al suo servitore Giovanni,

Punto di partenza: Non è anzitutto una rivelazione «sulla» fine, ma «di» Gesù Cristo: la sua persona illumina tutto.

Finalità: Si tratta di mostrare, dunque di aprire gli occhi dei credenti su ciò che viene, per vivere con lucidità.

Trasmissione semplice: Dio → Gesù → angelo → Giovanni → Chiese: una catena affidabile, che garantisce che il messaggio non nasce dall’immaginazione.

Apocalisse 1.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
il quale ha attestato la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, tutto ciò ch’egli ha veduto.

Credibilità: Giovanni non inventa; attesta ciò che ha visto, come un testimone oculare.

Doppio ancoraggio: Parola di Dio e testimonianza del Messia Gesù: la voce di Dio e la vita del Messia Gesù convergono.

Visione e fedeltà: «Ciò che ha visto» sottolinea che la rivelazione si dona in immagini, per toccare l’intelligenza e l’immaginazione.

Apocalisse 1.3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e serbano le cose che sono scritte in essa, poiché il tempo è vicino!

Promessa di felicità: Leggere, ascoltare, custodire: tre gesti concreti per una vita allineata.

Vicinanza del momento: L’urgenza non è fonte di ansia; stimola all’attenzione e alla fedeltà oggi.

Comunitario: «Colui che legge… coloro che ascoltano» suggerisce una lettura pubblica e condivisa.

Apocalisse 1.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Giovanni alle sette chiese che sono nell’Asia: Grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, e dai sette Spiriti che son davanti al suo trono,

Destinatari concreti: Sette comunità reali: il testo parla a persone situate.

Benedizione centrale: Grazia e pace: questo dono precede ogni correzione o appello.

Colui che è, era, viene: Dio è presente in tutto il tempo; nessun periodo sfugge alla sua fedeltà.

Apocalisse 1.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
e da Gesù Cristo, il fedel testimone, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati col suo sangue,

Ritratto in tre tratti: Fedeltà, vittoria sulla morte, autorità universale.

Amore attuale: «Che ci ama» al presente: il suo amore non è passato.

Liberazione reale: «Lavati» evoca una purificazione e una nuova identità.

Apocalisse 1.6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
e ci ha fatti essere un regno e sacerdoti all’Iddio e Padre suo, a lui siano la gloria e l’imperio nei secoli dei secoli. Amen.

Nuova vocazione: Popolo regale e sacerdotale: accesso a Dio e responsabilità per il mondo.

Adorazione: La risposta giusta a questo dono è la lode.

Durata senza fine: Il dominio del Cristo non è provvisorio; dura.

Apocalisse 1.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Ecco, egli viene colle nuvole; ed ogni occhio lo vedrà; lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui. Sì, Amen.

Visibilità universale: Nessuna apparizione nascosta; la venuta tocca il mondo intero.

Memoria della ferita: «Quelli che lo hanno trafitto» ricorda che la storia della croce resta decisiva.

Dolore lucido: Il pianto esprime una presa di coscienza: ciò che il mondo ha fatto al Giusto.

Apocalisse 1.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Io son l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Iddio che è, che era e che viene, l’Onnipotente.

Origine e compimento: Dall’inizio alla fine, Dio abbraccia la totalità.

Presenza sovrana: L’«Onnipotente» rassicura: nulla sfugge alla sua mano.

Costanza dell’essere: Stesso ritornello del versetto 4: la stabilità divina come fondamento.

Apocalisse 1.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Io, Giovanni, vostro fratello e partecipe con voi della tribolazione, del regno e della costanza in Gesù, ero nell’isola chiamata Patmo a motivo della parola di Dio e della testimonianza di Gesù.

Solidarietà: Giovanni si dice «fratello» e «compagno»: condivide la prova, il regno e la perseveranza.

Patmos: Luogo di esilio e di fedeltà: la parola può portare all’emarginazione.

Causa chiara: Si trova là «a causa» del suo pubblico attaccamento al Messia Gesù.

Apocalisse 1.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Fui rapito in Ispirito nel giorno di Domenica, e udii dietro a me una gran voce, come d’una tromba, che diceva:

Momento liturgico: «Giorno del Signore» suggerisce un tempo di adorazione condivisa.

Iniziativa divina: È lo Spirito a prendere l’iniziativa; la rivelazione non è una forzatura umana.

Voce che risveglia: La tromba chiama all’attenzione e all’adunanza.

Apocalisse 1.11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Quel che tu vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette chiese: a Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatiri, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea.

Vedere poi scrivere: La visione si trasforma in parola duratura.

Destinazioni precise: Sette città; il messaggio è contestualizzato e circola.

Responsabilité d’auteur : Jean reçoit une mission éditoriale pour le bien des communautés.

Apocalisse 1.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
E io mi voltai per veder la voce che mi parlava; e come mi fui voltato, vidi sette candelabri d’oro;

Dal suono alla vista: Voltarsi significa passare dall’appello alla realtà.

Candelabri d’oro: Simboli di comunità chiamate a risplendere: il valore della Chiesa è prezioso.

Sette come pienezza: Sono considerate tutte le Chiese, non un’élite.

Apocalisse 1.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
e in mezzo ai candelabri Uno somigliante a un figliuol d’uomo, vestito d’una veste lunga fino ai piedi, e cinto d’una cintura d’oro all’altezza del petto.

In mezzo: Il Messia Gesù non è lontano; è presente nel cuore delle comunità.

Figlio d’uomo: Figura umana, vicina, ma maestosa.

Veste e cintura: Dignità e autorità; è qualificato per parlare e giudicare con equità.

Apocalisse 1.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
E il suo capo e i suoi capelli erano bianchi come candida lana, come neve; e i suoi occhi erano come una fiamma di fuoco;

Biancore: Saggezza e purezza; esperienza e chiarezza morale.

Occhi di fuoco: Sguardo che vede tutto, che risveglia e purifica.

Nessuna zona d’ombra: Nulla sfugge al suo discernimento.

Apocalisse 1.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
e i suoi piedi eran simili a terso rame, arroventato in una fornace; e la sua voce era come la voce di molte acque.

Piedi solidi: Stabilità e forza; tiene saldamente il terreno.

Calore del bronzo: Prova attraversata e potenza collaudata.

Voce come acque: Autorità ampia, che sostiene e avvolge.

Apocalisse 1.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Ed egli teneva nella sua man destra sette stelle; e dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, acuta, e il suo volto era come il sole quando splende nella sua forza.

Mano destra: Protezione e controllo: le «stelle» sono custodite.

Spada della bocca: La sua parola separa il vero dal falso e libera.

Volto sole: Splendore che illumina, riscalda e a volte abbaglia.

Apocalisse 1.17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
E quando l’ebbi veduto, caddi ai suoi piedi come morto; ed egli mise la sua man destra su di me, dicendo: Non temere;

Reazione umana: Davanti al sacro, Giovanni crolla; è normale sentirsi sopraffatti.

Gesto rassicurante: La mano su di lui: vicinanza, non rifiuto.

Prima parola: «Non temere»: la rivelazione comincia con la consolazione.

Apocalisse 1.18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
io sono il primo e l’ultimo, e il Vivente; e fui morto, ma ecco son vivente per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell’Ades.

Identità chiara: Il Vivente ha attraversato la morte e la domina.

Chiavi in mano: Apre e chiude ciò che ci terrorizza; nulla è fatalismo.

Forte speranza: La morte non ha più l’ultima parola.

Apocalisse 1.19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Scrivi dunque le cose che hai vedute, quelle che sono e quelle che devono avvenire in appresso,

Trittico del tempo: Passato visto, presente vissuto, futuro a venire: tutto è preso in considerazione.

Dovere di scrittura: La visione deve diventare memoria e punto di riferimento per gli altri.

Ordine semplice: Nessuna complessità inutile: vedere, scrivere, trasmettere.

Apocalisse 1.20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
il mistero delle sette stelle che hai vedute nella mia destra, e dei sette candelabri d’oro. Le sette stelle sono gli angeli delle sette chiese, e i sette candelabri sono le sette chiese.

Interpretazione data: Il Messia Gesù spiega, per evitare la confusione.

Angeli e Chiese: Ogni comunità è accompagnata; conta ed è vista.

In mezzo ai candelabri: La nel cuore delle Chiese è la chiave di lettura di tutto il libro.

Mappa delle 7 Chiese

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L’
di chi?
Qual è l’origine dell’espressione «7 spiriti»?
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Il capitolo 1 dell’Apocalisse presenta la rivelazione data da Dio al Messia Gesù e trasmessa a Giovanni, destinata alle sette Chiese d’Asia. Giovanni ricorda la grazia e la pace che vengono dal Dio , dallo Spirito e dal Cristo, che ama, libera e fa del suo popolo un regno di sacerdoti. Annuncia il ritorno visibile del Cristo.

Esiliato a Patmos, Giovanni riceve una visione del Figlio dell’uomo glorificato, in mezzo ai candelabri che rappresentano le Chiese: figura maestosa, sovrana e vivente, che detiene le chiavi della morte.

Il Cristo rassicura Giovanni, gli affida il compito di scrivere ciò che vede e rivela che ogni Chiesa è preziosa e accompagnata. Al centro del capitolo si trova la presenza del Cristo vivente, che illumina, protegge e chiama alla fedeltà.

Ecco una sintesi dettagliata del capitolo 1 dell’Apocalisse, nel rispetto della struttura narrativa, degli elementi teologici e dei simboli chiave:

Sintesi del capitolo 1 dell’Apocalisse

Origine della rivelazione: Viene da Dio, trasmessa al Messia Gesù, poi al suo servo Giovanni per mezzo di un angelo.

Oggetto : Gli eventi che devono accadere presto.

Carattere profetico: Giovanni attesta la parola di Dio e la testimonianza del Messia Gesù Cristo.

Beatitudine: Beato chi legge e quelli che ascoltano le parole di questa profezia e custodiscono ciò che vi è scritto.

2. Indirizzo alle sette Chiese (Apocalisse 1.4-6)

Mittente : Giovanni si rivolge alle sette Chiese d’Asia.

Saluto trinitario :

Da colui che è, che era e che viene (Dio Padre).

Dai davanti al suo trono (interpretati come la pienezza dello Spirito Santo).

Da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dai morti, il principe dei re della terra.

Dossologia (lode a Dio) :

Gesù ci ama, ci ha lavati dai nostri peccati con il suo sangue.

Ha fatto di noi un regno, dei sacerdoti per Dio suo Padre.

3. Annuncio del ritorno del Cristo (Apocalisse 1.7-8)

Visione escatologica: Viene con le nuvole, ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo hanno trafitto.

Reazione universale: Tutte le tribù della terra faranno lamento a causa di lui.

Dichiarazione divina: «Io sono l’Alfa e l’Omega», dice il Signore Dio, «colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente».

4. Contesto della visione (Apocalisse 1.9-11)

Identità di Giovanni: Fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza in Gesù.

Luogo: , a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù.

Momento: Un giorno del Signore (domenica), Giovanni è rapito in spirito.

Voce potente: Come il suono di una tromba, gli ordina di scrivere in un libro ciò che vede e di inviarlo alle sette Chiese: Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia e Laodicea.

5. Visione del Figlio dell’uomo (Apocalisse 1.12-16)

Luogo della visione: Giovanni si volta e vede sette candelabri d’oro.

Personaggio centrale: Un essere simile a un Figlio d’uomo, in mezzo ai candelabri.

Descrizione simbolica :

Veste lunga e cintura d’oro.

Capelli bianchi come la lana, occhi come una fiamma di fuoco.

Piedi come bronzo ardente, voce come il fragore di grandi acque.

Nella sua mano destra: sette stelle.

Dalla sua bocca: una spada acuta a doppio taglio.

Il suo volto: come il sole quando risplende in tutta la sua forza.

6. Reazione di Giovanni e rivelazione del Cristo (Apocalisse 1.17-20)

Terrore di Giovanni: Cade come morto.

Conforto del Cristo: «Non temere. Io sono il primo e l’ultimo, il vivente. Ero morto, ed ecco, sono vivente nei secoli dei secoli».

Chiavi della morte e dell’Ade: Gesù le detiene.

Missione di Giovanni: Scrivere ciò che ha visto, ciò che è e ciò che deve accadere in seguito.

Interpretazione dei simboli :

Le sette stelle: gli angeli delle sette Chiese.

I sette candelabri: le sette Chiese stesse.

Nel cuore del primo capitolo dell’Apocalisse si rivela il Cristo vivente, saggio e sovrano, che sta «in mezzo» alle Chiese. La sua parola illumina, corregge e protegge, invitando i credenti a diventare lettori-ascoltatori fedeli, che custodiscono il messaggio e vivono con coraggio nella grazia e nella pace.

La speranza è concreta: il Vivente detiene le chiavi della morte, e la storia non è abbandonata al caos ma tenuta da colui che è, che era e che viene. La missione resta attuale: vedere ciò che Dio mostra, scrivere e condividere con fedeltà, e camminare come popolo regale e sacerdotale, certi che il Messia Gesù accompagna ogni comunità.

La sulla storia umana
La

Riassunto :

Il primo capitolo dell’Apocalisse presenta un messaggio divino rivolto alle sette Chiese, che rappresentano la Chiesa universale. Giovanni vi appare come messaggero e profeta fedele, incaricato di trasmettere una rivelazione destinata a tutte le generazioni. Il testo afferma la presenza sovrana del Messia Gesù, vincitore della morte, che sostiene e incoraggia i credenti.

Il rappelle aussi que l’histoire reste sous le contrôle de Dieu, malgré les apparences humaines. Enfin, la vision transforme la relation de Jean au Christ : l’ami d’autrefois se révèle désormais comme le Dieu glorifié, majestueux et tout-puissant.

Testo integrale :

Il primo capitolo dell’Apocalisse di Giovanni ci offre informazioni particolarmente precise. Presenta un messaggio, proveniente direttamente da Dio, rivolto alle sette Chiese. Queste simboleggiano, in fondo, l’insieme della Chiesa universale, in tutte le sue forme ed espressioni.

Questo messaggio divino, trasmesso da Giovanni, è destinato a essere compreso e proclamato a tutti. Giovanni agisce così come messaggero fedele, trascrivendo la parola di Dio per le Chiese, affinché il suo contenuto sia ascoltato e annunciato a tutti gli uomini. L’importanza di queste informazioni sta nella loro portata universale: devono essere proclamate perché ciascuno ne prenda conoscenza.

Attraverso questa funzione di trasmissione, l’apostolo Giovanni si rivela come un profeta per le generazioni future. Questo ruolo profetico, inscritto nel testo, permette al messaggio di restare vivo e pertinente per la Chiesa, dalla sua nascita nel primo secolo fino a oggi.

Le affermazioni di questo capitolo si rivelano una realtà costante nella vita della Chiesa. La , vincitore della morte e onnipotente, resta un potente incoraggiamento per la fede dei credenti. La sua vittoria e la sua potenza sono garanzie che sostengono la Chiesa nel corso del tempo.

Inoltre, si afferma che il mondo non è abbandonato al fatalismo o al caso, ma si trova sotto il controllo sovrano di Dio. Questa convinzione fa eco alla dichiarazione di Daniele davanti al re Nabucodonosor (Daniele 2.21), offrendo al tempo stesso un incoraggiamento particolare a coloro che subiscono persecuzioni a causa della loro fede.

Così, anche se in apparenza sono gli uomini a dirigere il mondo, è Dio che pone i limiti dicendo: «Fin qui, ma non oltre» (Giobbe 38.11, Marco 4.39, Apocalisse 1.18).

Questa realtà rimane, ancora oggi, una di incoraggiamento per tutti i cristiani, ricordando loro la sovranità di Dio nel cuore della storia.

Il testo mette in luce un cambiamento fondamentale nel rapporto tra Giovanni e il Messia Gesù. Mentre un tempo Giovanni poteva vivere una vicinanza con Gesù durante il suo ministero terreno, segnata da amicizia e familiarità, questo rapporto evolve profondamente dopo la risurrezione e la glorificazione del Cristo.

Ormai Giovanni non percepisce più Gesù sotto l’aspetto dell’amico, ma come Dio stesso, che manifesta la sua potenza e la sua maestà. Questa trasformazione nella percezione di Giovanni sottolinea la distanza instaurata dalla rivelazione divina, affermando al tempo stesso la sovranità del Messia risorto e glorificato, al centro della storia e della vita della Chiesa.

Conclusione

Résumé du chapitre :

Le premier chapitre de l’Apocalypse révèle le Messie Jésus ressuscité comme le centre vivant de l’histoire et de l’Église, présent au milieu de ses communautés pour les éclairer, les corriger et les protéger. Sa victoire sur la mort fonde une espérance solide : c’est lui qui tient l’histoire entre ses mains.

La mission donnée à Jean, voir, écrire et transmettre, devient celle de tous les disciples, appelés à vivre comme un peuple royal et sacerdotal. Chaque Église peut ainsi avancer avec assurance, soutenue par la présence fidèle du Christ jusqu’à la fin des temps.

Testo integrale :

Il primo capitolo dell’Apocalisse pone fin dall’inizio il Messia Gesù risorto al centro della storia e della vita della Chiesa. Egli sta «in mezzo» ai candelabri, vicino alle sue comunità, e manifesta la sua saggezza, la sua potenza e la sua gloria. La sua parola illumina, corregge e protegge, perché i credenti diventino ascoltatori fedeli, radicati nella grazia e nella pace.

Questa rivelazione è tutt’altro che teorica: porta una vera speranza. Colui che è vivente possiede l’autorità sulla morte e sul regno dei morti; controlla la storia, che non è lasciata al caso, ma guidata da colui che è, che era e che verrà.

La missione affidata a Giovanni diventa quella di ogni discepolo: vedere ciò che Dio mostra, scrivere e condividere con fedeltà, camminare come popolo regale e sacerdotale. Così ogni comunità può avanzare con coraggio, sapendo che il Messia Gesù accompagna e sostiene la sua Chiesa fino alla fine dei tempi.

Matteo 28.20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente.
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