Affidabilità delle Scritture e altri temi dottrinali 4 studi
I grandi uomini 1 studio
Note storiche 3 studi
Affidabilità delle Scritture e altri temi dottrinali
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APO001
Presenza del Vivente in mezzo alle Chiese
Primo capitolo di uno studio dell’Apocalisse, questo articolo presenta la datazione del libro (verso il 95 d.C., sotto Domiziano), l’identità di Giovanni come autore e il suo esilio a Patmos. L’analisi esegetica di Apocalisse 1 rivela un Cristo glorioso, sovrano e presente in mezzo alle sue Chiese, che chiama i credenti alla fedeltà nella persecuzione.
Apocalisse 1.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Giovanni alle sette chiese che sono nell’Asia: Grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, e dai sette Spiriti che son davanti al suo trono,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
APO002
Ascoltare, discernere, tornare al primo amore
Studio esegetico di Apocalisse 2, che analizza i messaggi alle Chiese di Efeso, Smirne, Pergamo e Tiatira. Ogni lettera segue una struttura comune: diagnosi, appello alla fedeltà e promessa escatologica. L'articolo invita ad ascoltare lo Spirito, a discernere le derive comunitarie e a ritrovare il primo amore verso Cristo, in una prospettiva al tempo stesso storica e teologica.
Apocalisse 2.1-29 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :All’angelo della chiesa d’Efeso scrivi: Queste cose dice colui che tiene le sette stelle nella sua destra, e che cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro:Io conosco le tue opere e la tua fatica e la tua costanza e che non puoi sopportare i malvagi e hai messo alla prova quelli che si chiamano apostoli e non lo sono, e li hai trovati mendaci;e hai costanza e hai sopportato molte cose per amor del mio nome, e non ti sei stancato.Ma ho questo contro di te: che hai lasciato il tuo primo amore.Ricordati dunque donde sei caduto, e ravvediti, e fa’ le opere di prima; se no, verrò a te, e rimoverò il tuo candelabro dal suo posto, se tu non ti ravvedi.Ma tu hai questo: che odii le opere dei Nicolaiti, le quali odio anch’io.Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò a mangiare dell’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio.E all’angelo della chiesa di Smirne scrivi: Queste cose dice il primo e l’ultimo, che fu morto e tornò in vita:Io conosco la tua tribolazione e la tua povertà (ma pur sei ricco) e le calunnie lanciate da quelli che dicono d’esser Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana.Non temere quel che avrai da soffrire; ecco, il diavolo sta per cacciare alcuni di voi in prigione, perché siate provati: e avrete una tribolazione di dieci giorni. Sii fedele fino alla morte, e io ti darò la corona della vita.Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. Chi vince non sarà punto offeso dalla morte seconda.E all’angelo della chiesa di Pergamo scrivi: Queste cose dice colui che ha la spada acuta a due tagli:Io conosco dove tu abiti, cioè là dov’è il trono di Satana; eppur tu ritieni fermamente il mio nome, e non rinnegasti la mia fede, neppure nei giorni in cui Antipa, il mio fedel testimone, fu ucciso tra voi, dove abita Satana.Ma ho alcune poche cose contro di te: cioè, che tu hai quivi di quelli che professano la dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balac a porre un intoppo davanti ai figliuoli d’Israele, inducendoli a mangiare delle cose sacrificate agli idoli e a fornicare.Così hai anche tu di quelli che in simil guisa professano la dottrina dei Nicolaiti.Ravvediti dunque; se no, verrò tosto a te, e combatterò contro a loro con la spada della mia bocca.Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò della manna nascosta, e gli darò una pietruzza bianca, e sulla pietruzza scritto un nome nuovo che nessuno conosce, se non colui che lo riceve.E all’angelo della chiesa di Tiatiri scrivi: Queste cose dice il Figliuol di Dio, che ha gli occhi come fiamma di fuoco, e i cui piedi son come terso rame:Io conosco le tue opere e il tuo amore e la tua fede e il tuo ministerio e la tua costanza, e che le tue opere ultime sono più abbondanti delle prime.Ma ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl’idoli.E io le ho dato tempo per ravvedersi, ed ella non vuol ravvedersi della sua fornicazione.Ecco, io getto lei sopra un letto di dolore, e quelli che commettono adulterio con lei in una gran tribolazione, se non si ravvedono delle opere d’essa.E metterò a morte i suoi figliuoli; e tutte le chiese conosceranno che io son colui che investigo le reni ed i cuori; e darò a ciascun di voi secondo le opere vostre.Ma agli altri di voi in Tiatiri che non professate questa dottrina e non avete conosciuto le profondità di Satana (come le chiaman loro), io dico: Io non v’impongo altro peso.Soltanto, quel che avete tenetelo fermamente finché io venga.E a chi vince e persevera nelle mie opere sino alla fine io darò potestà sulle nazioni,ed egli le reggerà con una verga di ferro frantumandole a mo’ di vasi d’argilla; come anch’io ho ricevuto potestà dal Padre mio.E gli darò la stella mattutina.Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
APO005
Il trono al centro della visione
Studio esegetico di Apocalisse 4, la visione del trono celeste che segna la svolta del libro. Dopo i messaggi alle sette Chiese, Giovanni è trasportato in cielo e contempla un trono circondato da ventiquattro anziani e da quattro esseri viventi. Ogni dettaglio simbolico, luci, colori, suoni, esprime la sovranità, la santità e l’autorità divina che strutturano e governano la storia. Questa visione fondatrice illumina tutti gli eventi profetici a venire.
Apocalisse 1.12-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E io mi voltai per veder la voce che mi parlava; e come mi fui voltato, vidi sette candelabri d’oro;e in mezzo ai candelabri Uno somigliante a un figliuol d’uomo, vestito d’una veste lunga fino ai piedi, e cinto d’una cintura d’oro all’altezza del petto.E il suo capo e i suoi capelli erano bianchi come candida lana, come neve; e i suoi occhi erano come una fiamma di fuoco;e i suoi piedi eran simili a terso rame, arroventato in una fornace; e la sua voce era come la voce di molte acque.Ed egli teneva nella sua man destra sette stelle; e dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, acuta, e il suo volto era come il sole quando splende nella sua forza.E quando l’ebbi veduto, caddi ai suoi piedi come morto; ed egli mise la sua man destra su di me, dicendo: Non temere;io sono il primo e l’ultimo, e il Vivente; e fui morto, ma ecco son vivente per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell’Ades.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
APO009
Il primo sigillo, il primo cavaliere
APO009 analizza il primo sigillo dell’Apocalisse (Ap 6.1-2) e la comparsa di un cavaliere su un cavallo bianco. Si scontrano due teorie: questo cavaliere rappresenta il Messia Gesù vittorioso oppure un impostore, o addirittura l’Anticristo? L’articolo espone le due posizioni, sottolinea che il dibattito esegetico resta aperto e annuncia un parallelo con il discorso di Gesù sul monte degli Ulivi.
Apocalisse 1.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :La rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli ha data per mostrare ai suoi servitori le cose che debbono avvenire in breve; ed egli l’ha fatta conoscere mandandola per mezzo del suo angelo al suo servitore Giovanni,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
I grandi uomini
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LGH004
Augustin CRAMPON
L'articolo esplora la vita di Augustin Crampon, celebre per la sua traduzione della Bibbia. Ordinato sacerdote nel 1851, studiò con Arthur Le Hir, diventando un esperto delle lingue bibliche. La sua traduzione, pubblicata dopo la sua morte nel 1904, resta un importante riferimento cattolico.
Note storiche
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INF031
La Torah
La Torah, testo sacro dell'ebraismo, si compone dei primi cinque libri della Bibbia ebraica ed è essenziale per la fede e la morale ebraiche. Viene letta regolarmente in sinagoga e ha generato una ricca tradizione letteraria rabbinica.
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INF041
La fonte jahvista
La fonte jahvista (J) è una fonte ipotetica della Torah individuata dall'ipotesi documentaria dell'Ottocento. Prende il nome dall'uso del nome divino YHWH e si caratterizza per uno stile antropomorfico e narrativo. Associata a testi come la creazione (Gen 2) e la caduta (Gen 3), la sua datazione resta dibattuta. Oggi la sua validità è messa in discussione dagli esegeti contemporanei.
Genesi 3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che l’Eterno Iddio aveva fatti; ed esso disse alla donna: “Come! Iddio v’ha detto: Non mangiate del frutto di tutti gli alberi del giardino?”E la donna rispose al serpente: “Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare;ma del frutto dell’albero ch’è in mezzo al giardino Iddio ha detto: Non ne mangiate e non lo toccate, che non abbiate a morire”.E il serpente disse alla donna: “No, non morrete affatto;ma Iddio sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri s’apriranno, e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male”.E la donna vide che il frutto dell’albero era buono a mangiarsi, ch’era bello a vedere, e che l’albero era desiderabile per diventare intelligente; prese del frutto, ne mangiò, e ne dette anche al suo marito ch’era con lei, ed egli ne mangiò.Allora si apersero gli occhi ad ambedue, e s’accorsero ch’erano ignudi; e cucirono delle foglie di fico, e se ne fecero delle cinture.E udirono la voce dell’Eterno Iddio il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell’Eterno Iddio, fra gli alberi del giardino.E l’Eterno Iddio chiamò l’uomo e gli disse: “Dove sei?” E quegli rispose:“Ho udito la tua voce nel giardino, e ho avuto paura, perch’ero ignudo, e mi sono nascosto”.E Dio disse: “Chi t’ha mostrato ch’eri ignudo? Hai tu mangiato del frutto dell’albero del quale io t’avevo comandato di non mangiare?”L’uomo rispose: “La donna che tu m’hai messa accanto, è lei che m’ha dato del frutto dell’albero, e io n’ho mangiato”.E l’Eterno Iddio disse alla donna: “Perché hai fatto questo?” E la donna rispose: “Il serpente mi ha sedotta, ed io ne ho mangiato”.Allora l’Eterno Iddio disse al serpente: “Perché hai fatto questo, sii maledetto fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali dei campi! Tu camminerai sul tuo ventre, e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita.E io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo, e tu le ferirai il calcagno”.Alla donna disse: “Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figliuoli; i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su te”.E ad Adamo disse: “Perché hai dato ascolto alla voce della tua moglie e hai mangiato del frutto dell’albero circa il quale io t’avevo dato quest’ordine: Non ne mangiare, il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita.Esso ti produrrà spine e triboli, e tu mangerai l’erba dei campi.mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra donde fosti tratto; perché sei polvere, e in polvere ritornerai”.E l’uomo pose nome Eva alla sua moglie, perch’è stata la madre di tutti i viventi.E l’Eterno Iddio fece ad Adamo e alla sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì.Poi l’Eterno Iddio disse: “Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi quanto a conoscenza del bene e dei male. Guardiamo ch’egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell’albero della vita, e ne mangi, e viva in perpetuo”.Perciò l’Eterno Iddio mandò via l’uomo dal giardino d’Eden, perché lavorasse la terra donde era stato tratto.Così egli scacciò l’uomo; e pose ad oriente del giardino d’Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell’albero della vita.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF042
La fonte elohista
La fonte elohista (E) è una delle quattro fonti ipotetiche della Torah secondo l'ipotesi documentaria. Si distingue per l'uso del termine Elohim per designare Dio, per una teologia trascendente e per il ricorso a sogni e visioni come modi della rivelazione divina. Datata al IX-VIII secolo avanti la nostra era, sarebbe originaria del regno del Nord d'Israele. La sua validità resta dibattuta tra gli studiosi contemporanei.
Genesi 20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Abrahamo si partì di là andando verso il paese del mezzodì, dimorò fra Kades e Shur, e abitò come forestiero in Gherar.E Abrahamo diceva di Sara sua moglie: “Ell’è mia sorella”. E Abimelec, re di Gherar, mandò a pigliar Sara.Ma Dio venne, di notte, in un sogno, ad Abimelec, e gli disse: “Ecco, tu sei morto, a motivo della donna che ti sei presa; perch’ella ha marito”.Or Abimelec non s’era accostato a lei; e rispose: “Signore, faresti tu perire una nazione anche se giusta?Non m’ha egli detto: E’ mia sorella? e anche lei stessa ha detto: Egli è mio fratello. Io ho fatto questo nella integrità del mio cuore e con mani innocenti”.E Dio gli disse nel sogno: “Anch’io so che tu hai fatto questo nella integrità del tuo cuore; e t’ho quindi preservato dal peccare contro di me; perciò non ti ho permesso di toccarla.Or dunque, restituisci la moglie a quest’uomo, perché è profeta; ed egli pregherà per te, e tu vivrai. Ma, se non la restituisci, sappi che, per certo, morrai: tu e tutti i tuoi”.E Abimelec si levò la mattina per tempo, chiamò tutti i suoi servi, e raccontò in loro presenza tutte queste cose. E quegli uomini furon presi da gran paura.Poi Abimelec chiamò Abrahamo e gli disse: “Che ci hai tu fatto? E in che t’ho io offeso, che tu abbia fatto venir su me e sul mio regno un sì gran peccato? Tu m’hai fatto cose che non si debbono fare”.E di nuovo Abimelec disse ad Abrahamo: “A che miravi, facendo questo?”E Abrahamo rispose: “L’ho fatto, perché dicevo fra me: Certo, in questo luogo non c’è timor di Dio; e m’uccideranno a causa di mia moglie.Inoltre, ella è proprio mia sorella, figliuola di mio padre, ma non figliuola di mia madre; ed è diventata mia moglie.Or quando Iddio mi fece errare lungi dalla casa di mio padre, io le dissi: Questo è il favore che tu mi farai; dovunque, giungeremo dirai di me: E’ mio fratello”.E Abimelec prese delle pecore, de’ buoi, de’ servi e delle serve, e li diede ad Abrahamo, e gli restituì Sara sua moglie. E Abimelec disse:“Ecco, il mio paese ti sta dinanzi; dimora dovunque ti piacerà”. E a Sara disse:“Ecco, io ho dato tuo fratello mille pezzi d’argento; questo ti sarà un velo sugli occhi di fronte a tutti quelli che sono teco, e sarai giustificata dinanzi a tutti”.E Abrahamo pregò Dio, e Dio guarì Abimelec, la moglie e le serve di lui, ed esse poteron partorire.Poiché l’Eterno avea del tutto resa sterile l’intera casa di Abimelec, a motivo di Sara moglie di Abrahamo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
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ANN114
Edificherò la mia Chiesa
Cet article analyse les implications théologiques du passage de Matthieu 16.17-19, où Jésus évoque "mon Église". Il explore le rôle de Pierre comme clé…