L'ultimo giorno fino alla crocifissione 7 studi
- 1La presentazione a Ponzio Pilato
- 2Presentazione al «re» Antipa
- 3Il ritorno davanti a Ponzio Pilato
- 4La liberazione di un prigioniero
- 5L’accanimento del Sinedrio, condanna ufficiale
Note storiche 1 studio
L'ultimo giorno fino alla crocifissione
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PER341
La presentazione a Ponzio Pilato
La pericope PER341 ricostruisce la presentazione di Gesù davanti a Ponzio Pilato il venerdì mattina, verso le 6:45, dopo la sua condanna notturna da parte del Sinedrio. Incrociando Matteo, Marco, Luca e Giovanni, l'articolo analizza la cronologia precisa, il ruolo di Caifa, il rifiuto dei capi religiosi di entrare nel Pretorio e il dialogo tra Gesù e Pilato, il solo abilitato a pronunciare una pena capitale.
Giovanni 18.19-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina.Gesù gli rispose: Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m’interroghi?Domanda a quelli che m’hanno udito, quel che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho detto.E com’ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino, dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi tu al sommo sacerdote?Gesù gli disse: Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?Quindi Anna lo mandò legato a Caiàfa, sommo sacerdote.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER343
Presentazione al «re» Antipa
Gesù è mandato da Pilato davanti a Erode Antipa, tetrarca della Galilea, che si trova a Gerusalemme. Affascinato dallo spettacolare, Erode spera in un miracolo, ma si scontra con il silenzio totale di Gesù. Risentito, lo schernisce, gli mette addosso un manto splendido e lo rimanda a Pilato. Ironia della sorte, questo episodio riconcilia Pilato ed Erode. Solo Luca riferisce questa comparizione (Luca 23.6-12), avvenuta verso le 7:30 del venerdì mattina della Passione.
Matteo 27.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, venuta la mattina, tutti i capi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro a Gesù per farlo morire.E legatolo, lo menarono via e lo consegnarono a Pilato, il governatore.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER344
Il ritorno davanti a Ponzio Pilato
La pericope PER344 analizza il ritorno di Gesù davanti a Ponzio Pilato dopo la sua comparizione davanti a Erode Antipa, episodio riferito soltanto da Luca. Pilato, non trovando alcuna colpa punibile con la morte secondo il diritto romano, cerca di resistere alla pressione dei capi religiosi ebrei. L’articolo propone una ricostruzione cronologica precisa della mattina del venerdì della Passione e solleva la questione linguistica degli scambi tra Gesù e Pilato, verosimilmente avvenuti in greco.
Luca 23.6-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Quando Pilato udì questo, domandò se quell’uomo fosse Galileo.E saputo ch’egli era della giurisdizione d’Erode, lo rimandò a Erode ch’era anch’egli a Gerusalemme in que’ giorni.Erode, come vide Gesù, se ne rallegrò grandemente, perché da lungo tempo desiderava vederlo, avendo sentito parlar di lui; e sperava di vedergli fare qualche miracolo.E gli rivolse molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla.Or i capi sacerdoti e gli scribi stavan là, accusandolo con veemenza.Ed Erode co’ suoi soldati, dopo averlo vilipeso e schernito, lo vestì di un manto splendido, e lo rimandò a Pilato.E in quel giorno, Erode e Pilato divennero amici, perché per l’addietro arano stati in inimicizia fra loro.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER345
La liberazione di un prigioniero
Durante il processo di Gesù davanti a Ponzio Pilato, il governatore romano cerca di sfruttare l’usanza pasquale della liberazione di un prigioniero per evitare di condannare Gesù. Propone alla folla di scegliere tra Gesù e Barabba, criminale famigerato, persuaso che il popolo farà la scelta giusta. L’intervento di sua moglie rafforza le sue esitazioni. Questa scena, attestata da tutti e quattro i vangeli, illustra la manipolazione delle autorità religiose e prefigura teologicamente la sostituzione redentrice.
Marco 15.6-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or ogni festa di pasqua ei liberava loro un carcerato, qualunque chiedessero.C’era allora in prigione un tale chiamato Barabba, insieme a de’ sediziosi, i quali, nella sedizione, avean commesso omicidio.E la moltitudine, venuta su, cominciò a domandare ch’e’ facesse come sempre avea lor fatto.E Pilato rispose loro: Volete ch’io vi liberi il Re de’ Giudei?Poiché capiva bene che i capi sacerdoti glielo aveano consegnato per invidia.Ma i capi sacerdoti incitarono la moltitudine a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba.E Pilato, daccapo replicando, diceva loro: Che volete dunque ch’io faccia di colui che voi chiamate il Re de’ Giudei?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER346
L’accanimento del Sinedrio, condanna ufficiale
PER346 analizza la condanna ufficiale di Gesù da parte di Ponzio Pilato sotto l’accanita pressione del Sinedrio. A Gerusalemme, il venerdì mattina, la folla, manipolata dai capi religiosi, chiede la crocifissione. Pilato, politicamente intrappolato, cede nonostante l’assenza di un motivo valido. Lo studio affronta le irregolarità del processo e la questione cronologica della «sesta ora» in Giovanni 19.14, attraverso un approccio sinottico dei quattro vangeli.
Luca 23.23-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma essi insistevano con gran grida, chiedendo che fosse crocifisso; e le loro grida finirono con avere il sopravvento.E Pilato sentenziò che fosse fatto quello che domandavano.E liberò colui che era stato messo in prigione per sedizione ed omicidio, e che essi aveano richiesto; ma abbandonò Gesù alla loro volontà.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER348
Gli sforzi di Pilato per salvare Gesù
La pericope PER348 analizza i ripetuti tentativi di Ponzio Pilato di salvare Gesù durante il processo davanti al pretorio a Gerusalemme, un venerdì mattina. Basata principalmente su Giovanni 19.4-15, ripercorre le pressioni politiche e religiose che portano Pilato a condannare Gesù nonostante la sua convinzione della sua innocenza. Questo passo rivela la tensione tra giustizia, potere politico e autorità religiosa durante la Passione di Cristo.
Giovanni 18.39-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma voi avete l’usanza ch’io vi liberi uno per la Pasqua; volete dunque che vi liberi il Re de’ Giudei?Allora gridaron di nuovo: Non costui, ma Barabba! Or Barabba era un ladrone.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER349
Il titulus di Pilato
Il titulus di Pilato è il cartello posto sulla croce di Gesù con la scritta 'Gesù di Nazaret, il re dei Giudei', redatta in ebraico, latino e greco. Pilato impone questa formulazione nonostante la protesta dei capi dei sacerdoti, affermando così un'autorità simbolica dopo aver ceduto sulla condanna. Questo atto rivela una tragica ironia: l'iscrizione proclama pubblicamente la regalità di Gesù proprio nel momento della sua morte.
Luca 23.37-38 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Se tu sei il re de’ Giudei, salva te stesso!E v’era anche questa iscrizione sopra il suo capo: QUESTO E IL RE DEI GIUDEI.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Note storiche
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INF003
Il Sinedrio
Il Sinedrio era la più alta istanza religiosa, giudiziaria e legislativa del giudaismo del Secondo Tempio (II sec. a.C. – 70 d.C.). Composto da 71 membri e con sede a Gerusalemme, interpretava la Torah, arbitrava le controversie più importanti e sovrintendeva al calendario ebraico. Menzionato nei Vangeli e descritto dalla letteratura rabbinica, scompare dopo il 70 d.C., ma il suo modello continua a ispirare l'organizzazione e il pensiero giuridico ebraici.