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La parabola della zizzania e del frumento
La parabola della zizzania e del grano (Matteo 13.24-30), presente solo in Matteo, insegna la coesistenza del bene e del male nel mondo fino al giudizio finale. Gesù vi illustra la pazienza di Dio, che rimanda la separazione tra giusti e malvagi fino alla mietitura escatologica, affidata agli angeli. Questa parabola si inserisce in una profonda riflessione biblica sull'apparente prosperità dei malvagi, condivisa da Abacuc, Asaf, Geremia e Giobbe.
Matteo 25.1-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora il regno de’ cieli sarà simile a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrar lo sposo.Or cinque d’esse erano stolte e cinque avvedute;le stolte, nel prendere le loro lampade, non avean preso seco dell’olio;mentre le avvedute, insieme con le loro lampade, avean preso dell’olio ne’ vasi.Or tardando lo sposo, tutte divennero sonnacchiose e si addormentarono.E sulla mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, uscitegli incontro!Allora tutte quelle vergini si destarono e acconciaron le loro lampade.E le stolte dissero alle avvedute: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono.Ma le avvedute risposero: No, che talora non basti per noi e per voi; andate piuttosto da’ venditori e compratevene!Ma, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; e quelle che eran pronte, entraron con lui nella sala delle nozze, e l’uscio fu chiuso.All’ultimo vennero anche le altre vergini, dicendo: Signore, Signore, aprici!Ma egli, rispondendo, disse: Io vi dico in verità: Non vi conosco.Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org