• Il raduno dei discepoli e della folla

    L'articolo tratta il raduno dei discepoli e della folla in Galilea, dove Gesù pronuncia il discorso della montagna dopo aver scelto i dodici apostoli. La folla è attratta soprattutto dalle guarigioni miracolose, ma il momento è essenziale anche per insegnare il messaggio di Gesù. Luca e Matteo offrono due prospettive complementari dell'evento.

    Matteo 5.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù, vedendo le folle, salì sul monte; e postosi a sedere, i suoi discepoli si accostarono a lui.Ed egli, aperta la bocca, li ammaestrava dicendo:
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  • Il discorso della montagna (1), le beatitudini

    L'articolo analizza il discorso della montagna, sottolineando le differenze tra Matteo e Luca. Spiega come questi insegnamenti di Gesù, destinati soprattutto ai discepoli, siano stati spesso ripetuti e raccolti. Particolare attenzione è dedicata alle beatitudini e alla loro portata spirituale.

    Matteo 5.2-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed egli, aperta la bocca, li ammaestrava dicendo:Beati i poveri in ispirito, perché di loro è il regno de’ cieli.Beati quelli che fanno cordoglio, perché essi saranno consolati.Beati i mansueti, perché essi erederanno la terra.Beati quelli che sono affamati ed assetati della giustizia, perché essi saranno saziati.Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Iddio.Beati quelli che s’adoperano alla pace, perché essi saran chiamati figliuoli di Dio.Beati i perseguitati per cagion di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.Beati voi, quando v’oltraggeranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro a voi ogni sorta di male per cagion mia.Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande ne’ cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.
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  • Il discorso della montagna (12), un’istruzione sulla preghiera

    Questo articolo esamina l’insegnamento di Gesù sulla preghiera nel discorso della montagna, sottolineando il richiamo a una pietà autentica, lontana dal formalismo. Si basa sui Vangeli di Matteo e Luca, spiegando il significato e il contesto della preghiera.

    Matteo 6.5-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando pregate, non siate come gl’ipocriti; poiché essi amano di fare orazione stando in piè nelle sinagoghe e ai canti delle piazze per esser veduti dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno.Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, e serratone l’uscio fa’ orazione al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.E nel pregare non usate soverchie dicerie come fanno i pagani, i quali pensano d’essere esauditi per la moltitudine delle loro parole.Non li rassomigliate dunque, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate.Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com’è fatta nel cielo.Dacci oggi il nostro pane cotidiano;e rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori;e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno.Poiché se voi perdonate agli uomini i loro falli, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi;ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà i vostri falli.
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  • Il discorso della montagna (18), un incoraggiamento alla preghiera

    L'articolo esplora come Gesù, nel discorso della montagna, incoraggi la preghiera perseverante, sottolineando che Dio risponde a chi chiede con insistenza. Illustra questo concetto con analogie paternalistiche e mette in luce la bontà divina.

    Luca 6.20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed egli, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: Beati voi che siete poveri, perché il Regno di Dio è vostro.
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  • Il discorso della montagna (21), i falsi profeti

    Questo articolo tratta dell'ammonimento di Gesù contro i falsi profeti nel discorso della montagna. I frutti del loro insegnamento permettono di distinguere il vero dal falso. Vengono richiamati tre criteri principali: motivazioni, conformità a Gesù e comportamento.

    Luca 6.43-45 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non v’è infatti albero buono che faccia frutto cattivo, né v’è albero cattivo che faccia frutto buono;poiché ogni albero si riconosce dal suo proprio frutto; perché non si colgon fichi dalle spine, ne si vendemmia uva dal pruno.L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore reca fuori il bene; e l’uomo malvagio, dal malvagio tesoro reca fuori il male; poiché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca.
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  • Il discorso della montagna (23), le due case

    Questo articolo analizza la parabola delle due case, illustrando l'importanza di solide fondamenta spirituali di fronte alle apparenze ingannevoli e sottolineando la distinzione tra veri e falsi discepoli.

    Luca 6.47-49 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Chiunque viene a me ed ascolta le mie parole e le mette in pratica, io vi mostrerò a chi somiglia.Somiglia ad un uomo il quale, edificando una casa, ha scavato e scavato profondo, ed ha posto il fondamento sulla roccia; e venuta una piena, la fiumana ha investito quella casa e non ha potuto scrollarla per che era stata edificata bene.Ma chi ha udito e non ha messo in pratica, somiglia ad un uomo che ha edificato una casa sulla terra, senza fondamento; la fiumana l’ha investita, e subito è crollata; e la ruina di quella casa è stata grande.
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