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Il discorso della montagna (18), un incoraggiamento alla preghiera

L'articolo esplora come Gesù, nel discorso della montagna, incoraggi la preghiera perseverante, sottolineando che Dio risponde a chi chiede con insistenza. Illustra questo concetto con analogie paternalistiche e mette in luce la bontà divina.

4 min Discorso Montagna preghiera 4 versetti 2 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 7.7-11 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate e vi sarà aperto;

perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi picchia.

E qual è l’uomo fra voi, il quale, se il figliuolo gli chiede un pane gli dia una pietra?

Oppure se gli chiede un pesce gli dia un serpente?

Se dunque voi che siete malvagi, sapete dar buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il Padre vostro che è ne’ cieli darà egli cose buone a coloro che gliele domandano!

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Grafico a barre dell’anno 31

Luogo: Sul pianoro ai piedi di una montagna nei pressi di Cafarnao, in Galilea

Data: Dopo il pellegrinaggio pasquale a Gerusalemme, il 5 aprile 31

Metodo di lavoro: Proseguiremo con Matteo

Nota sul metodo di lavoro: Solo Matteo affronta questo argomento nel contesto del discorso della montagna.

Capernaum

Il Messia Gesù affronta nuovamente il tema della preghiera.

Il discorso della montagna, un incoraggiamento alla preghiera

La folla 17

Commenti

Esaminiamo il discorso della montagna, suddiviso in 21 sezioni.

Matteo 6.6-13 affrontava già la preghiera fornendone un modello. Ora chiarisce la risposta di Dio a coloro che pregano. Non vi è alcun dubbio che Dio ascolti chi si rivolge a lui con perseveranza. Benché la parola «insistenza» non sia scritta esplicitamente, l'uso dei verbi al presente significa: continuate a chiedere, continuate a cercare e continuate a bussare.

Inoltre, l'associazione dei verbi chiedere, cercare e bussare mostra una determinazione del discepolo che esclude ogni richiesta futile.

Il concetto è piuttosto semplice: Dio viene paragonato a un padre che ama offrire cose buone a chi gliele chiede con perseveranza. Il Messia Gesù assimila così il rapporto del discepolo con Dio a quello tra un padre e i suoi figli.

È importante osservare che Gesù si rivolge principalmente a discepoli (Matteo 5.1; Luca 6.20). Va notato che alcuni esperti ritengono che il passo di Luca descriva un evento diverso da quello di Matteo, a causa delle differenze nei racconti. Questo passo viene persino chiamato il "discorso della pianura".

A questo proposito, la nostra posizione è che il Maestro abbia spesso ripetuto questo insegnamento, integrando organicamente questi diversi temi nei suoi discorsi.

Qui il Messia Gesù si spinge ancora oltre, affermando che, nonostante la malvagità insita nella natura umana, una persona è capace di dare cose buone ai propri figli. Di conseguenza, Dio, che è buono per essenza, darà cose buone ancora più facilmente.

Questo passo illustra dunque una verità straordinaria e fondamentale: Dio ascolta attentamente le preghiere costanti dei suoi fedeli e, cosa ancora più decisiva, è pronto a esaudirle offrendo cose buone ai suoi figli.