Esaminiamo il discorso della montagna, suddiviso in 23 sezioni.
Matteo tratta della preghiera, a differenza di Luca che non ne fa menzione, sebbene Luca 11.1-4 riprenda le parole di Matteo 6.9-15. Questo suggerisce che Gesù abbia ripetuto più volte questo insegnamento. La preghiera è intima per il discepolo e non è una dimostrazione di pietà. Qui, nel discorso della montagna, Matteo condanna il formalismo religioso, sottolineando che le azioni devono essere compiute per Dio, non per gli uomini.
Poi offre un esempio di preghiera in risposta alla richiesta dei discepoli (Luca 11.1). Non confondete questo esempio con la preghiera sacerdotale di Giovanni 17.1-26. In Matteo e Luca, questo testo non sembra destinato a una ripetizione sistematica, ma piuttosto a essere un modello da seguire con parole nostre. Del resto, Matteo e Luca utilizzano termini diversi. Le prime due richieste di questa preghiera riguardano gli interessi di Dio.
La prima richiesta, che il nome di Dio sia santificato, significa che Dio deve essere venerato da tutti.
La seconda, venga il tuo regno, chiede l’instaurazione del regno annunciato da Giovanni Battista, Gesù e i suoi discepoli, e implica la conversione degli uomini.
La terza, dacci oggi il nostro pane quotidiano, chiede a Dio di provvedere al cibo necessario.
La quarta, il perdono dei peccati, mostra la fede nell’autorità di Dio di perdonare.
La quinta, non ci indurre in tentazione, chiede di essere protetti dalle situazioni che possono condurre al peccato, esprimendo così il desiderio di vivere rettamente.
Luca menziona questi cinque punti.