• Gesù discende da Salomone o da Natan?

    L’articolo discute la divergenza tra le genealogie di Gesù nei Vangeli, chiedendosi se egli discenda da Salomone o da Natan. Analizzando i contesti storici e le diverse ipotesi, conclude che questa differenza non è una contraddizione significativa ma una questione complessa che riguarda le genealogie bibliche.

    Luca 3.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    di Melea, di Menna, di Mattatha, di Nathan, di Davide,
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  • Chi è il padre di Salatiel?

    L’articolo esamina la presunta contraddizione nei Vangeli riguardo al padre di Sealtiel. Propone di comprendere la divergenza genealogica come una differenza nelle logiche di costituzione della parentela all’epoca biblica, piuttosto che come una contraddizione.

    1 Cronache 3.17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Figliuoli di Jeconia, il prigioniero: il suo figliuolo Scealtiel,
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  • Chi è il padre di Ieconia?

    L’articolo esplora un’apparente contraddizione nella Bibbia riguardo alla paternità di Ieconia tra Matteo e le Cronache. Analizzando queste prospettive, mostra che si tratta di differenze nella presentazione delle genealogie, senza vere contraddizioni.

    1 Cronache 3.11-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    che ebbe per figliuolo Joram, che ebbe per figliuolo Achazia, che ebbe per figliuolo Joas,che ebbe per figliuolo Amatsia, che ebbe per figliuolo Azaria, che ebbe per figliuolo Jotham,
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  • Numero esatto delle generazioni in Matteo?

    L’articolo esamina lo scarto apparente tra tredici e quattordici generazioni annunciate in Matteo 1.17, risolto dall’inclusione di Maria nella genealogia. Ciò riflette un’intenzione teologica in cui il Messia non è generato da un uomo ma concepito dallo Spirito Santo, ristabilendo così la coerenza delle Scritture.

    Genesi 2.2-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il settimo giorno, Iddio compì l’opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l’opera che aveva fatta.E Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso si riposò da tutta l’opera che aveva creata e fatta.
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  • Giovanni Battista era l'Elia che doveva venire?

    Giovanni Battista è considerato da Gesù come l’Elia profetico, il che indica una missione simbolica, ma egli respinge questa identità in senso letterale, secondo Giovanni 1:19-21. Questa distinzione tra missione e identità personale chiarisce un’apparente contraddizione biblica.

    Malachia 4.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ecco, io vi mando Elia, il profeta, prima che venga il giorno dell’Eterno, giorno grande e spaventevole.
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  • Gesù avrebbe ereditato il trono di Davide?

    L’articolo chiarisce un’apparente contraddizione riguardante Gesù e il trono di Davide. Spiega come le genealogie di Matteo e Luca, pur distinte, si completino per assicurare che Gesù abbia una legittimità al tempo stesso legale e naturale, senza legame con la linea maledetta di Ioiachìm.

    1 Cronache 3.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Figliuoli di Johiakim: Jeconia, ch’ebbe per figliuolo Sedekia.
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  • La testimonianza di Gesù?

    L'articolo «CTD019 - La testimonianza di Gesù?» analizza una presunta contraddizione nel Vangelo di Giovanni riguardo alla testimonianza di Gesù. Gesù riconosce le norme giuridiche umane ma sottolinea la verità divina della sua identità. In Giovanni 5,31 si allinea ai criteri umani di veridicità, mentre in Giovanni 8,14 afferma la validità della sua testimonianza divina.

    Giovanni 8.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gesù rispose e disse loro: Quand’anche io testimoni di me stesso, la mia testimonianza è verace, perché so donde son venuto e donde vado; ma voi non sapete donde io vengo né dove vado.
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  • Il fico maledetto?

    L'articolo esplora la supposta contraddizione tra due versioni bibliche sul fico maledetto da Gesù nei Vangeli di Matteo e Marco, trovando una complementarità nelle loro prospettive.

    Marco 11.12-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E il giorno seguente, quando furon usciti da Betania, egli ebbe fame.E veduto di lontano un fico che avea delle foglie, andò a vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma venuto al fico non vi trovò nient’altro che foglie; perché non era la stagion dei fichi.E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te! E i suoi discepoli udirono.
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  • Il rinnegamento di Pietro?

    Questo articolo esamina l'apparente contraddizione nei Vangeli riguardo al rinnegamento di Pietro. Conclude che, benché Giovanni e Marco presentino delle varianti, concordano sul compimento della predizione di Gesù. I racconti sono complementari, non contraddittori.

    Matteo 26.75 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Pietro si ricordò della parola di Gesù che gli avea detto: Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte. E uscito fuori, pianse amaramente.
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  • Gesù porta la sua croce?

    L'articolo esplora la presunta contraddizione biblica tra i Vangeli sul fatto che Gesù abbia portato la croce da solo o con l'aiuto di Simone di Cirene. L'analisi rivela che i racconti sono complementari, mostrando che Gesù cominciò a portare il patibulum ma fu aiutato da Simone sotto costrizione romana. I Vangeli concordano sullo svolgimento storico, sottolineando la necessità di leggere i testi evangelici nel loro contesto globale.

    Marco 15.21-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E costrinsero a portar la croce di lui un certo Simon cireneo, il padre di Alessandro e di Rufo, il quale passava di là, tornando dai campi.E menarono Gesù al luogo detto Golgota; il che, interpretato, vuol dire luogo del teschio.
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  • Il velo del tempio?

    Questo articolo discute la presunta contraddizione sul momento della morte di Gesù e lo squarcio della cortina del Tempio. Gli autori dei Vangeli di Matteo, Marco e Luca non mirano alla cronologia precisa ma sottolineano simbolicamente l'apertura verso la presenza divina.

    Luca 23.44-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ora era circa l’ora sesta, e si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona, essendosi oscurato il sole.La cortina del tempio si squarciò pel mezzo.E Gesù, gridando con gran voce, disse: Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio. E detto questo spirò.
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  • Le parabole?

    L’articolo discute le parabole di Gesù, chiarendo l’assenza di contraddizione tra le loro interpretazioni pubbliche e private. Le parabole sono uno strumento pedagogico, e non insegnamenti segreti.

    Matteo 13.10-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora i discepoli, accostatisi, gli dissero: Perché parli loro in paraboleEd egli rispose loro: Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato.
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  • I briganti sulla croce?

    Questo articolo esplora la complementarità tra i racconti di Marco e di Luca riguardo ai malfattori crocifissi con Gesù. Marco descrive l'inizio degli scherni, mentre Luca rivela il pentimento di un malfattore, sottolineandone l'evoluzione spirituale.

    Marco 15.32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il Cristo, il Re d’Israele, scenda ora giù di croce, affinché vediamo e crediamo! Anche quelli che erano stati crocifissi con lui, lo insultavano.
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  • Quando Gesù è salito al cielo?

    Questo articolo esplora l'apparente contraddizione tra Luca 23.43 e Giovanni 20.17 riguardo all'ascensione di Gesù. Propone che il termine "oggi" indichi la certezza della promessa divina piuttosto che un'azione immediata, sottolineando l'armonia dei Vangeli quando li si esamina nel loro contesto escatologico.

    Luca 23.43 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù gli disse: Io ti dico in verità che oggi tu sarai meco in paradiso.
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  • Il compenso di Giuda?

    L'articolo analizza una contraddizione apparente nella Bibbia sull'uso del denaro di Giuda. I Vangeli mostrano due prospettive sulla responsabilità e sull'attribuzione dell'acquisto di un campo, sottolineando che non vi è una vera contraddizione ma un racconto coerente e più simbolico che letterale.

    Matteo 27.6-7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma i capi sacerdoti, presi quei sicli, dissero: Non è lecito metterli nel tesoro delle offerte, perché son prezzo di sangue.E tenuto consiglio, comprarono con quel danaro il campo del vasaio da servir di sepoltura ai forestieri.
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  • La morte di Giuda?

    Questo articolo esamina la morte di Giuda Iscariota, descritta diversamente in Matteo e negli Atti. Benché questi racconti sembrino contraddittori, una lettura combinata mostra che si completano. Matteo parla dell'impiccagione di Giuda, mentre gli Atti descrivono la caduta del suo corpo, formando un racconto coerente.

    Atti 1.18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Costui dunque acquistò un campo col prezzo della sua iniquità; ed essendosi precipitato, gli si squarciò il ventre, e tutte le sue interiora si sparsero.
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  • Gesù il riscatto?

    L'articolo analizza la nozione di riscatto nella Bibbia e confuta le contraddizioni apparenti. Distingue gli usi del termine tra Nuovo e Antico Testamento, sottolineandone la complementarità. Gesù offre la sua vita in riscatto per tutti, mentre i Proverbi esprimono un principio morale di protezione dei giusti.

    1 Timoteo 2.5-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poiché v’è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo,il quale diede se stesso qual prezzo di riscatto per tutti; fatto che doveva essere attestato a suo tempo,
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  • Il vero nome di Matteo?

    L’articolo discute l’identità del discepolo Matteo, chiamato anche Levi in alcuni Vangeli. Spiega che questa variazione di nome è dovuta alle pratiche onomastiche del I secolo, in cui le persone avevano spesso più nomi a seconda dei contesti sociali e religiosi.

    Marco 3.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Costituì dunque i dodici, cioè: Simone, al quale mise nome Pietro;
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  • Quante volte Gesù si è allontanato dai suoi discepoli per pregare?

    L'articolo tratta i racconti evangelici sulle preghiere di Gesù al Getsemani. Mentre Matteo e Marco riportano tre allontanamenti di Gesù per pregare, Luca ne menziona uno solo, illustrando un approccio teologico peculiare, ma senza contraddire gli altri vangeli.

    Matteo 26.36-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora Gesù venne con loro in un podere detto Getsemani, e disse ai discepoli: Sedete qui finché io sia andato là ed abbia orato.E presi seco Pietro e i due figliuoli di Zebedeo, cominciò ad esser contristato ed angosciato.Allora disse loro: L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate meco.E andato un poco innanzi, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi.Poi venne a’ discepoli, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Così, non siete stati capaci di vegliar meco un’ora sola?Vegliate ed orate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole.Di nuovo, per la seconda volta, andò e pregò, dicendo: Padre mio, se non è possibile che questo calice passi oltre da me, senza ch’io lo beva, sia fatta la tua volontà.E tornato, li trovò che dormivano perché gli occhi loro erano aggravati.E lasciatili, andò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le medesime parole.Poi venne ai discepoli e disse loro: Dormite pure oramai, e riposatevi! Ecco, l’ora e giunta, e il Figliuol dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori.Levatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino.
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  • Quali furono le ultime parole di Gesù prima di morire?

    Questo articolo esamina la presunta contraddizione tra Luca e Giovanni sulle ultime parole di Gesù. Luca menziona «Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito», mentre Giovanni riporta «Tutto è compiuto». L'analisi rivela che queste dichiarazioni sono complementari, e illustrano due dimensioni della morte di Gesù: il compimento della salvezza e la rimessione dello spirito al Padre. Le differenze sottolineano le prospettive teologiche peculiari di ciascun evangelista.

    Giovanni 19.30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: E’ compiuto! E chinato il capo, rese lo spirito.
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  • Il centurione si recò personalmente da Gesù?

    L'articolo esamina una contraddizione tra Matteo e Luca sull'incontro tra Gesù e il centurione a Cafarnao. Matteo descrive un incontro diretto, mentre Luca menziona degli intermediari. Le differenze si spiegano con il principio di rappresentanza, la progressione degli eventi e gli stili redazionali divergenti. Queste variazioni non modificano la sostanza dei racconti.

    Luca 7.2-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or il servitore d’un certo centurione, che l’avea molto caro, era malato e stava per morire;e il centurione, avendo udito parlar di Gesù, gli mandò degli anziani de’ giudei per pregarlo che venisse a salvare il suo servitore.Ed essi, presentatisi a Gesù, lo pregavano istantemente, dicendo: Egli è degno che tu gli conceda questo;perché ama la nostra nazione, ed è lui che ci ha edificata la sinagoga.E Gesù s’incamminò con loro; e ormai non si trovava più molto lontano dalla casa, quando il centurione mandò degli amici a dirgli: Signore, non ti dare questo incomodo, perch’io non son degno che tu entri sotto il mio tetto;e perciò non mi son neppure reputato degno di venire da te; ma dillo con una parola, e sia guarito il mio servitore.Poiché anch’io son uomo sottoposto alla potestà altrui, ed ho sotto di me de’ soldati; e dico ad uno: Va’, ed egli va; e ad un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servitore: Fa’ questo, ed egli lo fa.Udito questo, Gesù restò maravigliato di lui; e rivoltosi alla moltitudine che lo seguiva, disse: Io vi dico che neppure in Israele ho trovato una cotanta fede!E quando gl’inviati furon tornati a casa, trovarono il servitore guarito.
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  • Qualcuno è salito al cielo oltre a Gesù?

    L'articolo esamina l'apparente contraddizione tra le affermazioni di Gesù in Giovanni 3.13 e il racconto del rapimento di Elia in 2 Re 2.11. Spiega che Gesù parla di un'autorità divina unica e di una rivelazione celeste che egli solo detiene, mentre Elia è trasportato miracolosamente da Dio. Il termine «cielo» ha significati diversi e l'accesso definitivo alla presenza divina è legato soltanto a Gesù.

    Ebrei 9.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Lo Spirito Santo volea con questo significare che la via al santuario non era ancora manifestata finché sussisteva ancora il primo tabernacolo.
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  • La sepoltura di Gesù: aromi e sudario

    L'articolo esamina la presunta contraddizione tra i Vangeli di Giovanni e di Marco sulla sepoltura di Gesù. Giovanni riferisce una preparazione funebre iniziale da parte di Nicodemo prima del sabato, mentre Marco descrive l'intenzione delle donne, dopo il sabato, di completare tale preparazione. L'articolo conclude che i racconti sono complementari e illustrano un omaggio comune reso a Gesù.

    Marco 16.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E passato il sabato, Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo e Salome comprarono degli aromi per andare a imbalsamar Gesù.
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  • La suocera di Pietro

    L'articolo analizza i racconti evangelici della guarigione della suocera di Pietro, mettendo in luce le divergenze tra Matteo, Marco e Luca. Esplora le implicazioni teologiche delle differenze e sottolinea la ricchezza apportata da ciascun racconto.

    Luca 4.38-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, levatosi ed uscito dalla sinagoga, entrò in casa di Simone. Or la suocera di Simone era travagliata da una gran febbre; e lo pregarono per lei.Ed egli, chinatosi verso di lei, sgridò la febbre, e la febbre la lasciò; ed ella alzatasi prontamente, si mise a servirli.
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  • Il bastone per il viaggio

    L'articolo esplora la contraddizione apparente nei Vangeli sull'uso del bastone nei viaggi missionari, confrontando i racconti di Matteo, Marco e Luca, e propone un'interpretazione armoniosa.

    Marco 6.8-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E comandò loro di non prender nulla per viaggio, se non un bastone soltanto; non pane, non sacca, non danaro nella cintura:ma di calzarsi di sandali e di non portar tunica di ricambio.
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  • Il segno di Giona

    L'articolo tratta la contraddizione apparente sul «segno di Giona» tra Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Spiega le divergenze con i diversi destinatari dei Vangeli e il loro obiettivo comune di sottolineare l'importanza dell'annuncio del regno dei cieli.

    Luca 11.28-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Beati piuttosto quelli che odono la parola di Dio e l’osservano!E affollandosi intorno a lui le turbe, egli prese a dire: Questa generazione è una generazione malvagia; ella chiede un segno; e segno alcuno non le sarà dato, salvo il segno di Giona.Poiché come Giona fu un segno per i Niniviti, così anche il Figliuol dell’uomo sarà per questa generazione.La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché ella venne dalle estremità della terra per udir la sapienza di Salomone; ed ecco qui v’è più che Salomone.I Niniviti risusciteranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno; perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui v’è più che Giona.
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  • Parola di Dio o parola di Mosè?

    L'articolo esamina una divergenza tra Matteo e Marco riguardo al divorzio. Spiega che Gesù si rivolge in modo diverso a seconda del suo uditorio: i giudei, per i quali la legge divina è intrinsecamente legata a Mosè, e i non giudei, per i quali la menzione diretta di Mosè è più comprensibile. I due vangeli sono considerati fedeli nonostante il loro approccio distintivo.

    Matteo 19.3-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E de’ Farisei s’accostarono a lui tentandolo, e dicendo: E’ egli lecito di mandar via, per qualunque ragione, la propria moglie?Ed egli, rispondendo, disse loro: Non avete voi letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina, e disse:Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre e s’unirà con la sua moglie e i due saranno una sola carne?Talché non son più due, ma una sola carne; quello dunque che Iddio ha congiunto, l’uomo nol separi.
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  • La vita eterna

    L’articolo «La vita eterna» discute la domanda di un giovane a Gesù nei Vangeli sinottici sulla vita eterna, mostrando che non esiste contraddizione significativa nei racconti, ma prospettive che si arricchiscono a vicenda.

    Luca 18.18-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E uno dei principali lo interrogò, dicendo: Maestro buono, che farò io per ereditare la vita eterna?E Gesù gli disse: Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, salvo uno solo, cioè Iddio.Tu sai i comandamenti: Non commettere adulterio; non uccidere; non rubare; non dir falsa testimonianza; onora tuo padre e tua madre.
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  • Il fico maledetto

    L'articolo analizza la presunta contraddizione biblica tra i racconti di Matteo e di Marco sul fico maledetto, concludendo che le due prospettive offrono una comprensione complementare dello stesso evento.

    Matteo 21.19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E vedendo un fico sulla strada, gli si accostò, ma non vi trovò altro che delle foglie; e gli disse: Mai più in eterno non nasca frutto da te. E subito il fico si seccò.
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