Étude 1 sur 3 · Le nom imprononçable de Dieu

  1. Étude 1 : Le nom imprononçable de Dieu
  2. Étude 2 : YHWH
  3. Étude 3 : La source Jahviste
  • Il nome impronunciabile di Dio

    YHWH, il nome proprio di Dio nella Bibbia ebraica, è composto da quattro consonanti ebraiche (il tetragramma). La sua pronuncia esatta è sconosciuta perché l'ebraico antico non scrive le vocali. Per rispetto del terzo comandamento (Es 20,7), gli ebrei lo sostituiscono con 'Adonai' o 'Ha Elohim'. Tradotto con 'Kyrios' in greco e poi con 'l'Eterno' nelle Bibbie protestanti, questo nome compare quasi 6800 volte nell'Antico Testamento.

    Esodo 20.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non usare il nome dell’Eterno, ch’è l’Iddio tuo, in vano; perché l’Eterno non terra per innocente chi avrà usato il suo nome in vano.
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  • YHWH

    L'articolo illustra il tetragramma YHWH, il nome sacro di Dio nel giudaismo, che sottolinea l'unicità di Dio e il suo rapporto con Israele.

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  • La fonte jahvista

    La fonte jahvista (J) è una fonte ipotetica della Torah individuata dall'ipotesi documentaria dell'Ottocento. Prende il nome dall'uso del nome divino YHWH e si caratterizza per uno stile antropomorfico e narrativo. Associata a testi come la creazione (Gen 2) e la caduta (Gen 3), la sua datazione resta dibattuta. Oggi la sua validità è messa in discussione dagli esegeti contemporanei.

    Genesi 2.4-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Queste sono le origini dei cieli e della terra quando furono creati, nel giorno che l’Eterno Iddio fece la terra e i cieli.Non c’era ancora sulla terra alcun arbusto della campagna, e nessuna erba della campagna era ancora spuntata, perché l’Eterno Iddio non avea fatto piovere sulla terra, e non c’era alcun uomo per coltivare il suolo;ma un vapore saliva dalla terra e adacquava tutta la superficie del suolo.E l’Eterno Iddio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale, e l’uomo divenne un’anima vivente.E l’Eterno Iddio piantò un giardino in Eden, in oriente, e quivi pose l’uomo che aveva formato.E l’Eterno Iddio fece spuntare dal suolo ogni sorta d’alberi piacevoli a vedersi e il cui frutto era buono da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino, e l’albero della conoscenza del bene e del male.E un fiume usciva d’Eden per adacquare il giardino, e di la si spartiva in quattro bracci.Il nome del primo è Pishon, ed è quello che circonda tutto il paese di Havila, dov’è l’oro;e l’oro di quel paese è buono; quivi si trovan pure il bdellio e l’onice.Il nome del secondo fiume è Ghihon, ed è quello che circonda tutto il paese di Cush.Il nome del terzo fiume è Hiddekel, ed è quello che scorre a oriente dell’Assiria. E il quarto fiume è l’Eufrate.L’Eterno Iddio prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino d’Eden perché lo lavorasse e lo custodisse.E l’Eterno Iddio diede all’uomo questo comandamento: “Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino;ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai”.Poi l’Eterno Iddio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che gli sia convenevole”.E l’Eterno Iddio avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli dei cieli, li menò all’uomo per vedere come li chiamerebbe, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli darebbe.E l’uomo dette de’ nomi a tutto il bestiame, agli uccelli dei cieli e ad ogni animale dei campi; ma per l’uomo non si trovò aiuto che gli fosse convenevole.Allora l’Eterno Iddio fece cadere un profondo sonno sull’uomo, che s’addormentò; e prese una delle costole di lui, e richiuse la carne al posto d’essa.E l’Eterno Iddio, con la costola che avea tolta all’uomo, formò una donna e la menò all’uomo.E l’uomo disse: “Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo”.Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie, e saranno una stessa carne.E l’uomo e la sua moglie erano ambedue ignudi e non ne aveano vergogna.
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