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La guarigione dello zoppo

La guarigione dello zoppo narrata in Atti 3.1-11 costituisce il primo miracolo compiuto pubblicamente dagli apostoli dopo la Pentecoste. Luca le attribuisce grande…

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La guarigione dello zoppo

La guarigione dello zoppo narrata in Atti 3.1-11 costituisce il primo miracolo compiuto pubblicamente dagli apostoli dopo la Pentecoste. Luca le attribuisce grande importanza, perché questo evento segna l'inizio del ministero miracoloso di Pietro e di Giovanni e fa da introduzione al secondo grande discorso di Pietro (Atti 3.12-26).

  1. Il contesto

Pietro e Giovanni salgono al Tempio all'« , la nona », cioè verso le tre del pomeriggio (Atti 3.1). Questa precisazione mostra che i discepoli continuavano a frequentare il Tempio e a partecipare alla vita religiosa ebraica (Atti 2.46).

All'ingresso chiamato « » incontrano un uomo infermo fin dalla nascita, che veniva portato lì ogni giorno per chiedere l'elemosina (Atti 3.2). Più avanti Luca precisa che aveva più di quarant'anni (Atti 4.22). La sua infermità era dunque antica e ben nota alla popolazione di Gerusalemme.

Il fatto di essere collocato vicino a un ingresso frequentato aumentava le sue possibilità di ricevere offerte. Gli Ebrei consideravano l'elemosina un'opera meritoria (Matteo 6.1-4).

  1. Una guarigione inattesa

Lo zoppo si aspetta di ricevere del denaro (Atti 3.5). Pietro gli risponde:

« Non ho né argento né oro; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, àlzati e cammina » (Atti 3.6).

Questa parola sottolinea diverse verità:

  • gli apostoli non possiedono ricchezze materiali;
  • il miracolo non è attribuito a una potenza personale;
  • ogni autorità appartiene al Messia Gesù risorto.

Del resto Pietro insiste pochi istanti dopo:

« Perché ci guardate, come se avessimo fatto camminare quest'uomo con la nostra potenza o con la nostra pietà? » (Atti 3.12).

  1. Una guarigione immediata e completa

Pietro afferra l'uomo per la mano destra (Atti 3.7). Luca, medico di professione (Colossesi 4.14), descrive il miracolo con precisione:

« In quell'istante le sue piante e le sue caviglie si rinvigorirono » (Atti 3.7).

Il vocabolario impiegato suggerisce il completo ristabilimento delle articolazioni e dei muscoli. Non si tratta di un miglioramento graduale, ma di una guarigione istantanea.

L'uomo:

  • si alza;
  • cammina;
  • salta;
  • loda Dio (Atti 3.8).

Questi particolari richiamano diverse profezie messianiche:

«Allora lo zoppo salterà come un cervo» (Isaia 35.6).

Luca mostra così che le opere compiute da Gesù continuano attraverso i suoi apostoli (Giovanni 14.12).

  1. Un miracolo pubblico e incontestabile

A differenza di alcuni miracoli compiuti in un contesto più privato, questo avviene davanti a molti testimoni.

Tutti riconoscono l'ex mendicante che di solito sedeva presso la (Atti 3.9-10). Più tardi i membri del saranno costretti essi stessi a riconoscere la realtà del miracolo:

« Un miracolo evidente è stato compiuto da loro; è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme e non possiamo negarlo » (Atti 4.16).

Non si tratta dunque di una semplice affermazione dei discepoli, ma di un fatto pubblicamente noto.

  1. Un parallelo con il ministero di Gesù

Questa guarigione richiama diversi miracoli compiuti in precedenza da Gesù:

  • il paralitico di Cafarnao (Marco 2.1-12);
  • il paralitico di (Giovanni 5.1-9);
  • i numerosi zoppi guariti durante il suo ministero (Matteo 15.30-31).

Come il suo Maestro, Pietro agisce con semplicità, senza alcuna cerimonia particolare e senza cercare la propria gloria.

  1. Pietro aveva già compiuto miracoli?

Sì. Durante il ministero terreno di Gesù, i Dodici avevano già ricevuto l'autorità di guarire i malati (Matteo 10.1; Luca 9.1-2). Tuttavia, nei Vangeli non è menzionato alcun miracolo preciso compiuto da Pietro.

La guarigione dello zoppo in Atti 3.1-11 è dunque il primo miracolo apostolico descritto in dettaglio dopo la risurrezione e la Pentecoste.

  1. Una portata simbolica

Diversi commentatori hanno osservato che questo zoppo può simboleggiare l'umanità incapace di salvarsi da sola.

  • È zoppo fin dalla nascita (Atti 3.2).
  • Dipende interamente dagli altri.
  • Si aspetta un aiuto materiale.
  • Riceve infine qualcosa di molto più grande.

Questa guarigione illustra la restaurazione che Dio offre per mezzo di Gesù Cristo (Atti 4.10-12).

Riassunto

La guarigione dello zoppo in Atti 3.1-11 è:

  1. il primo miracolo pubblico degli apostoli dopo la Pentecoste;
  2. una prova della risurrezione e dell'autorità del Messia Gesù;
  3. il compimento delle profezie di Isaia;
  4. un miracolo pubblico riconosciuto persino dagli avversari degli apostoli;
  5. l'evento che scatena le prime persecuzioni contro la Chiesa (Atti 4.1-3);
  6. un segno che annuncia la restaurazione spirituale offerta a tutti coloro che vengono a Cristo.

Così, fin dai primi capitoli degli Atti, Luca mostra che l'opera di Gesù non si è fermata all'Ascensione: Cristo continua ad agire attraverso i suoi testimoni, con la potenza dello Spirito Santo.