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Il discorso della montagna (19), la regola d'oro

L'articolo tratta della regola d'oro nel discorso della montagna, precisa che per applicarla è necessaria una trasformazione spirituale e sottolinea il bisogno dell'aiuto divino.

4 min Discorso della montagna regola d'oro Gesù 3 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Grafico a barre dell’anno 31

Luogo: Sul pianoro ai piedi di una montagna nei pressi di Cafarnao, in Galilea

Data: Dopo il pellegrinaggio pasquale a Gerusalemme, il 5 aprile 31

Metodo di lavoro: Proseguiremo con Matteo

Nota sul metodo di lavoro: Matteo e Luca trattano questo argomento nell'ambito del discorso della montagna.

Capernaum

Il Messia Gesù ha proposto una regola d'oro.

Commenti

Esaminiamo il discorso della montagna, suddiviso in 21 sezioni.

Il versetto di Matteo 7.12 viene comunemente chiamato la regola d'oro (Luca 6.31; Galati 5.14).
Il concetto è semplice: ciò che ci aspettiamo dagli altri, dovremmo prima farlo noi per loro.

Il Messia Gesù precisa che questo costituisce l'essenza della legge e dei profeti, ma è chiaro che si tratta di un cammino arduo da intraprendere, poiché la natura umana vi si oppone radicalmente.

Appare quindi necessaria una trasformazione preliminare per intraprendere questo cammino, e tale obiettivo resta inaccessibile a chi non è stato rigenerato dallo Spirito Santo.

Per questo affermiamo che queste parole si rivolgono principalmente ai discepoli, invitandoli ad aderire a questo concetto.

Va da sé che queste parole riguardano tutti gli uomini, ma rivelano anche che è indispensabile un profondo cambiamento preliminare. Infatti, un obiettivo così ambizioso potrebbe facilmente scoraggiare chi non ha ancora compiuto questo passo di trasformazione.

Constatiamo che il discepolo non è più solo nella propria vita, perché Dio diventa il suo sostegno. In Giovanni 6.60 si menzionano discepoli che non hanno potuto seguire i precetti richiesti da Gesù il Messia. Ne emerge che queste persone facevano affidamento soprattutto sulle proprie forze anziché confidare in Dio. Di conseguenza, si sono scoraggiate e hanno abbandonato il loro cammino con il Maestro.

Luca affronta lo stesso argomento, che in realtà si applica non solo al popolo ebraico, ma a tutti gli uomini e, in particolare, ai discepoli.

A prima vista, molti aspetti del discorso della montagna, predicato dal Messia Gesù, possono sembrare utopici, se non addirittura inaccessibili. Questa osservazione rivela che l'essere umano, nella sua natura senza Dio, è fondamentalmente lontano da questi principi. Diventa quindi chiaro che per aderire a questi insegnamenti è necessaria una trasformazione spirituale. Da qui l'importanza cruciale dell'aiuto divino.