Questo versetto va compreso nel suo contesto per coglierne pienamente il significato. È possibile che molte persone cerchino cose come la ricchezza, il successo, il riconoscimento, la pace o la salute senza trovarle. Alcuni possono chiedere senza ricevere, o bussare a porte che restano chiuse.
Il Messia Gesù, nel suo discorso su un colle nella regione di Capernaum, in Galilea, affrontò vari temi. Le nostre analisi hanno individuato 23 argomenti distinti trattati in questo discorso, il cui scopo era esporre la legge di Dio. Vi enunciò così diverse regole che riflettono la volontà divina.
In questo caso specifico, (PER102), il Maestro parla della preghiera a Dio e dunque della fede.
Si rivolge dunque soltanto ai discepoli?
Ogni uomo sente una vocina che lo spinge verso Dio. Così, molti avvertono talvolta il bisogno di cercare conforto in una chiesa, e alcuni vi hanno trovato miglioramenti o guarigioni.
Il re Salomone diceva ai suoi tempi:
Ecclesiaste 3.11 : "Egli ha fatto ogni cosa bella al suo tempo; ha messo perfino nei loro cuori il pensiero dell'eternità, benché l'uomo non possa comprendere l'opera che Dio ha fatto dal principio alla fine." Questo parla dell'opera di Dio e di quella vocina in noi che richiama l'eternità.
È a causa di questa voce che il Messia Gesù dice: Matteo 7.8 : "Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa."
Si noti che i verbi usati: chiedere, cercare e bussare, indicano una certa insistenza oltre che un impegno. Tuttavia, ciò che qui ci importa è il risultato ottenuto: ricevere, trovare e vedersi aprire.
Il principio di base resta dunque semplice. Creando l'uomo, Dio ha posto nei suoi geni come una firma che, in diversi momenti della sua vita, lo spinge a una ricerca dell'assoluto, della divinità, della purezza della pace.
Basandosi su questo principio, il Messia Gesù può affermare che chiunque chiede, riceve. Ma di quale richiesta si tratta esattamente? Riguarda gli interrogativi esistenziali come il senso della vita, la ragione della nostra presenza quaggiù, la nostra destinazione ultima e ciò che ci attende dopo la morte. Dio avrebbe così una risposta a questi interrogativi, perché il Maestro dichiara che chi chiede, riceve.
Dice anche chi cerca, ma anche qui, di quale ricerca si tratta? Dare un senso alla propria vita, vivere una vita che valga la pena, avere un obiettivo, uno scopo, e anche qui la risposta è netta: trova.
E poi c'è questa porta alla quale si bussa ed ecco che si apre. Ma di quale porta si parla qui?
Giovanni 10.9 : "Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato; entrerà, uscirà e troverà pascolo."
È il Messia Gesù che parla. Egli è la porta, che si apre quando qualcuno bussa, e ciò che segue è eccezionale: sarà salvato.
Il malessere dell'uomo deriva dal fatto che è lontano da Dio, ma ritrovare questa comunione ristabilisce l'equilibrio voluto inizialmente da Dio e infranto dal peccato.
Chiunque crede e accetta Gesù Cristo come suo Salvatore ottiene il perdono dei suoi peccati (Luca 7.48 e Marco 2.10) e accede alla vita eterna. Questa esperienza trasforma profondamente la prospettiva dell'individuo, permettendogli di ritrovare il proprio stato originario intrinseco, alterato dal peccato. Ristabilisce così la sua comunione con il Creatore.
Dominique Lormier