Esaminiamo il discorso della montagna, suddiviso in 23 sezioni.
Il Messia Gesù affronta ora il rapporto dell’uomo con il denaro.
Tutto, quaggiù, dipende dalla nostra prospettiva. I avevano una visione molto umana, che li rendeva particolarmente interessati ai tesori terreni. I capi religiosi dell’epoca pensavano che Dio benedicesse materialmente coloro che lo servivano e gli erano fedeli, e il loro accumulo di ricchezza era per loro un segno dell’approvazione di Dio.
Il Messia Gesù analizza questo modo di pensare e spiega la posizione di Dio. Mostra che esistono due tipi di tesori: il primo è materiale, costituito dalle ricchezze di questo mondo, e il secondo è spirituale.
Il tesoro spirituale consiste nell’accumulo di ricchezze nel cielo da parte del discepolo che si adopera per diffondere il regno di Dio. Questa ricchezza, invisibile nel nostro mondo, non ha alcun valore quaggiù, a differenza dell’oro e dell’argento. Tuttavia, nel cielo, o nel regno di Dio, l’oro e l’argento non avranno alcuna utilità, mentre il tesoro spirituale si rivelerà l’unica ricchezza.
Il Messia Gesù pone dunque il lettore davanti a una scelta, poiché precisa che è impossibile servire contemporaneamente Dio e Mammona (il denaro). Occorre scegliere tra questi due tesori, consapevoli della seguente verità: "Infatti, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore".
Per un discepolo è incompatibile accumulare ricchezze terrene, poiché non è possibile servire Dio e Mammona (parola derivata dal termine aramaico "mamora", che significa ricchezza). La ricchezza è una dimostrazione di successo e di benedizione agli occhi degli uomini, ma per Dio è la prova della perdizione eterna. Così, chi è povero quaggiù è in realtà ricco agli occhi di Dio dal momento in cui diventa discepolo.
Non si tratta qui della ricchezza in sé, ma del dedicarsi all’acquisizione di beni sempre maggiori. Ciononostante, secondo il Messia Gesù, la ricchezza è un ostacolo all’ingresso nel regno di Dio (Matteo 19.24 ; Marco 10.25 ; Luca 18.25).
Sebbene Luca non tratti precisamente questo tema nel suo racconto del discorso della montagna, lo riprende in altri momenti (Luca 12.33-34 ; Luca 11.34-36 ; Luca 16.13).