La rivelazione di Daniele 2 studi
Ministero di Pietro 1 studio
La rivelazione di Daniele
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DAN009
Daniele 7 – Le quattro bestie e il regno del Figlio dell’uomo
Daniele 7 descrive una visione profetica fondamentale che usa quattro bestie per simboleggiare dei regni: Babilonia, la Media-Persia, la Grecia e Roma. Il testo illustra la natura temporanea delle potenze umane rispetto al regno eterno di Dio affidato a «uno simile a un figlio d'uomo».
Apocalisse 13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :(G12-18) E si fermò sulla riva del mare. (G13-1) E vidi salir dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, e sulle corna dieci diademi, e sulle teste nomi di bestemmia.E la bestia ch’io vidi era simile a un leopardo, e i suoi piedi erano come di orso, e la sua bocca come bocca di leone; e il dragone le diede la propria potenza e il proprio trono e grande potestà.E io vidi una delle sue teste come ferita a morte; e la sua piaga mortale fu sanata; e tutta la terra maravigliata andò dietro alla bestia;e adorarono il dragone perché avea dato il potere alla bestia; e adorarono la bestia dicendo: Chi è simile alla bestia? e chi può guerreggiare con lei?E le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie e le fu data potestà di agire per quarantadue mesi.Ed essa apri la bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome e il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo.E le fu dato di far guerra ai santi e di vincerli; e le fu data potestà sopra ogni tribù e popolo e lingua e nazione.E tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello che è stato immolato, l’adoreranno.Se uno ha orecchio, ascolti. Se uno mena in cattività, andrà in cattività;se uno uccide con la spada, bisogna che sia ucciso con la spada. Qui sta la costanza e la fede dei santi.Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, ed avea due corna come quelle d’un agnello, ma parlava come un dragone.Ed esercitava tutta la potestà della prima bestia, alla sua presenza; e facea sì che la terra e quelli che abitano in essa adorassero la prima bestia la cui piaga mortale era stata sanata.E operava grandi segni, fino a far scendere del fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini.E seduceva quelli che abitavano sulla terra coi segni che le era dato di fare in presenza della bestia, dicendo agli abitanti della terra di fare una immagine della bestia che avea ricevuta la ferita della spada ed era tornata in vita.E le fu concesso di dare uno spirito all’immagine della bestia, onde l’immagine della bestia parlasse e facesse sì che tutti quelli che non adorassero l’immagine della bestia fossero uccisi.E faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla mano destra o sulla fronte;e che nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, poiché è numero d’uomo; e il suo numero è 666.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
DAN010
Daniele 8 – L'ariete, il capro e il piccolo corno
Daniele 8 profetizza il passaggio degli imperi da Babilonia alla Grecia, con l'emergere persecutore di Antioco IV. Questa visione illustra l'arrivo dell'autorità divina dopo la restaurazione del Tempio di Gerusalemme da parte di Giuda Maccabeo.
Ministero di Pietro
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ADA029
L’uccisione di Stefano
Analisi del racconto della lapidazione di Stefano (Atti 7.54-60), primo martire cristiano. L'articolo esamina la collera del Sinedrio, il carattere giuridicamente irregolare dell'esecuzione, la visione di Cristo glorificato concessa a Stefano, e il parallelo teologico stabilito da Luca tra la passione del discepolo e quella di Gesù. La presenza di Saulo annuncia il seguito del racconto apostolico.
Atti 23.6-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or Paolo, sapendo che una parte eran Sadducei e l’altra Farisei, esclamò nel Sinedrio: Fratelli, io son Fariseo, figliuol di Farisei; ed è a motivo della speranza e della risurrezione dei morti, che son chiamato in giudizio.E com’ebbe detto questo, nacque contesa tra i Farisei e i Sadducei, e l’assemblea fu divisa.Poiché i Sadducei dicono che non v’è risurrezione, né angelo, né spirito; mentre i Farisei affermano l’una e l’altra cosa.E si fece un gridar grande; e alcuni degli scribi del partito de’ Farisei, levatisi, cominciarono a disputare, dicendo: Noi non troviamo male alcuno in quest’uomo; e se gli avesse parlato uno spirito o un angelo?E facendosi forte la contesa, il tribuno, temendo che Paolo non fosse da loro fatto a pezzi, comandò ai soldati di scendere giù, e di portarlo via dal mezzo di loro, e di menarlo nella fortezza.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org