Studi da 1 a 4
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Il codice
Il codice è un libro manoscritto composto da fogli rilegati su un lato, precursore del libro moderno. Comparso nel I secolo d.C., fu largamente adottato dai primi cristiani per trasmettere le Scritture. Più pratico e durevole del rotolo, favorì la diffusione dei testi religiosi e letterari. Tra gli esempi più celebri figurano il Codex Sinaiticus, il Codex Vaticanus e il Codex Alexandrinus, manoscritti essenziali per la critica testuale della Bibbia.
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Il Codex Sinaiticus
Il Codex Sinaiticus è un manoscritto biblico greco del IV secolo, scoperto da Tischendorf nel 1844 nel monastero di Santa Caterina del Sinai. Contiene l'intero Nuovo Testamento, gran parte dell'Antico Testamento in greco (Settanta), nonché la Lettera di Barnaba e il Pastore di Erma. Testo di tipo alessandrino, è fondamentale per la critica testuale. Suddiviso tra la British Library, San Pietroburgo, Lipsia e il Sinai, è interamente digitalizzato e consultabile online.
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La scoperta di Tischendorf
Nel 1844 Constantin von Tischendorf scoprì nel monastero di Santa Caterina del Sinai antiche pergamene destinate a essere bruciate. Dopo tre viaggi, nel 1859 individuò e recuperò il Codex Sinaiticus, uno dei più antichi manoscritti completi della Bibbia greca (IV secolo), che contiene l'Antico e il Nuovo Testamento insieme alla Lettera di Barnaba e al Pastore di Erma. Questa importante scoperta ha influenzato profondamente la critica testuale biblica.
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Il codice Vaticano
Il Codice Vaticano, datato tra il 300 e il 325 d.C., è uno dei più antichi manoscritti biblici completi in greco. Conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana a Roma, contiene l'Antico e il Nuovo Testamento, nonché la Lettera di Barnaba e il Pastore di Erma. Di tipo alessandrino, è molto vicino ai testi originali e costituisce un riferimento fondamentale per la critica testuale. Digitalizzato nel 2019, è ora accessibile online a tutti i ricercatori.