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PAR012
I due figli
L’articolo analizza la parabola dei due figli di Matteo 21.28-32. Questa parabola illustra che la vera obbedienza a Dio conta più delle semplici parole. Il sincero pentimento, anche tardivo, apre l’accesso al Regno di Dio, a differenza delle promesse non mantenute. Gesù usa questo racconto per confrontarsi con le autorità religiose del suo tempo e sottolinea l’importanza dell’azione sincera.
Matteo 21.28-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or che vi par egli? Un uomo avea due figliuoli. Accostatosi al primo disse: Figliuolo, va’ oggi a lavorare nella vigna.Ed egli, rispondendo, disse: Vado, signore; ma non vi andò.E accostatosi al secondo, gli disse lo stesso. Ma egli, rispondendo, disse: Non voglio; ma poi, pentitosi, v’andò.Qual de’ due fece la volontà del padre? Essi gli dissero: L’ultimo. E Gesù a loro: Io vi dico in verità: I pubblicani e le meretrici vanno innanzi a voi nel regno di Dio.Poiché Giovanni è venuto a voi per la via della giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le meretrici gli hanno creduto; e voi, che avete veduto questo, neppur poi vi siete pentiti per credere a lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org