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Seconda dichiarazione di Pietro

L'articolo affronta la seconda dichiarazione di Pietro, che riconosce Gesù come il Messia. Esamina i racconti biblici che collocano questo evento a Cesarea di Filippo, sottolineando la difficoltà per il pubblico ebraico di accettare la figliolanza divina. Gesù chiede ai suoi discepoli di non dichiarare apertamente la sua messianicità.

6 min Pietro Messia Gesù figliolanza divina Cesarea di Filippo 6 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 16.13-16 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Poi Gesù, venuto nelle parti di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: Chi dice la gente che sia il Figliuol dell’uomo?

Ed essi risposero: Gli uni dicono Giovanni Battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti. Ed egli disse loro: E voi, chi dite ch’io sia?

Simon Pietro, rispondendo, disse:

Tu sei il Cristo, il Figliuol dell’Iddio vivente.

Marco
Marco 8.27-30 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Poi Gesù, co’ suoi discepoli, se ne andò verso le borgate di Cesare di Filippo; e cammin facendo domandò ai suoi discepoli: Chi dice la gente ch’io sia?

Ed essi risposero: Gli uni, Giovanni Battista: altri, Elia; ed altri, uno de’ profeti.

Ed egli domandò loro: E voi, chi dite ch’io sia? E Pietro rispose: Tu sei il Cristo.

Ed egli vietò loro severamente di dir ciò di lui ad alcuno.

Luca
Luca 9.18-21 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or avvenne che mentr’egli stava pregando in disparte, i discepoli erano con lui; ed egli domandò loro: Chi dicono le turbe ch’io sia?

E quelli risposero: Gli uni dicono Giovanni Battista; altri, Elia; ed altri, uno dei profeti antichi risuscitato.

Ed egli disse loro: E voi, chi dite ch’io sia? E Pietro, rispondendo, disse: Il Cristo di Dio.

Ed egli vietò loro severamente di dirlo ad alcuno, e aggiunse:

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Cesarea di Filippo

Data: Agosto

Metodo: Continuiamo con Marco

Nota sul metodo di lavoro: Matteo e Luca confermano questo fatto

Mappa di Cesarea di Filippo

Il Messia Gesù interroga i suoi discepoli su ciò che la gente dice di Lui.

Seconda dichiarazione di Pietro

Seconda dichiarazione di Pietro

Commenti

Matteo e Marco collocano questo racconto nei villaggi vicini a Cesarea di Filippo, situata ai piedi del monte Ermon, a nord della Galilea. In questo luogo il Giordano ha la sua sorgente principale. Non bisogna confondere questa città con Cesarea, situata sulle rive del Mediterraneo.

Il Messia Gesù, accompagnato dai suoi discepoli, intraprese un viaggio di circa 45 km verso nord per evangelizzare i villaggi di questa regione.

Luca riferisce che il Messia Gesù e i suoi discepoli si trovavano in un luogo isolato, probabilmente un monte come l'Ermon. Sembra che Egli pregasse da solo mentre i discepoli restavano a distanza.

I tre autori riportano questa domanda del Maestro, importante ai loro occhi: Chi sono io, secondo gli uomini, io il Figlio dell'uomo?

Come percepiva la folla il Messia Gesù?

Il risultato è deludente nonostante i titoli onorifici attribuiti, e solo Pietro fornisce la risposta attesa: «Tu sei il Messia, il Figlio del Dio vivente». Sembra che diverse popolazioni testimoni dei miracoli di Gesù non lo riconoscano come il Messia annunciato dai profeti.

Solo Matteo ha precisato nel suo testo: il Figlio del Dio vivente, eppure si rivolge a ebrei, che non comprendono e soprattutto non accettano che Dio possa avere un Figlio! Sembra che Matteo avesse come obiettivo di mettere in discussione l'idea preconcetta secondo cui Dio non può avere un figlio. Il concetto della Trinità rimane tuttavia complesso da comprendere.

Nel suo Vangelo, Matteo è l'unico a usare l'espressione «il Figlio del Dio vivente». Questa precisazione si inserisce in un contesto particolare, in cui l'autore si rivolge a un uditorio ebraico per il quale l'idea di una figliolanza divina resta difficile da concepire e da accettare. Sembra così che Matteo avesse come obiettivo di mettere in discussione le concezioni consolidate, aprendo una riflessione sulla possibilità teologica di un rapporto filiale tra Dio e Gesù. Tuttavia, la dottrina della Trinità rimane una nozione complessa, che richiede un approccio approfondito per coglierne appieno le implicazioni teologiche e filosofiche.

La raccomandazione del Maestro di non proclamare la sua messianicità, che ritroviamo in Marco 8.30 e Luca 9.21, può sembrare sorprendente. Ritroviamo questa affermazione in Matteo 16.20. Non era forse ciò che Egli si aspettava? Desiderava che la folla, osservando i miracoli che Egli compiva, riconoscesse la sua messianicità senza che fosse necessario annunciarla esplicitamente.

La messianicità di Gesù dovrebbe essere evidente a tutti, dato che nessun altro avrebbe potuto compiere i miracoli che Egli ha compiuto. Tuttavia, è sotto l'influenza dello Spirito Santo che Pietro lo ha proclamato Messia. Perciò è indispensabile che la potenza divina agisca direttamente sul affinché possa comprendere la vera identità del Messia Gesù.