PER160

La compassione del Messia Gesù per la folla

La pericope 160 analizza Matteo 9.36-38, dove Gesù, a Cafarnao, è profondamente mosso a compassione per la folla, «stanca e sfinita come pecore che non hanno pastore». Il termine greco «splagchnizomai» esprime una compassione viscerale che spinge Gesù a insegnare, guarire e sfamare, in contrasto con l'indifferenza dei capi religiosi. Questa compassione diventa un modello per i discepoli.

3 min compassione Gesù Messia folla splagchnizomai 2 versetti 1 libro

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 9.36-38 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E vedendo le turbe, n’ebbe compassione, perch’erano stanche e sfinite, come pecore che non hanno pastore.

Allora egli disse ai suoi discepoli: Ben è la mèsse grande, ma pochi son gli operai.

Pregate dunque il Signor della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Cafarnao in Galilea

Data: Febbraio o marzo del 32 d.C.

Metodo: Continuiamo con Matteo

Nota sul metodo di lavoro: Solo Matteo racconta l'opera del Messia Gesù

Mappa di Cafarnao

Gli scritti di Matteo rivelano la profonda sensibilità del Messia Gesù di fronte alle sofferenze della folla.

Gesù toccato dalla miseria spirituale della folla

Gesù toccato dalla miseria spirituale della folla

Commenti

Abbiamo scelto di isolare questo versetto per mettere in luce lo stato d'animo del Messia Gesù nei confronti della folla che lo ascoltava.

In Matteo 9.36, «mosso a compassione» (o «pieno di compassione» secondo alcune traduzioni) esprime l'intenso sentimento di pietà e di misericordia che Gesù prova per le folle. Ecco che cosa significa:
Gesù vede la folla e riconosce che è «stanca e sfinita, come pecore che non hanno pastore».

Il termine usato in greco, «splagchnizomai», descrive un'emozione profonda sentita nelle viscere, simbolo di una compassione intensa e viscerale.

Il Messia Gesù è profondamente consapevole dell'angoscia e dei bisogni delle persone. Comprende la loro situazione e riconosce la portata delle loro sofferenze. Consapevole in particolare dello stato di perdizione della folla, si dedica principalmente ad annunciare il regno di Dio e la salvezza dell'anima.

Questo termine indica non solo un'emozione, ma anche la volontà di agire per alleviare la sofferenza. Gesù è spinto ad agire per amore e per pietà.

La compassione di Gesù è in contrasto con i capi religiosi dell'epoca, che spesso trascuravano i bisogni spirituali e materiali del popolo.

La compassione di Gesù lo porta a insegnare, guarire e sfamare le folle, rispondendo ai loro bisogni fisici e spirituali.

Il Messia Gesù mostra ai suoi discepoli l'importanza della compassione nel loro ministero. Sono chiamati a imitare questo atteggiamento nel loro servizio verso gli altri.

Questo passo sottolinea l'amore e la profonda premura di Gesù per l'umanità, e il modo in cui questa compassione lo spinge ad agire per il bene degli altri.

Possiamo osservare una differenza significativa tra le motivazioni del Messia Gesù e quelle dei capi religiosi, in particolare i .