Gesù, il Messia, chiamò un quinto discepolo, Matteo, dopo Simon Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni. I Vangeli sinottici raccontano soltanto la storia di questi cinque uomini. Giovanni aggiunge Filippo e Natanaele. Questi sette discepoli della cerchia più vicina a Gesù prenderanno il nome di apostoli.
Dopo la morte del Maestro, i compagni affideranno a Matteo il compito di scrivere la loro testimonianza. Marco e Luca lo chiamano Levi, mentre l'autore del primo Vangelo sembra preferire il nome Matteo.
Non conosciamo il luogo esatto in cui Matteo lavorava, ma i tre sinottici indicano che Gesù uscì da Cafarnao. Poiché la sede delle imposte dei era vicina alla città, è plausibile supporre che Matteo fosse originario di quella località.
Matteo organizzerà un grande banchetto per tutti gli amici e colleghi, con un ospite d'onore: Gesù, il Messia, insieme agli altri discepoli (PER067). Come gli altri, abbandonerà tutto, compreso il redditizio lavoro di esattore.
Gli autori dei sinottici descrivono questa conversione nei dettagli. Sembrano presentare colui che diventerà il loro portavoce scrivendone la testimonianza, mostrandone così le capacità. Le sue evidenti doti intellettuali avranno certamente indotto gli apostoli a sceglierlo.
La chiamata di Gesù a Matteo conclude evidentemente un percorso iniziato prima. Come potrebbe infatti un uomo abbandonare tutto ciò che è essenziale alla sua vita per seguire uno sconosciuto?
Secondo noi, anche Matteo frequentava Giovanni Battista, forse meno assiduamente di Simon Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni, a causa del lavoro molto impegnativo. Ciò spiegherebbe perché non viene citato con loro.
In ogni caso, doveva necessariamente conoscere Gesù prima di prendere la decisione importantissima di seguirlo.
Era presente alle (PER036)?
Incontrò il Maestro a Betania o a Enon (PER042 e PER045)?
In Galilea, Gesù chiamò uomini che erano già suoi discepoli dal battesimo in Giudea. Del resto, nel discorso riportato da Luca negli Atti 1.21-22, Pietro precisa che gli apostoli seguivano Gesù fin dall'inizio, cioè dal battesimo.
Perché Matteo dovrebbe fare eccezione?
Questo discepolo si distingue nettamente dagli altri, essendo l'unico intellettuale del gruppo. Ha quindi poco in comune con gli amici e non compare mai nei grandi avvenimenti della vita di Gesù.
Perché insistere allora sulla sua chiamata a Cafarnao, come per Simon Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni?
La risposta sembra semplice: sarà il futuro autore della testimonianza dei dodici.