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La guarigione di due ciechi
La guarigione di due ciechi a Cafarnao, riportata soltanto da Matteo (Mt 9.27-31), illustra la fede messianica: i due uomini riconoscono Gesù come ‘Figlio di Davide’. Gesù li guarisce secondo la loro fede e chiede loro il silenzio, desiderando orientare le folle verso la salvezza eterna piuttosto che verso le guarigioni fisiche. Questo racconto prepara la risposta di Gesù a Giovanni il Battista in Matteo 11.5.
Marco 10.46-52 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi vennero in Gerico. E come egli usciva di Gerico coi suoi discepoli e con gran moltitudine, il figliuol di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada.E udito che chi passava era Gesù il Nazareno, prese a gridare e a dire: Gesù, figliuol di Davide, abbi pietà di me!E molti lo sgridavano perché tacesse; ma quello gridava più forte: Figliuol di Davide, abbi pietà di me!E Gesù, fermatosi, disse: Chiamatelo! E chiamarono il cieco, dicendogli: Sta’ di buon cuore! Alzati! Egli ti chiama.E il cieco, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne a Gesù.E Gesù, rivoltosi a lui, gli disse: Che vuoi ch’io ti faccia? E il cieco gli rispose: Rabbuni, ch’io recuperi la vista.E Gesù gli disse: Va’, la tua fede ti ha salvato. E in quell’istante egli ricuperò la vista e seguiva Gesù per la via.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org