PER139

La parabola della lampada sotto il moggio

Questo articolo analizza la parabola della lampada sotto il moggio, esplorata nei Vangeli. Sottolinea l'importanza della luce divina per il discepolo, mostrando come il Messia Gesù usi questa metafora per illuminare la verità divina ed esortare i discepoli a essere testimoni visibili della propria fede, rimanendo essi stessi illuminati dalla luce di Cristo.

16 min parabola lampada luce Gesù Cristo testimonianza 21 versetti 4 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 5.14-16 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può rimaner nascosta;

e non si accende una lampada per metterla sotto il moggio; anzi la si mette sul candeliere ed ella fa lume a tutti quelli che sono in casa.

Così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, affinché veggano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è ne’ cieli.

Marco
Marco 4.21-23 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Poi diceva ancora: Si reca forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? Non è ella recata per esser messa sul candeliere?

Poiché non v’è nulla che sia nascosto se non in vista d’esser manifestato; e nulla è stato tenuto segreto, se non per esser messo in luce.

Se uno ha orecchi da udire oda.

Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca 8.16-18 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or niuno, accesa una lampada, la copre con un vaso, o la mette sotto il letto; anzi la mette sul candeliere, acciocché chi entra vegga la luce.

Poiché non v’è nulla di nascosto che non abbia a diventar manifesto, né di segreto che non abbia a sapersi ed a farsi palese.

Badate dunque come ascoltate: perché a chi ha sarà dato; ma a chi non ha, anche quel che pensa d’avere gli sarà tolto.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Grafico a barre dell’anno 31

Luogo: Una piccola baia lungo le rive del , nei pressi di Capernaum in Galilea.

Data: Ottobre o novembre del 31

Metodo: Continuiamo con Marco

Nota sul metodo di lavoro: Sebbene Matteo e Luca affrontino lo stesso tema, la cronologia presentata da Marco ci sembra la più facile da seguire.

Capernaum

Il Messia Gesù presenterà un'altra incentrata sul tema della lampada.

La parabola della lampada sotto il moggio

Lampada

Commenti

Pur seguendo la cronologia di Luca, abbiamo integrato diversi testi sullo stesso argomento tratti da altri interventi di Gesù Cristo per favorire una comprensione più approfondita del messaggio.

Questa metafora evoca una lampada accesa che, logicamente, deve essere collocata nel posto migliore per illuminare la stanza e permettere ai presenti di vedere bene. Luca spiega poi che il nostro occhio è la lampada del corpo, rappresentando così la luce menzionata in precedenza. Sottolinea che, quando l'occhio funziona correttamente, offre una visione chiara, cosa che non accade più se le sue condizioni peggiorano.

Esistono quindi due applicazioni distinte: la prima consiste nell'illuminare gli altri, ricordando che il discepolo è diventato la luce del mondo (Matteo 5.14), e riguarda la testimonianza. La seconda mostra che anche il discepolo ha bisogno di essere illuminato dalla luce del Messia Gesù. Così, il discepolo riflette la luce che Gesù Cristo ha portato nella sua anima.

Che cosa significa vigilare affinché la nostra luce non diventi tenebra, secondo Luca 11.35?

Una risposta si può trovare in Matteo 5.16, che paragona la luce al nostro modo esemplare di vivere. Questa osservazione dovrebbe spingere coloro che ne sono testimoni a rendere omaggio a Dio. Se il nostro modo di vivere peggiora, la nostra luce diventa tenebra.

L'insegnamento del Messia Gesù rivela chiaramente la verità divina, illuminando le nostre menti. Queste parole agiscono come una luce che mette in evidenza realtà spirituali prima nascoste, e questa illuminazione deve servire da testimonianza visibile per tutti.

Il passo di Matteo 5.14-16, tratto dal discorso della montagna (PER088), paragona l'individuo che ascolta e mette in pratica gli insegnamenti di Gesù Cristo a una persona che riceve la luce, vive in questa luce e illumina, a sua volta, coloro che la circondano. In altre parole, testimonia la grazia divina.

Il Vangelo di Giovanni ricorre spesso all'immagine della luce per descrivere il Messia Gesù. Sebbene questo esuli dall'ambito di questa pericope, ci sembra opportuno riesaminare l'argomentazione di Giovanni che assimila il Messia Gesù alla luce.

Giovanni 1.4-5, Giovanni 1.9: La luce della vita

Testo:

Giovanni 1.4-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
In lei era la vita; e la vita era la luce degli uomini;e la luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno ricevuta.

Giovanni 1.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
La vera luce che illumina ogni uomo, era per venire nel mondo.
:

Significato: Giovanni comincia il suo Vangelo identificando il Messia Gesù (la Parola) come fonte della vita e luce degli uomini. L'allusione alla luce evoca la chiarezza, la purezza, la verità e la rivelazione divina. La luce che brilla nelle tenebre ma che le tenebre non comprendono simboleggia la venuta del Messia Gesù in un mondo segnato dal peccato e dall'ignoranza, e il suo ruolo di rivelatore della verità divina.

Giovanni 3.19-21: La luce e il giudizio

Testo:

Giovanni 3.19-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
E il giudizio è questo: che la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvage.Poiché chiunque fa cose malvage odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non siano riprovate;ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le opere sue siano manifestate, perché son fatte in Dio.
:

Significato: Questa allusione alla luce nel contesto del giudizio mette in evidenza la risposta umana alla rivelazione divina portata da Gesù. Coloro che fanno il male preferiscono le tenebre per nascondere le proprie azioni, mentre coloro che praticano la verità vengono alla luce. Questo sottolinea la divisione tra coloro che accettano il Messia Gesù e la sua verità e coloro che lo rifiutano.

Giovanni 8.12: La luce del mondo

Testo:

Giovanni 8.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Or Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: Io son la luce del mondo; chi mi seguita non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.

Significato: Qui il Messia Gesù si dichiara apertamente la luce del mondo. Questa affermazione è una rivendicazione messianica e divina, che indica che seguire Gesù conduce alla verità, alla vita e alla guida spirituale. La luce della vita promette non solo una rivelazione interiore e una comprensione, ma anche una guida morale ed etica.

Giovanni 9.5: La luce mentre è nel mondo

Testo:

Giovanni 9.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo.

Significato: Il Messia Gesù ribadisce il proprio ruolo di luce del mondo nel contesto della guarigione del cieco nato, illustrando la sua missione di donare la vista non solo fisicamente, ma anche spiritualmente. La luce qui è sinonimo di guarigione, rivelazione e trasformazione.

Giovanni 12.35-36, Giovanni 12.46: Esortazione a credere nella luce

Testo:

Giovanni 12.35-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Gesù dunque disse loro: Ancora per poco la luce è fra voi. Camminate mentre avete la luce, affinché non vi colgano le tenebre; chi cammina nelle tenebre non sa dove vada.Mentre avete la luce, credete nella luce, affinché diventiate figliuoli di luce. Queste cose disse Gesù, poi se ne andò e si nascose da loro.

Giovanni 12.46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Io son venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me, non rimanga nelle tenebre.

Significato: Gesù esorta i suoi ascoltatori a credere nella luce finché è presente tra loro, invitandoli a diventare "figli della luce". Questo mette in evidenza l'urgenza della fede e l'opportunità limitata della rivelazione divina. Gesù si presenta ancora una volta come la luce venuta per far uscire l'umanità dalle tenebre del peccato e dell'ignoranza.

Conclusione

Le allusioni alla luce nel Vangelo di Giovanni servono a sottolineare la missione di Gesù come rivelatore della verità divina, fonte di vita e di guida spirituale, e artefice di guarigione e trasformazione. Giovanni usa questa metafora per illustrare il contrasto tra la rivelazione divina e la condizione umana segnata dalle tenebre del peccato. Seguire Gesù, la luce del mondo, conduce a una vita illuminata dalla verità, dalla purezza e dall'amore divino, e allontana dalle tenebre dell'ignoranza e del male.

Questi passi mettono in luce la teologia giovannea, che presenta Gesù come la luce venuta nel mondo per portare la rivelazione, la vita e la verità divina.

Il discepolo del Messia Gesù è chiamato a riflettere la luce che egli incarna e a diventare, a sua volta, una fonte di luce per il mondo.