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Il bambino Gesù adorato dai Magi

L’articolo tratta dell’adorazione di Gesù da parte dei Magi, sapienti stranieri guidati da una stella fino a Betlemme. Essi riconoscono la regalità divina di Gesù e gli offrono doni, nonostante le umili condizioni del suo luogo di nascita. Il racconto evidenzia l’universalità del riconoscimento di Gesù come re, sottolineando il risveglio spirituale dei Magi, avvertiti in sogno di non tornare da Erode.

3 min Magi Betlemme adorazione stella 1 versetto 1 libro

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 2.9-12 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Essi dunque, udito il re, partirono; ed ecco la stella che aveano veduta in Oriente, andava dinanzi a loro, finché, giunta al luogo dov’era il fanciullino, vi si fermò sopra.

Ed essi, veduta la stella, si rallegrarono di grandissima allegrezza.

Ed entrati nella casa, videro il fanciullino con Maria sua madre; e prostratisi, lo adorarono; ed aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra.

Poi, essendo stati divinamente avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, per altra via tornarono al loro paese.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Luogo: Betlemme in Giudea

Data: Fine novembre -2 a.C.

Metodo di lavoro: Torniamo a Matteo

Nota sul metodo: Matteo è l’unico a riportare questo passo

Mappa della pericope 21.jpg

I Magi d’Oriente arrivano ora al villaggio di Betlemme.

I Magi davanti a Gesù

I Magi davanti a Gesù

Commenti

Avendo appreso da Erode che Betlemme era il presunto luogo di nascita di questo sovrano bambino, i Magi dovevano provare una certa perplessità. Si aspettavano di trovare il discendente di un sovrano circondato da fasti regali, non un vecchio in declino. Il loro stupore sarebbe cresciuto.

Nel firmamento, l’astro che seguivano brillava di nuovo, guidandoli e rafforzando la loro convinzione di proseguire il viaggio. Quando infine giunsero a destinazione e scoprirono non un palazzo, ma un’umile dimora in cui la famiglia aveva trovato rifugio, il loro stupore fu grande.

Come poteva un sovrano abitare in un alloggio così modesto? Tuttavia, la rivelazione di trovarsi davanti al loro Re li illuminò. Presentarono i doni, si inchinarono e, con un gesto ancora più sconcertante, gli resero un omaggio divino. Per un ebreo, soltanto la divinità merita una simile venerazione! Dopo aver probabilmente trascorso diverse notti nel loro accampamento vicino a Betlemme, furono avvertiti in sogno di non tornare da Erode.

Ripresero dunque il cammino, dopo aver avvertito Giuseppe e Maria, percorrendo una strada alternativa, con la mente colma di immagini memorabili che superavano ogni immaginazione. È plausibile che in seguito abbiano cercato di conoscere il destino di quel Re appena nato.

Probabilmente continuarono a contemplare l’astro che, per tutta la vita, avrebbe ricordato loro quell’avventura senza pari.

La cosa più sorprendente resta che furono degli stranieri, e non le autorità religiose ebraiche, a cogliere il vero senso delle profezie compiute!