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La morte del re Erode il Grande

Lo studio esplora la cronologia della morte di Erode il Grande, che influisce sulla datazione della nascita e del ministero di Gesù. Basato sui lavori di Schürer, che propone l’anno 4 a.C., sottolinea l’importanza di riconsiderare le interpretazioni storiche alla luce dei testi di Flavio Giuseppe.

35 min Erode cronologia Gesù Flavio Giuseppe eclissi lunare 25 versetti 4 libri

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Introduzione

Questo studio costituisce uno degli elementi della nostra ricerca dedicata a stabilire una cronologia della vita del Messia Gesù a partire dalla profezia delle settanta settimane di Daniele (Daniele 9.24-27). Va compreso in relazione con gli altri studi di questa serie, ciascuno dei quali apporta dati complementari storici, calendariali e biblici. L’insieme di questi lavori forma un’analisi coerente, volta a ricostruire, con la maggiore precisione possibile, la successione degli avvenimenti riferiti nei Vangeli.

Lo storico lavora generalmente a partire da fatti accertati per trarne conclusioni. Nel quadro di questo studio, l’approccio è diverso: le Scritture bibliche forniscono un quadro cronologico che cerchiamo di confrontare con i dati storici disponibili.

Occorre ricordare che, prima della fine dell’Ottocento, la tradizione cristiana collocava spesso la nascita del Messia Gesù tra gli anni 3 e 1 a.C. Di conseguenza, la morte del re Erode era naturalmente collocata dopo questo periodo, generalmente verso l’anno 1 a.C. Questa antica datazione non derivava da un’analisi critica dettagliata dei testi di Flavio Giuseppe, ma non era nemmeno seriamente messa in discussione.

La situazione cambiò a partire dai lavori del teologo tedesco Emil Schürer, che pubblicò nel 1890 la sua opera Storia del popolo giudaico al tempo di Gesù Cristo. Reinterpretando le informazioni trasmesse da Flavio Giuseppe, Schürer propose di fissare la morte di Erode nell’anno 4 a.C. Questa ricostruzione cronologica, progressivamente adottata da gran parte del mondo accademico, poggia principalmente sull’identificazione di un’eclissi lunare menzionata da Giuseppe.

Tuttavia, è importante sottolineare che questa datazione non costituisce un fatto storico assolutamente dimostrato. Essa poggia su un’interpretazione di fonti antiche, che restano talvolta imprecise e soggette a letture diverse. Diversi studiosi hanno così proposto un’altra ipotesi che colloca la morte di Erode nell’anno 1 a.C., in particolare a motivo di un’altra eclissi lunare che potrebbe corrispondere al racconto di Giuseppe.

Si pongono dunque legittimamente diverse domande:

  • Perché la maggioranza degli storici ritiene oggi l’anno 4 a.C.?
  • Questa data poggia su una certezza storica o su una ricostruzione ipotetica?
  • Una datazione alternativa all’anno 1 a.C. resta storicamente ipotizzabile?
  • Perché questo dibattito riveste un’importanza particolare nello studio della cronologia della vita del Messia Gesù?

Queste domande sono essenziali, perché la data accolta per la morte di Erode influisce direttamente sulla cronologia della nascita di Gesù, poi su quella del suo ministero pubblico e, di conseguenza, sull’interpretazione di diversi testi biblici importanti, in particolare le indicazioni di Luca (Luca 3.1-23) e la profezia delle settanta settimane di Daniele (Daniele 9.24-27).

Lo scopo di questo studio non è dunque riscrivere la storia né imporre artificialmente una conclusione, ma esaminare con prudenza le diverse ipotesi proposte dagli storici, al fine di determinare se una morte di Erode nell’anno 1 a.C. possa essere considerata storicamente plausibile e coerente con i dati biblici.

I. L’ipotesi di Schürer: una ricostruzione dell’Ottocento

Nella sua opera Storia del popolo giudaico al tempo di Gesù Cristo, pubblicata nel 1890, Emil Schürer propone di datare la morte del re Erode all’anno 4 a.C. Questa teoria, divenuta progressivamente maggioritaria nel mondo accademico, poggia principalmente sull’interpretazione di diverse indicazioni fornite dallo storico ebreo Flavio Giuseppe nelle sue opere Antichità giudaiche e La guerra giudaica.

Secondo questa ricostruzione, tre elementi principali conducono ad accogliere l’anno 4 a.C.:

  • Erode avrebbe regnato trentasette anni dopo la sua nomina da parte del Senato romano;
  • avrebbe inoltre regnato trentaquattro anni dopo la morte di Antigono;
  • un’eclissi lunare si sarebbe verificata poco prima della sua morte.

Combinando queste informazioni con la storia romana nota, diversi storici identificano questa eclissi con quella del 13 marzo del 4 a.C., il che collocherebbe la morte di Erode qualche settimana più tardi, prima della festa di Pasqua.

Questa ricostruzione presenta una certa coerenza interna e spiega perché sia stata ampiamente adottata. Tuttavia, è importante notare che Flavio Giuseppe non fornisce mai una data assoluta per la morte di Erode. Le conclusioni moderne poggiano dunque su una serie di deduzioni cronologiche e sulla scelta di un’eclissi lunare tra diverse possibili.

Siamo così più nell’ambito della ricostruzione storica che in quello di una certezza assoluta. I testi antichi utilizzano spesso modi di computo diversi dai nostri, in particolare per gli anni di regno, che possono includere coreggenze, anni incompleti o metodi di conteggio variabili secondo le regioni e gli autori.

Inoltre, alcuni dettagli del racconto di Giuseppe sollevano difficoltà quando li si applica all’eclissi del 13 marzo del 4 a.C. Infatti lo storico riporta, tra questa eclissi e la festa di Pasqua, una successione importante di eventi: aggravamento della malattia di Erode, esecuzione di diversi oppositori, spostamenti politici, morte del re, organizzazione di funerali grandiosi, periodo di lutto e celebrazione della Pasqua. Diversi studiosi ritengono che il lasso di tempo relativamente breve tra l’eclissi di marzo del 4 e la Pasqua lasci poco tempo per lo svolgimento completo di questi eventi.

Queste osservazioni non invalidano necessariamente l’ipotesi dell’anno 4 a.C., ma mostrano che essa resta un’interpretazione discutibile delle fonti disponibili. Diventa dunque legittimo esaminare se un’altra datazione, in particolare quella dell’anno 1 a.C., possa corrispondere anch’essa alle informazioni trasmesse da Flavio Giuseppe e ai dati biblici.

II. Le conseguenze di una morte nel 4 a.C.

La questione della data della morte del re Erode non è un semplice dettaglio cronologico privo di importanza. Infatti, questa datazione influisce direttamente sull’interpretazione dei racconti della nascita del Messia Gesù e sull’intera cronologia del suo ministero pubblico.

I Vangeli di Matteo e di Luca affermano chiaramente che Gesù nacque mentre Erode il Grande era in vita (Matteo 2.1; Luca 1.5). Questo punto non presenta alcuna ambiguità nei testi biblici.

Ora, se Erode è morto nell’anno 4 a.C., la nascita di Gesù deve necessariamente essere collocata prima di questa data, generalmente verso gli anni 5 o 6 a.C. Questa conclusione è oggi largamente accolta dagli studiosi che adottano la cronologia di Schürer.

Tuttavia, questa ricostruzione solleva diverse difficoltà quando viene confrontata con le altre indicazioni cronologiche dei Vangeli.

Luca precisa infatti che Gesù «aveva circa trent’anni quando cominciò il suo ministero» (Luca 3.23). Lo stesso autore colloca l’inizio del ministero di Giovanni Battista nel «quindicesimo anno del regno di Tiberio Cesare» (Luca 3.1), generalmente inteso tra gli anni 26 e 27 d.C. tenendo conto della coreggenza.

Se si aggiunge poi la durata probabile del ministero pubblico di Gesù, spesso stimata in circa tre anni a motivo delle diverse Pasque menzionate nel Vangelo di Giovanni (Giovanni 2.13; Giovanni 6.4; Giovanni 11.55), si giunge naturalmente a una crocifissione collocata verso l’anno 33.

In questo quadro, una nascita nel 5 o 6 a.C. porta a un’età di Gesù sensibilmente superiore a «circa trent’anni» al momento del battesimo. Naturalmente, l’espressione usata da Luca resta approssimativa e non costituisce un dato matematico assoluto. Tuttavia, lo scarto diventa abbastanza grande da suscitare interrogativi legittimi.

Questa difficoltà appare ancora più nettamente quando si mettono in relazione questi dati con la profezia delle settanta settimane di Daniele (Daniele 9.24-27). Secondo l’interpretazione cronologica che sviluppiamo in questo studio, tale profezia conduce a una morte del Messia nella primavera dell’anno 33, dopo un ministero di circa tre anni e mezzo.

Così, la datazione tradizionale della morte di Erode al 4 a.C. genera diverse tensioni cronologiche:

  • con le indicazioni di Luca riguardanti l’età di Gesù;
  • con la durata probabile del suo ministero;
  • e con la coerenza generale della cronologia profetica di Daniele.

Queste difficoltà non implicano automaticamente che l’anno 4 sia impossibile. Mostrano tuttavia che questa ipotesi non è priva di problemi e che resta legittimo esaminare se un’altra datazione, in particolare quella dell’anno 1 a.C., possa offrire una migliore armonizzazione dei dati storici e biblici.

III. I dati di Flavio Giuseppe: tra storia e interpretazione

Quasi tutto il dibattito sulla data della morte di Erode poggia sugli scritti dello storico ebreo Flavio Giuseppe (non biblico). Egli costituisce la nostra principale fonte storica sulla fine del regno di Erode il Grande e sugli eventi politici di quel periodo.

Tuttavia, è importante ricordare che Giuseppe non fornisce mai una data esplicita della morte di Erode secondo il nostro calendario moderno. Lo storico fornisce soltanto una serie di indicazioni cronologiche che gli studiosi cercano poi di ricostruire.

Tra queste informazioni, Giuseppe afferma in particolare:

  • che Erode morì trentasette anni dopo essere stato proclamato re dai ;
  • che morì trentaquattro anni dopo la presa di Gerusalemme e la scomparsa di Antigono;
  • che un’eclissi lunare si verificò poco prima della sua morte;
  • che allora si osservava un digiuno religioso;
  • che la sua morte fu seguita da un importante periodo di lutto prima della festa di Pasqua.

Questi elementi costituiscono punti di riferimento preziosi, ma richiedono tutti un’interpretazione.

Infatti, diverse questioni restano aperte:

  • A partire da quale momento esatto Giuseppe comincia a contare il regno di Erode?
  • Gli anni di regno sono contati secondo il metodo giudaico, romano o inclusivo?
  • La morte di Antigono va collocata precisamente nel 37 a.C. o un po’ più tardi?
  • Quale eclissi lunare occorre scegliere?
  • Sono esistiti alcuni periodi di coreggenza tra Erode e i suoi figli?

Queste difficoltà mostrano che la cronologia di Erode non poggia su un dato semplice e incontestabile, ma su una complessa ricostruzione storica.

L’identificazione dell’eclissi lunare costituisce in particolare uno dei punti più dibattuti. La maggioranza degli studiosi accoglie l’eclissi parziale del 13 marzo del 4 a.C., perché precede immediatamente la Pasqua di quell’anno. Tuttavia, altri studiosi ritengono che l’eclissi totale del 10 gennaio del 1 a.C. corrisponda meglio al racconto di Giuseppe.

Infatti, tra l’eclissi e la festa di Pasqua, Giuseppe descrive un gran numero di eventi:

  • aggravamento della malattia di Erode;
  • spostamento del re verso le sorgenti termali di Callìroe;
  • ritorno a Gerico;
  • esecuzione di Antipatro;
  • organizzazione dei funerali reali;
  • periodo ufficiale di lutto;
  • disordini politici;
  • poi celebrazione della Pasqua.

Il lasso di tempo relativamente breve tra l’eclissi del 13 marzo del 4 e la Pasqua lascia poco tempo per l’insieme di questi eventi. Al contrario, l’eclissi del 10 gennaio del 1 offre un intervallo molto più lungo, che alcuni studiosi giudicano più compatibile con il racconto di Giuseppe.

Occorre anche ricordare che le cronologie antiche contengono spesso imprecisioni di diversi mesi, persino di diversi anni. Gli storici dell’antichità non lavoravano con gli standard cronologici moderni, e i sistemi di datazione variavano considerevolmente secondo le regioni e gli autori.

In queste condizioni, appare eccessivo presentare la data del 4 a.C. come una certezza assoluta. Questa ricostruzione resta plausibile, ma si fonda comunque su un’interpretazione particolare dei dati disponibili. Di conseguenza, l’ipotesi di una morte di Erode nell’anno 1 a.C. non può essere scartata a priori e merita un esame serio.

IV. I limiti dell’ipotesi dell’anno 4 a.C.

La datazione della morte di Erode all’anno 4 a.C. resta oggi maggioritaria nel mondo accademico. Tuttavia, diversi elementi mostrano che questa ricostruzione poggia su basi meno solide di quanto talvolta appaia.

L’eclissi del 13 marzo del 4 a.C.

L’argomento principale a favore dell’anno 4 poggia sull’identificazione dell’eclissi lunare menzionata da Flavio Giuseppe con quella del 13 marzo del 4 a.C. Ora, questa eclissi presenta diverse difficoltà.

Anzitutto, si tratta di un’eclissi parziale relativamente discreta. Alcuni studiosi ritengono che un fenomeno così limitato corrisponda difficilmente all’importanza che Giuseppe sembra attribuirgli nel suo racconto.

Inoltre, questa eclissi avviene soltanto poche settimane prima della festa di Pasqua. Il tempo disponibile appare allora particolarmente breve per consentire lo svolgimento di tutti gli eventi riportati dallo storico:

  • l’aggravamento della malattia di Erode;
  • il suo viaggio alle sorgenti di Callìroe;
  • il suo ritorno a Gerico;
  • l’esecuzione di Antipatro;
  • i preparativi funebri;
  • il periodo ufficiale di lutto;
  • i disordini politici;
  • poi l’arrivo della Pasqua.

Diversi specialisti ritengono dunque che questa cronologia appaia molto compressa se si accoglie l’eclissi di marzo del 4.

La questione della morte di Antigono

La ricostruzione tradizionale suppone generalmente che Antigono sia morto nell’anno 37 a.C. Tuttavia, questa data non è data esplicitamente da Giuseppe.

Ora, l’assedio di Gerusalemme durò diversi mesi e la cattura di Antigono non significa necessariamente la sua esecuzione immediata. Le fonti antiche indicano che Antigono fu mandato ad Antiochia prima di essere infine messo a morte per decisione romana.

Alcuni studiosi ritengono dunque che la sua morte possa essere avvenuta più tardi, forse nel 36 a.C. In questa ipotesi, i «trentaquattro anni» menzionati da Giuseppe condurrebbero naturalmente verso gli anni 2 o 1 piuttosto che verso l’anno 4.

I problemi legati ai regni dei figli di Erode

Un altro argomento spesso invocato riguarda i dieci anni di regno di Archelao prima della sua destituzione nell’anno 6 d.C. Questo calcolo sembra condurre direttamente a una morte di Erode nel 4.

Tuttavia, questa conclusione suppone che il regno di Archelao inizi esattamente alla morte del padre e che non sia esistita in precedenza alcuna coreggenza. Ora, le pratiche politiche orientali e romane permettevano spesso periodi di transizione o di coreggenza tra un sovrano anziano e i suoi eredi.

Inoltre, i sistemi antichi di computo degli anni di regno utilizzavano talvolta metodi inclusivi o arrotondati, rendendo i conteggi meno precisi dei nostri.

Una ricostruzione storiografica, non una certezza assoluta

L’insieme di queste osservazioni non mira a dimostrare che l’anno 4 a.C. sarebbe impossibile. Questa ipotesi resta storicamente difendibile e continua a essere adottata da numerosi studiosi.

Tuttavia, appare importante riconoscere che essa poggia su diverse scelte interpretative:

  • la scelta dell’eclissi del 13 marzo del 4 a.C.;
  • un certo modo di contare gli anni di regno;
  • una datazione precisa della morte di Antigono;
  • e l’assenza di una coreggenza significativa.

Non siamo dunque di fronte a una certezza storica incontestabile, ma a una ricostruzione cronologica plausibile tra le altre. In queste condizioni, l’ipotesi alternativa di una morte di Erode nell’anno 1 a.C. merita di essere esaminata con serietà piuttosto che scartata come impossibile.

V. L’ipotesi di una morte di Erode nell’anno 1 a.C.

Di fronte alle difficoltà sollevate dalla cronologia tradizionale, diversi studiosi hanno proposto un’altra ricostruzione che colloca la morte di Erode nell’anno 1 a.C. Questa ipotesi, pur essendo minoritaria, poggia anch’essa su argomenti storici, astronomici e cronologici seri.

L’eclissi del 10 gennaio del 1 a.C.

Uno dei principali argomenti a favore di questa datazione riguarda l’eclissi lunare del 10 gennaio del 1 a.C. A differenza di quella del 13 marzo del 4, si tratta di un’eclissi totale particolarmente visibile nella regione.

Soprattutto, questa eclissi precede la festa di Pasqua di circa tre mesi. Questo intervallo appare molto più compatibile con la successione di eventi riportati da Flavio Giuseppe:

  • aggravamento dello stato di salute di Erode;
  • spostamento verso Callìroe;
  • ritorno a Gerico;
  • esecuzione di Antipatro;
  • organizzazione dei funerali reali;
  • periodo di lutto;
  • disordini legati alla successione;
  • poi celebrazione della Pasqua.

Diversi storici ritengono dunque che questa cronologia si accordi più naturalmente con l’eclissi di gennaio del 1 che con quella di marzo del 4.

Una migliore coerenza con i Vangeli

Questa ipotesi permette inoltre di armonizzare più facilmente le indicazioni fornite da Matteo e da Luca.

Matteo afferma che Gesù nacque «al tempo del re Erode» (Matteo 2.1) e riporta poi la visita dei magi e la strage dei bambini di Betlemme (Matteo 2.16). Una morte di Erode nell’anno 1 lascia più tempo per lo svolgimento di questi eventi dopo la nascita di Gesù.

Da parte sua, Luca precisa che Gesù aveva «circa trent’anni» quando cominciò il suo ministero (Luca 3.23). Se si accoglie una nascita verso l’anno 2 a.C. e una crocifissione nella primavera del 33, questa indicazione diventa più coerente.

I dibattiti intorno al censimento di Quirinio

Uno dei punti spesso discussi riguarda il censimento menzionato da Luca (Luca 2.1-2). Alcuni studiosi favorevoli a una nascita di Gesù verso l’anno 2 considerano l’ipotesi di una missione amministrativa anteriore di Quirinio in Siria prima del suo governo ufficialmente attestato nell’anno 6 d.C.

Questa questione resta dibattuta tra gli storici. Tuttavia, l’attuale assenza di una prova definitiva non permette di affermare con certezza che Luca si sia sbagliato. Gli archivi antichi relativi all’amministrazione romana di questo periodo restano frammentari, e diversi elementi della cronologia orientale dell’inizio del I secolo restano ancora discussi.

Un’ipotesi minoritaria ma difendibile

La data del 1 a.C. è oggi sostenuta da diversi studiosi moderni, tra i quali:

  • E. Filmer;
  • Ernest Martin;
  • Andrew Steinmann;
  • Gérard Gertoux, tesi di Gerard Gertoux;
  • nonché altri specialisti di cronologie bibliche e antiche.

La loro esistenza mostra che il dibattito resta aperto in alcuni ambienti accademici e che non esiste unanimità assoluta su questa questione.

Sarebbe dunque eccessivo presentare l’anno 4 a.C. come una verità definitivamente acquisita. I dati storici consentono ancora diverse ricostruzioni plausibili, tra le quali l’ipotesi di una morte di Erode nell’anno 1 a.C. appare come una possibilità coerente e seriamente argomentata.

VI. Sintesi cronologica proposta

A partire dagli elementi studiati in precedenza, appare possibile proporre una ricostruzione cronologica coerente che integri al tempo stesso i dati biblici, le indicazioni di Flavio Giuseppe e le osservazioni astronomiche.

In questa ipotesi, la morte di Erode il Grande sarebbe collocata all’inizio dell’anno 1 a.C., dopo l’eclissi totale del 10 gennaio del 1 e prima della festa di Pasqua celebrata nella primavera successiva.

La cronologia proposta può allora essere riassunta così:

  • 10 gennaio del 1 a.C.: eclissi lunare totale menzionata indirettamente da Flavio Giuseppe;
  • fine gennaio del 1 a.C.: morte di Erode il Grande;
  • primavera del 1 a.C.: funerali reali e celebrazione della Pasqua;
  • autunno del 2 a.C.: probabile nascita del Messia Gesù;
  • autunno del 29 d.C.: battesimo di Gesù e inizio del suo ministero pubblico (Luca 3.1-23);
  • 1º aprile del 33 d.C.: crocifissione del Messia Gesù, al momento della Pasqua (Giovanni 19.14; Giovanni 19.31).

Questa ricostruzione presenta diversi vantaggi:

  • permette di conservare le indicazioni cronologiche di Matteo e di Luca senza dover reinterpretare fortemente le loro dichiarazioni;
  • mantiene la coerenza della profezia delle settanta settimane di Daniele (Daniele 9.24-27);
  • offre un intervallo più realistico tra l’eclissi lunare e la festa di Pasqua menzionata da Giuseppe;
  • tiene conto delle reali incertezze sui metodi antichi di computo degli anni di regno.

Occorre tuttavia ricordare che questa cronologia resta una ricostruzione storica. Le fonti antiche restano frammentarie e diversi punti continuano a essere dibattuti tra gli studiosi. Il nostro obiettivo non è dunque pretendere di eliminare definitivamente ogni difficoltà, ma mostrare che una datazione all’anno 1 a.C. resta storicamente ipotizzabile e merita di essere esaminata con serietà.

In queste condizioni, appare metodologicamente eccessivo presentare la data del 4 a.C. come una certezza assoluta che obblighi necessariamente a reinterpretare le indicazioni bibliche. L’esistenza di un’ipotesi alternativa credibile invita, al contrario, a maggiore prudenza nelle affermazioni storiche sulla fine del regno di Erode il Grande.

Conclusione

La datazione della morte del re Erode il Grande all’anno 4 a.C., largamente adottata dai lavori di Emil Schürer alla fine dell’Ottocento, poggia su una ricostruzione cronologica coerente, ma non su una certezza storica assoluta. Questa ipotesi dipende infatti da diverse scelte interpretative riguardanti gli scritti di Flavio Giuseppe, l’identificazione di una precisa eclissi lunare, il computo degli anni di regno e la cronologia degli eventi che circondano la fine del regno di Erode.

Ora, l’esame attento delle fonti antiche mostra che diversi di questi elementi restano discussi. I dati di Giuseppe non forniscono alcuna data esplicita secondo il nostro calendario moderno e lasciano spazio a diverse interpretazioni possibili. In queste condizioni, appare eccessivo presentare l’anno 4 a.C. come un fatto definitivamente stabilito che non ammette discussione.

L’ipotesi di una morte di Erode nell’anno 1 a.C. resta dunque storicamente ipotizzabile. Presenta anzi diversi vantaggi:

  • si accorda più naturalmente con le indicazioni cronologiche dei Vangeli;
  • rispetta le affermazioni di Matteo e di Luca secondo cui Gesù nacque mentre Erode era in vita (Matteo 2.1; Luca 1.5);
  • corrisponde meglio all’indicazione di Luca secondo cui Gesù aveva «circa trent’anni» all’inizio del suo ministero (Luca 3.23);
  • permette un’armonizzazione più coerente con la cronologia profetica di Daniele (Daniele 9.24-27);
  • infine, appare più compatibile con lo svolgimento degli eventi riportati da Flavio Giuseppe tra l’eclissi lunare e la festa di Pasqua.

Il nostro obiettivo non è pretendere di risolvere definitivamente un dibattito storiografico ancora discusso oggi, ma ricordare che esistono diverse ricostruzioni plausibili e che i testi biblici non devono essere scartati a favore di un’ipotesi storica presentata a torto come assolutamente certa.

I Vangeli mostrano al contrario una volontà manifesta di ancorare la vita del Messia Gesù nella storia reale, menzionando le autorità politiche e religiose dell’epoca (Luca 3.1-2). Lo stesso Luca precisa di aver compiuto accurate ricerche prima di redigere il suo racconto (Luca 1.1-4). Questi elementi invitano a considerare con serietà la coerenza storica delle informazioni bibliche.

Così, allo stato attuale delle conoscenze, una morte di Erode il Grande nell’anno 1 a.C. resta un’ipotesi credibile, storicamente difendibile e compatibile con l’insieme dei dati biblici, cronologici e astronomici che abbiamo esaminato nel corso di questo studio.