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Le parole della vita nuova

È molto probabile che l'espressione usata da Luca in Atti 5.20: «tutte le parole di questa vita» designi essenzialmente la stessa…

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Le parole della vita nuova

È molto probabile che l'espressione usata da Luca in Atti 5.20: «tutte le parole di questa vita» designi essenzialmente la stessa realtà che Gesù chiamava nei Vangeli «il regno di Dio» o «il regno dei cieli», ma con una formulazione diversa e particolarmente adatta al contesto degli Atti.

Un'espressione propria di Luca

L'angelo ordina agli apostoli:

«Andate, fermatevi nel tempio e annunciate al popolo tutte le parole di questa vita» (Atti 5.20).

La parola «vita» (greco zōē) non designa semplicemente l'esistenza biologica. Nel Nuovo Testamento si tratta generalmente della vita nuova donata da Dio, la vita eterna promessa dal Messia (Giovanni 3.16; Giovanni 10.10).

Un altro modo di indicare la salvezza

Durante il suo ministero terreno, Gesù annunciava:

«Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Matteo 4.17).

Dopo la sua risurrezione, continuò a parlare del regno di Dio agli apostoli (Atti 1.3). Ora, negli Atti, Luca usa spesso espressioni diverse:

  • «la parola di Dio» (Atti 6.7);
  • «la Via» (Atti 9.2);
  • «l'Evangelo» (Atti 8.25);
  • «la salvezza» (Atti 13.26);
  • «la grazia di Dio» (Atti 20.24);
  • «il regno di Dio» (Atti 20.25);
  • «le parole di questa vita» (Atti 5.20).

Tutte queste espressioni descrivono diversi aspetti di una stessa realtà: l'opera salvifica compiuta da Gesù Cristo.

Un'espressione particolarmente appropriata

Il contesto è notevole. Gli apostoli sono appena stati imprigionati e rischiano la morte. L'angelo non chiede loro di annunciare un programma politico o una riforma religiosa, ma la vita. Questo contrasto è impressionante: le autorità religiose cercano di far tacere gli apostoli e, indirettamente, di diffondere la morte, mentre Dio li rimanda a proclamare le parole che comunicano la vita eterna (Giovanni 6.68).

Un'evoluzione del vocabolario dopo la risurrezione

Si può inoltre osservare che, nei Vangeli, l'espressione dominante è «il regno di Dio», perché Gesù annuncia la venuta del regno messianico. Negli Atti, dopo la morte e la risurrezione di Cristo, l'accento si sposta maggiormente sulle conseguenze di questo regno: il perdono dei peccati, la salvezza e la vita eterna. Così, «le parole di questa vita» rappresentano le benedizioni portate dal regno inaugurato da Gesù.

Si potrebbe dunque parafrasare Atti 5.20 così:

«Andate ad annunciare al popolo il messaggio che conduce alla vita eterna e che permette di entrare nel regno di Dio.»

Le due espressioni non sono assolutamente sinonime, ma sono strettamente legate. Il regno di Dio è la realtà annunciata; la vita nuova è uno dei principali benefici che esso procura.