INF333

Il pentimento nel giudaismo

Il pentimento non costituisce una novità introdotta dal cristianesimo. Appartiene profondamente alla fede e alla spiritualità ebraiche. Ciò che il…

10 min 13 versetti 9 libri

Il pentimento nel giudaismo

Il pentimento non costituisce una novità introdotta dal cristianesimo. Appartiene profondamente alla fede e alla spiritualità ebraiche. Ciò che il Nuovo Testamento apporta non è il principio stesso del pentimento, ma il suo legame con la persona del Messia Gesù e con l'effusione dello Spirito Santo.

1- Il pentimento nell'Antico Testamento

L'idea di tornare a Dio è onnipresente nelle Scritture ebraiche. I profeti chiamano costantemente Israele ad allontanarsi dalle proprie colpe:

«Tornate a me con tutto il vostro cuore» (Gioele 2.12).

«L'empio abbandoni la sua via (...) e ritorni all'» (Isaia 55.7).

«Tornate, figli ribelli» (Geremia 3.22).

Il verbo ebraico shuv («tornare») esprime questa idea di conversione e di ritorno a Dio. Il pentimento implica dunque un cambiamento di condotta e una restaurazione del rapporto con Dio.

2- Il pentimento nel giudaismo del Secondo Tempio

Nel primo secolo, il pentimento (teshuvà) occupava già un posto centrale nella pietà ebraica. Le preghiere, i digiuni, il Giorno dell'Espiazione (Yom Kippur) e i sacrifici del Tempio erano legati alla ricerca del perdono divino (Levitico 16.29-34).

Anche i Salmi esprimono questo cammino:

«O Dio, crea in me un cuore puro» (Salmi 51.12).

3- Giovanni Battista predicava già il pentimento

Prima di Gesù, Giovanni Battista chiamava Israele:

«Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Matteo 3.2).

Il suo battesimo era:

«un battesimo di pentimento per il perdono dei peccati» (Marco 1.4).

Gesù stesso riprende questo appello:

«Pentitevi e credete alla buona notizia» (Marco 1.15).

4- Pietro non si limita quindi a innovare

Quando Pietro dichiara:

«Pentitevi, e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo» (Atti 2.38),

i suoi ascoltatori ebrei conoscono già perfettamente il concetto di pentimento. La novità sta altrove:

  • il perdono è ormai concesso nel nome di Gesù;
  • il Messia crocifisso e risorto è presentato come il fondamento della salvezza;
  • il dono dello Spirito Santo è promesso ai credenti (Atti 2.38-39);
  • la nuova alleanza annunciata dai profeti comincia a realizzarsi (Geremia 31.31-34; Ezechiele 36.25-27).

5- Il pentimento nel giudaismo rabbinico

Dopo la distruzione del Tempio nel 70, il giudaismo rabbinico continuerà ad attribuire un posto essenziale alla teshuvà («ritorno»). Essa resta ancora oggi uno dei pilastri della spiritualità ebraica, in particolare durante i dieci giorni di pentimento che precedono lo Yom Kippur.

Conclusione

Da un punto di vista storico e teologico, il pentimento fa pienamente parte del giudaismo. Pietro non introduce dunque un concetto nuovo quando invita i suoi ascoltatori a pentirsi. La novità del suo messaggio sta nel fatto che presenta ormai il Messia Gesù come il mezzo attraverso il quale Dio concede il perdono dei peccati e il dono dello Spirito Santo (Atti 2.38). Così, la predicazione apostolica si pone in continuità con l'appello dei profeti dell'Antico Testamento, dandogli al tempo stesso il suo compimento cristologico.