Hathor è una delle divinità più affascinanti e versatili del pantheon egizio. È al tempo stesso dolce e temibile, materna e cosmica, vicina agli esseri umani e legata alle forze primordiali.
Hathor: «La Casa di Horus», madre, amante e protettrice
Identità generale
Hathor è una grande dea solare, celeste e materna. Il suo nome significa letteralmente «la Casa di Horus», il che esprime il suo ruolo di madre divina e di matrice cosmica. È una delle divinità più amate dell’Egitto, presente in tutti gli ambienti: templi, case, feste, riti funerari.
Ambiti e funzioni principali
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Dea dell’amore, della gioia e della musica
- Protettrice delle danze, dei canti, delle feste.
- Associata al sistro, strumento sacro che placa gli dèi.
- Patrona delle donne, della bellezza, della seduzione.
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Madre divina e nutrice
- Allatta i faraoni, garantendo la loro legittimità.
- Protegge le nascite, i bambini, le giovani madri.
- È talvolta raffigurata come una mucca celeste che porta il sole fra le corna.
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Dea celeste e solare
- Hathor è legata al sole, che porta, protegge o genera.
- È la dea dell’Occidente, che accoglie i morti nell’aldilà.
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Protettrice e dea lontana
- In certi miti diventa la leonessa Sekhmet, inviata a punire l’umanità.
- Poi viene placata e torna a essere Hathor, la benevola.
- Questo ciclo esprime la tensione tra l’ira divina e la misericordia.
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Dea degli stranieri e delle vie del deserto
- Protegge i viaggiatori, le miniere del Sinai, i mercanti.
- È venerata in luoghi di frontiera come Serabit el-Khadim.