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Perché si può affermare che Gesù abbia affrontato questo tema più volte?

Luca 17.22–37 non è il discorso del monte degli Ulivi, ma ha in comune con esso diversi elementi. Il Messia Gesù sembra aver affrontato il tema…

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Perché si può affermare che Gesù abbia affrontato questo tema più volte?

Luca 17.22-37 non è il discorso del , ma ha in comune con esso diversi elementi. Il Messia Gesù sembra aver affrontato il tema della venuta del Figlio dell’uomo in momenti diversi, in contesti distinti.

Due discorsi escatologici distinti

Il discorso del

Riportato in Matteo 24.3-51, Marco 13.1-26 e Luca 21.5-38

Pronunciato dopo l’uscita dal Tempio, sul , in risposta a una domanda dei discepoli sulla distruzione del Tempio e sulla fine dei tempi

Tono apocalittico, con segni cosmici, persecuzioni e inviti alla vigilanza

Questo discorso fu pronunciato poco prima di mercoledì 12 nisan 3793, cioè mercoledì 30 marzo dell’anno 33 d.C. nel nostro calendario gregoriano, secondo le indicazioni di Marco 14.1.

Luca 17.22-37

Pronunciato lungo la strada verso Gerusalemme, in un contesto pastorale e itinerante

Si rivolge ai discepoli, subito dopo un confronto con i sul Regno di Dio

Tono più meditativo, ma con immagini escatologiche simili: il lampo, i giorni di Noè e di Lot, la separazione finale

Notiamo che Luca riporta i due discorsi: Luca 17.22-37 e Luca 21.5-38, il che sembra stabilire chiaramente che si tratta di due eventi diversi.

Questo discorso, secondo lo sviluppo di Luca, si collocherebbe alcuni giorni prima della del 15 dicembre dell’anno 32 d.C., cioè circa sei mesi prima del discorso del .

Nei discorsi escatologici di Luca 17.22-37 e di Matteo 24.3-51 o Marco 13.1-26 ritroviamo diversi elementi chiave, benché i contesti siano diversi:

I falsi messia: In Luca 17.23, il Messia Gesù avverte i suoi discepoli di non lasciarsi ingannare da coloro che diranno: «Eccolo qui!» oppure «Eccolo là!». Questo tema è presente anche in Matteo 24.23-26 e Marco 13.21-23, dove il Messia Gesù mette in guardia contro i falsi cristi e i falsi profeti che faranno perfino dei segni per sedurre.

La venuta improvvisa del Figlio dell’uomo: Luca 17.24 paragona questa venuta a un lampo che attraversa il cielo, immagine ripresa in Matteo 24.27 e Marco 13.26 per sottolineare la repentinità e la visibilità universale di questo evento.

Il riferimento ai giorni di Noè e di Lot: Luca 17.26-29 richiama i giorni di Noè e di Lot per illustrare la vita quotidiana che precede il giudizio improvviso. Matteo 24.37-39 riprende l’esempio di Noè, ma non menziona Lot, per sottolineare l’indifferenza degli uomini prima del diluvio.

L’immagine degli avvoltoi: Luca 17.37 si conclude con un’immagine enigmatica: «Dove sarà il corpo, là si raduneranno gli avvoltoi», presente anche in Matteo 24.28. Questa immagine simboleggia probabilmente il giudizio o la rivelazione inevitabile.

Questi paralleli mostrano che Gesù ha insegnato queste verità più volte, in contesti diversi, insistendo sulla vigilanza, sul discernimento e sulla preparazione spirituale in vista della venuta del Figlio dell’uomo.

Conclusione

Luca 17.22-37 non è una versione abbreviata del discorso del , ma una ripresa anticipata di alcuni temi escatologici. Il Messia Gesù sembra aver insegnato queste verità più volte, in contesti diversi, con sfumature adatte ai suoi ascoltatori.

Ciò mostra che l’insegnamento sulla venuta del Figlio dell’uomo era centrale e ricorrente nella sua predicazione.