La parola designa al tempo stesso una forma letteraria nei Vangeli e una curva matematica in geometria. Pur appartenendo a ambiti molto diversi — teologia e matematica — condividono una radice comune e una logica di proiezione o di messa in relazione.
La letteraria: un parallelo
Nei Vangeli, una è un racconto simbolico che pone in parallelo una realtà terrena e una verità spirituale. La parola deriva dal greco parabolē (παραβολή), che significa «paragone», «accostamento». Gesù usa questa forma per proiettare i in scene familiari: un seminatore, una perla, una rete…
La letteraria traccia un legame tra due mondi, visibile e invisibile, per risvegliare l’intelligenza spirituale.
La matematica : una curva proiettata
In geometria, una è una curva conica definita come l’insieme dei punti equidistanti da un punto fisso (il fuoco) e da una retta (la direttrice). Compare in fenomeni di proiezione: traiettorie, ottica, architettura…
La matematica risulta da una messa in relazione tra due elementi, fuoco e direttrice, e produce una forma armoniosa.
Il legame concettuale: proiezione e rivelazione
Ciò che lega i due usi è l’idea di proiezione:
La letteraria proietta una verità celeste in un’immagine terrena.
La matematica proietta una forma geometrica a partire da una relazione fissa.
Entrambe traducono una struttura invisibile in una forma visibile, che si tratti di una verità spirituale o di una legge matematica.
Una meditazione possibile
Si potrebbe dire che la evangelica è una curva di rivelazione: parte da un punto concreto (il seminatore, il , la perla) e si innalza verso una verità nascosta, come la traiettoria di una che sale verso il suo vertice prima di ridiscendere. Invita a seguire il movimento, a comprendere l’asse, a ricevere la luce.