INF097

Differenza nel racconto di Matteo 8.28-34

Le differenze tra i racconti di Matteo, Marco e Luca riguardo allo stesso evento possono essere spiegate da diversi fattori. Ecco alcune possibili ragioni: Prospettive e obiettivi diversi…

5 min 2 versetti 2 libri

Differenza nel racconto di Matteo 8.28-34

Le differenze tra i racconti di Matteo, Marco e Luca riguardo allo stesso evento possono essere spiegate da diversi fattori. Ecco alcune possibili ragioni:

Prospettive e obiettivi diversi

Pubblico destinatario:
Matteo scrive principalmente per un pubblico ebraico. Spesso pone l'accento sulla profezia e sulla tradizione ebraica, il che potrebbe spiegare perché include due uomini indemoniati per sottolineare la portata del miracolo.
Marco e Luca scrivono per un pubblico più ampio, che comprende anche i gentili. Il loro approccio è spesso più universale e meno incentrato sulle specificità ebraiche.
Teologia e temi:
Matteo mette in risalto la sovranità di Gesù sulle potenze demoniache in un quadro ebraico più ampio.
Marco si concentra sul potere immediato e drammatico di Gesù, spesso con dettagli vividi.
Luca mette in risalto la compassione di Gesù e il suo ministero verso gli esclusi e gli emarginati, il che si riflette nel suo stile narrativo.

Intenzione letteraria

Accentuazione diversa:
Matteo potrebbe aver aggiunto il secondo uomo per sottolineare la portata più ampia della guarigione compiuta da Gesù. Menzionare due indemoniati invece di uno solo può rafforzare l'impatto del miracolo.
Marco e Luca possono concentrarsi su un solo uomo per semplificare il racconto e accentuare l'intensità personale dell'incontro tra Gesù e l'indemoniato.

Variazione naturale

Narrazione umana:
Come tutti gli autori umani, gli evangelisti potevano presentare variazioni nella loro narrazione in base alle proprie prospettive, ai propri ricordi e ai propri obiettivi editoriali.
Queste variazioni mettono in evidenza la ricchezza e la diversità delle testimonianze evangeliche. Derivano dalle scelte compiute dagli autori, che hanno preferito porre l'accento ciascuno su aspetti diversi, descrivendo così vari elementi della realtà. Queste variazioni indicano anche che i Vangeli, pur essendo ispirati, sono documenti che riflettono la libertà di espressione di ciascun autore.

Due eventi diversi?

È possibile, ma poco probabile, che i racconti di , Marco 5.1-20 e Luca 8.26-39 descrivano due eventi diversi. Le somiglianze tra i racconti sono impressionanti e suggeriscono che si tratti di varianti dello stesso evento. Tuttavia, esaminiamo gli elementi a favore e contro questa ipotesi:

Argomenti a favore dello stesso evento

Luogo simile: I racconti si svolgono tutti nella regione dei Geraseni o di , situate in una regione simile.
Contesto simile: I tre racconti parlano di uomini indemoniati che vivevano tra le tombe e che incontrano il Messia Gesù quando arriva in barca.
Riconoscimento di Gesù: In ogni racconto, i demoni riconoscono il Messia Gesù come il Figlio di Dio ed esprimono il timore di essere tormentati.
Esorcismo e porci: I racconti parlano di demoni che chiedono di essere mandati in una mandria di porci, che poi si precipita nel mare e annega.
Reazione degli abitanti: Gli abitanti, spaventati dall'accaduto, chiedono al Messia Gesù di lasciare la loro regione.

Argomenti a favore di due eventi diversi

Numero degli indemoniati: Matteo menziona due uomini indemoniati, mentre Marco e Luca ne menzionano uno solo. Ciò potrebbe suggerire due eventi distinti.
Descrizioni diverse: Le descrizioni degli indemoniati variano leggermente (catene e ferite in Marco, nudità in Luca).
Obiettivi narrativi: Ogni evangelista potrebbe aver sottolineato aspetti diversi della missione del Messia Gesù per ragioni teologiche o narrative proprie della sua comunità.

La maggior parte degli studiosi ritiene che si tratti dello stesso evento, con variazioni dovute alle prospettive e agli obiettivi degli evangelisti. Le somiglianze sono troppo numerose perché si tratti di una semplice coincidenza. Tuttavia, le differenze mostrano come ciascun autore adatti il racconto ai propri fini teologici e narrativi, riferendo soltanto la parte della verità che gli interessa.