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Il peccato

L’articolo tratta del peccato, della sua definizione biblica e della sua origine in Adamo, nonché del suo impatto sull’umanità. Affronta la necessità del pentimento e la redenzione offerta da Gesù Cristo, sottolineando l’opposizione volontaria del peccato a Dio e la sua ribellione contro l’autorità divina.

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Introduzione

Il peccato è uno dei temi più fondamentali di tutta la Bibbia. È all’origine della separazione tra Dio e l’uomo, del bisogno di salvezza e del piano redentore compiuto dal Messia Gesù. Comprendere il peccato significa:

Riconoscere la nostra vera condizione davanti a Dio.

Misurare la gravità della disobbedienza e le sue conseguenze.

Apprezzare pienamente la grazia e il perdono offerti con il sacrificio del Messia Gesù.

Camminare nella luce, lontano dalle tenebre.

Questo studio biblico propone un’esplorazione completa del peccato: la sua definizione, la sua origine, i suoi effetti, la sua universalità, le diverse forme che assume e, soprattutto, l’unico rimedio che Dio ha previsto, il perdono in Gesù il Messia. Si conclude con l’appello al pentimento e la promessa di una vita vittoriosa per mezzo dello Spirito.

I. Definizione del peccato

1. Il peccato è la trasgressione della legge di Dio

1 Giovanni 3.4: Il peccato è definito come la trasgressione della legge.

Romani 7.7: La legge rivela il peccato, come la concupiscenza.

Romani 4.15: Dove non c’è legge, non c’è trasgressione.

Il peccato è una violazione volontaria della volontà divina rivelata. Il peccato non è dunque soltanto un errore morale: è una ribellione contro Dio, un rifiuto di camminare nelle sue vie.

2. Il peccato è anche il rifiuto di fare il bene

Giacomo 4.17: Non fare il bene quando lo si conosce è peccato.

Matteo 25.45: La mancanza di amore verso i più piccoli è una colpa.

Proverbi 3.27: Non rifiutare il bene a chi ne ha diritto.

Il peccato include le omissioni volontarie del bene che Dio si aspetta. Il peccato può essere passivo: non agire quando Dio ci chiama a farlo è anch’essa una colpa.

3. Il peccato comincia nel cuore

Matteo 5.28: La concupiscenza interiore è già un adulterio.

Marco 7.21-23: I cattivi pensieri vengono dal cuore.

Genesi 6.5: I pensieri del erano continuamente malvagi.

Il peccato non è soltanto visibile: nasce nelle intenzioni e nei pensieri. Il peccato è spirituale prima di essere comportamentale. Dio guarda il cuore, ed è lì che la vera trasformazione deve cominciare.

Sintesi: Che cos’è il peccato?

Il peccato è la trasgressione della legge di Dio, tutto ciò che viola la sua volontà rivelata. Si manifesta con atti (menzogna, furto…), pensieri (concupiscenza, orgoglio…), atteggiamenti (indifferenza, ribellione…), e perfino con il rifiuto di fare il bene. Non è una semplice colpa morale: è un’opposizione volontaria a Dio, una rottura della comunione con lui.

Il peccato è una ribellione contro l’autorità divina, che chiama al pentimento e alla restaurazione.

II. Origine del peccato

1. Il peccato è entrato nel mondo per mezzo di Adamo

Romani 5.12: Per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo.

Romani 5.19: Per la disobbedienza di uno solo, molti sono stati resi peccatori.

1 Corinzi 15.22: In Adamo tutti muoiono.

Adamo è il punto di ingresso del peccato nell’umanità. La sua caduta ha colpito tutti gli uomini. Il peccato non è apparso gradualmente: è entrato bruscamente nella storia umana con un atto di disobbedienza.

2. La caduta dell’uomo

Genesi 3.6: Eva e Adamo mangiano il frutto proibito.

Genesi 3.11: Dio mette Adamo di fronte alla sua disobbedienza.

Genesi 3.24: L’uomo è scacciato dal giardino dell’Eden.

La caduta è un atto di disobbedienza volontaria che spezza la comunione con Dio. Il peccato è nato da un atto volontario, motivato dalla concupiscenza, dalla disobbedienza e dal dubbio verso la parola divina.

3. Satana, il tentatore

Genesi 3.1: Il serpente mette in discussione la parola di Dio.

Giovanni 8.44: Satana è menzognero e omicida fin dal principio.

Apocalisse 12.9: Egli seduce tutta la terra.

Satana è l’istigatore del peccato umano, e agisce con astuzia e menzogna. Il peccato non viene da Dio, ma dalla ribellione di Satana, che cerca di trascinare l’uomo nella sua caduta.

Sintesi: l’origine del peccato

Il peccato ha un’origine precisa: la disobbedienza di Adamo, influenzata dalla tentazione di Satana. Questo momento segna la rottura tra Dio e l’uomo e spiega perché tutta l’umanità è colpita dal peccato. Ma questa caduta prepara anche il piano di redenzione, compiuto in Gesù Cristo.

III. Conseguenze del peccato

1. Separazione da Dio

Isaia 59.2: Le vostre colpe hanno posto una separazione tra voi e il vostro Dio.

Genesi 3.24: Adamo ed Eva sono scacciati dal giardino dell’Eden.

Michea 3.4: Dio non risponde a quelli che fanno il male.

Il peccato spezza la comunione con Dio e ci allontana dalla sua presenza. Il peccato non è soltanto un errore morale: è una rottura relazionale. Dio è santo, e il peccato ci allontana da lui.

2. Morte spirituale

Romani 6.23: Il salario del peccato è la morte.

Efesini 2.1: Voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati.

Genesi 2.17: Il giorno in cui ne mangerai, morirai.

Il peccato produce la morte spirituale: una vita separata da Dio. Il peccato uccide l’anima. Ci separa dalla fonte della vita, e solo il Messia può risuscitarci spiritualmente.

3. Condanna eterna

Apocalisse 20.15: Coloro che non sono scritti nel libro della vita sono gettati nello stagno di fuoco.

Matteo 25.46: Gli ingiusti andranno alla punizione .

2 Tessalonicesi 1.9: Subiranno la pena di una rovina eterna, lontano dalla presenza del Signore.

Il peccato non perdonato conduce a una separazione eterna da Dio. Il peccato, se non è lavato dal sangue del Messia Gesù, conduce alla perdizione eterna. Per questo il Vangelo è urgente e vitale.

4. Schiavitù spirituale

Giovanni 8.34: Chiunque si abbandona al peccato è schiavo del peccato.

Romani 6.16: Voi siete schiavi di colui al quale ubbidite.

Tito 3.3: Eravamo schiavi di ogni sorta di concupiscenze e di piaceri.

Il peccato domina e imprigiona l’uomo, rendendolo incapace di liberarsi da solo. Il peccato incatena l’uomo. Solo il Messia Gesù può spezzare le catene e rendere libero colui che crede.

Sintesi: Le conseguenze del peccato

Il peccato spezza la comunione con Dio, provocando una separazione spirituale e relazionale. Provoca la morte dell’anima, taglia l’uomo dalla fonte della vita e conduce alla condanna eterna se non è perdonato. Inoltre, il peccato rende l’uomo schiavo, incapace di liberarsi con le proprie forze. Solo Gesù, con il suo sacrificio, può restaurare, liberare e salvare colui che crede.

Il peccato distrugge, ma la grazia in Cristo restaura.

IV. Universalità del peccato

Questo capitolo mostra che il peccato non si limita ad alcuni individui: tocca tutta l’umanità, senza eccezione. La Bibbia è categorica su questo punto.

1. Tutti hanno peccato

Romani 3.23: Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio.

Romani 5.12: Il peccato è entrato nel mondo per mezzo di un solo uomo, e tutti ne sono colpiti.

Ecclesiaste 7.20: Non c’è sulla terra alcun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai.

Il peccato è una realtà universale: nessun essere umano vi sfugge. Il peccato è una condizione umana universale, non soltanto una serie di atti.

2. Nessun giusto

Romani 3.10: Non c’è nessun giusto, neppure uno.

Salmi 14.3: Tutti sono corrotti, nessuno fa il bene.

Proverbi 20.9: Chi può dire: «Ho purificato il mio cuore, sono puro dal mio peccato»?

La giustizia umana è insufficiente: solo Dio è giusto. Solo la giustizia del Messia Gesù può giustificarci.

3. Il cuore umano è corrotto

Geremia 17.9: Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, ed è insanabile.

Genesi 6.5: I pensieri del erano continuamente malvagi.

Marco 7.21-23: Dal escono i cattivi pensieri, gli adulteri, gli omicidi…

Il peccato viene dall’interno: il cuore umano è la fonte del male. Il peccato non è soltanto negli atti visibili, ma nella natura stessa dell’uomo.

Sintesi: L’universalità del peccato

Il peccato tocca tutti gli esseri umani senza eccezione. Non si tratta soltanto di atti esteriori, ma di una condizione interiore radicata nel cuore. Nessun uomo è giusto da sé, e la natura umana è corrotta fin dalla caduta. Solo la giustizia di Dio, manifestata in Gesù il Messia, può purificarci e giustificarci.

Il peccato è universale, ma la grazia in Cristo è sufficiente per tutti.

V. Tipi di peccati

La Bibbia distingue diverse forme di peccato. Tutte sono gravi agli occhi di Dio, ma si manifestano in modi differenti: con atti, omissioni, pensieri o intenzioni.

1. Peccati di azione

Galati 5.19-21: Le opere della carne comprendono l’impudicizia, l’odio, l’idolatria, ecc.

Esodo 20.13-17: I dieci comandamenti vietano atti come l’omicidio, il furto, l’adulterio.

Romani 1.29-31: L’uomo abbandonato a se stesso commette atti di malvagità, di orgoglio, di ribellione.

Sono peccati visibili, volontari, contrari alla legge divina. Sono atti deliberati che trasgrediscono la legge morale di Dio.

2. Peccati di omissione

Giacomo 4.17: Non fare il bene quando lo si conosce è peccato.

Matteo 25.42-45: Il rifiuto di aiutare i bisognosi è condannato.

Proverbi 24.11-12: Non intervenire per salvare gli innocenti è una colpa.

Il peccato può essere anche l’assenza di un’azione giusta o caritatevole. Il peccato non consiste soltanto nel fare il male, ma anche nel non fare il bene quando se ne ha l’occasione.

3. Peccati di pensiero

Matteo 5.28: La concupiscenza nel cuore è già un adulterio.

Marco 7.21-23: I cattivi pensieri vengono dal cuore.

Proverbi 6.16-18: Dio odia i pensieri malvagi e i progetti iniqui.

Il peccato comincia nell’intenzione, anche senza atto esteriore. Dio vede l’intenzione nascosta, non soltanto l’atto esteriore.

4. Peccati volontari e involontari

Levitico 4.2: Sono prescritti sacrifici per i peccati involontari.

Luca 12.47-48: Colui che sa e non fa sarà punito più severamente.

Salmi 19.11: Davide chiede perdono per le colpe che ignora.

Dio distingue i peccati secondo la consapevolezza del colpevole, ma tutti richiedono purificazione. Il peccato involontario mostra che la santità di Dio esige riparazione, anche quando l’uomo non misura la propria colpa.

Sintesi: I tipi di peccati

Il peccato si manifesta in diverse forme: con atti visibili e volontari che trasgrediscono la legge divina, con omissioni quando il bene non viene compiuto, con pensieri interiori che Dio vede e giudica, e perfino con colpe involontarie che richiedono purificazione. La santità di Dio è tale che ogni peccato, consapevole o no, esige riparazione. Solo la grazia del Messia può coprire tutte queste forme di trasgressione.

Il peccato ha molte forme, ma la soluzione è una sola: il perdono in Gesù Cristo.

VI. Dio vede ogni peccato

Questo capitolo sottolinea una verità fondamentale: nulla sfugge allo sguardo di Dio. Il peccato, anche se nascosto agli occhi degli uomini, è pienamente conosciuto da Dio, che giudica con giustizia e verità.

1. Nulla è nascosto davanti a Dio

Ebrei 4.13: Tutto è nudo e scoperto agli occhi di Dio.

Salmi 33.13-15: Dio osserva tutti gli abitanti della terra.

Proverbi 15.3: Gli occhi dell’ sono in ogni luogo, e osservano i malvagi e i buoni.

Dio vede tutto, anche ciò che l’uomo crede segreto o insignificante. Il peccato non può essere nascosto a Dio. Egli è il giudice perfetto, e nulla gli sfugge.

2. Dio conosce i pensieri

Salmi 139.2: Tu comprendi da lontano il mio pensiero.

Luca 5.22: Il Messia Gesù conosce i ragionamenti del cuore.

1 Cronache 28.9: Dio conosce tutti i pensieri dei cuori.

Il peccato interiore, invisibile agli uomini, è pienamente conosciuto da Dio. Il peccato comincia spesso nel pensiero, e Dio lo percepisce prima ancora che si esprima.

3. Il peccato segreto è giudicato

Ecclesiaste 12.14: Dio porterà in giudizio ogni opera, anche ciò che è nascosto.

Romani 2.16: Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo.

Luca 12.2: Non c’è nulla di nascosto che non debba essere rivelato.

Il peccato dissimulato sarà svelato e giudicato nel giorno fissato da Dio. Dio è colui che rivela ogni cosa. Il peccato segreto è grave quanto il peccato pubblico.

Sintesi: Dio vede ogni peccato

Nulla sfugge allo sguardo di Dio. Egli vede gli atti visibili come i pensieri nascosti, le intenzioni del cuore come i peccati dissimulati. La sua santità e la sua giustizia lo portano a giudicare tutto ciò che è segreto, perché per lui tutto è scoperto. Il peccato interiore è grave quanto il peccato esteriore, e Dio lo rivelerà nel giorno del giudizio.

Lo sguardo di Dio è totale: chiama alla trasparenza, al pentimento e alla verità.

VII. L’unico rimedio: il perdono in Cristo

Il peccato è universale, distruttivo e condannabile. Ma Dio, nel suo amore, ha provveduto un rimedio perfetto: il perdono mediante il sacrificio di Gesù Cristo. Questo perdono è gratuito, completo e accessibile a tutti.

1. Il Messia Gesù è venuto per togliere il peccato

Giovanni 1.29: Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo.

Matteo 1.21: Egli salverà il suo popolo dai suoi peccati.

Ebrei 9.26: Si è manifestato per abolire il peccato mediante il suo sacrificio.

Il Messia Gesù è l’unico inviato da Dio per cancellare il peccato dell’umanità. Gesù è il solo capace di cancellare il peccato, perché è lui stesso senza peccato.

2. Il sangue del Messia Gesù purifica

1 Giovanni 1.7: Il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato.

Ebrei 9.14: Il suo sangue purifica la nostra coscienza dalle opere morte.

Apocalisse 1.5: Ci ha lavati dai nostri peccati con il suo sangue.

Il perdono si fonda sul sangue versato del Messia Gesù, non sui nostri meriti. Il sangue del Messia Gesù è il fondamento del perdono, e non le nostre opere o i nostri sforzi.

3. Il perdono è offerto a tutti

Atti 10.43: Chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati.

Giovanni 3.16: Dio ha tanto amato il mondo… affinché chiunque crede abbia la vita eterna.

Romani 10.13: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.

La salvezza è universale: è offerta a tutti, senza distinzione. Il perdono è un dono, non un privilegio riservato a pochi.

4. La confessione conduce al perdono

1 Giovanni 1.9: Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele per perdonarceli.

Proverbi 28.13: Chi nasconde le proprie trasgressioni non prospera, ma chi le confessa ottiene misericordia.

Salmi 32.5: Ho confessato il mio peccato… e tu hai cancellato la colpa.

Il perdono è accordato a coloro che riconoscono il proprio peccato davanti a Dio. Dio non respinge mai un cuore pentito. Egli è fedele alla sua promessa.

Sintesi: L’unico rimedio, il perdono in Gesù il Messia

Di fronte all’universalità e alla gravità del peccato, Dio ha offerto un rimedio perfetto: il perdono mediante il sacrificio del Messia Gesù. Gesù, l’Agnello senza peccato, è venuto per togliere il peccato del mondo. Il suo sangue purifica interamente, non secondo i nostri meriti, ma per grazia. Questo perdono è universale, offerto a tutti coloro che credono e confessano le proprie colpe. Dio non respinge mai un cuore pentito: è fedele nel perdonare e nel restaurare.

L’unica via verso la libertà e la vita è Gesù, il Salvatore donato per amore.

VIII. Il pericolo di persistere nel peccato

Il peccato non confessato e praticato volontariamente indurisce il cuore, allontana da Dio ed espone a un giudizio severo. La Bibbia mette chiaramente in guardia contro la persistenza nel peccato, soprattutto dopo aver conosciuto la verità.

1. Il peccato indurisce il cuore

Ebrei 3.13: Il peccato seduce e indurisce il cuore.

Efesini 4.18-19: L’indurimento conduce all’ignoranza e all’impurità.

Zaccaria 7.11-12: Hanno reso il loro cuore duro come diamante e si sono rifiutati di ascoltare.

Il peccato ripetuto chiude il cuore alla voce di Dio e rende insensibili alla verità. Il peccato non è mai neutro: trasforma il cuore, rendendolo sempre più resistente alla voce di Dio.

2. Il peccato volontario dopo la conoscenza

Ebrei 10.26-27: Peccare volontariamente dopo aver conosciuto la verità espone al giudizio.

2 Pietro 2.20-21: Meglio non aver conosciuto la via che allontanarsene dopo averla ricevuta.

Luca 12.47: Colui che conosce la volontà del padrone e non la fa sarà severamente punito.

La conoscenza della verità rende responsabili: il peccato diventa una ribellione consapevole. Il peccato volontario è una forma di disprezzo verso l’opera della croce.

3. Il giudizio è certo

Romani 2.5: Ti accumuli un tesoro d’ira per il giorno del giudizio.

Galati 6.7: Non ci si beffa di Dio: quello che si semina, si raccoglie.

Ebrei 9.27: È stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio.

Dio è paziente, ma giusto: la persistenza nel peccato conduce a una condanna certa. Dio non lascia il peccato impunito. La persistenza nel male prepara il giorno del giudizio.

Sintesi: Il pericolo di persistere nel peccato

Il peccato ripetuto e non confessato indurisce il cuore e allontana l’uomo da Dio. Quando è volontario, soprattutto dopo aver conosciuto la verità, diventa una ribellione consapevole contro la grazia. La Bibbia avverte che Dio giudicherà severamente coloro che disprezzano il suo appello. La sua pazienza non va confusa con l’indifferenza: il giudizio è certo per coloro che persistono nel male.

Il peccato tollerato diventa una trappola; solo il ritorno sincero a Dio può spezzare l’indurimento.

1. Dio chiama tutti gli uomini a ravvedersi

IX. L’appello al pentimento

Atti 17.30: Dio comanda a tutti gli uomini, in ogni luogo, di ravvedersi.

Ezechiele 18.30: Tornate indietro da tutti i vostri peccati, allontanatevi dalle vostre trasgressioni.

Luca 13.3: Se non vi ravvedete, perirete tutti allo stesso modo.

Il pentimento è un’esigenza divina, universale e urgente. Dio non vuole la morte del peccatore, ma il suo ritorno alla vita.

2. Il pentimento produce la vita

2 Corinzi 7.10: La tristezza secondo Dio produce un pentimento che porta alla salvezza.

Atti 3.19: Ravvedetevi… affinché vengano tempi di ristoro.

Proverbi 28.13: Chi confessa e abbandona le proprie colpe ottiene misericordia.

Il vero pentimento conduce alla vita, alla pace e alla restaurazione. Il pentimento secondo Dio è liberatore, non colpevolizzante.

3. Il peccatore pentito è accolto

Luca 15.7: Vi è più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede.

Isaia 55.7: Il malvagio abbandoni la sua via… Dio avrà pietà di lui.

Salmi 51.15: Dio non disprezza un cuore affranto e contrito.

Dio accoglie con gioia e misericordia colui che torna a lui. Il pentimento apre le braccia del Padre. È sempre seguito dalla grazia.

Sintesi: L’appello al pentimento

Di fronte al peccato, Dio non resta indifferente: chiama ogni essere umano ad allontanarsi dal male e a tornare a lui. Il pentimento è un’esigenza divina, urgente e universale. Produce la vita, la pace e la restaurazione. Dio non respinge mai colui che torna a lui con un cuore affranto: lo accoglie con gioia e misericordia.

Il pentimento è la via verso la vita, e Dio attende con amore colui che ritorna.

1. Lo Spirito Santo aiuta a vincere

X. Vivere nella vittoria sul peccato

Romani 8.13: Per mezzo dello Spirito fate morire le opere del corpo.

Galati 5.16: Camminate secondo lo Spirito, e non adempirete i desideri della carne.

Ezechiele 36.27: Metterò in voi il mio Spirito… perché seguiate le mie leggi.

Lo Spirito Santo dà la forza di resistere al peccato e di vivere secondo Dio. Il credente non è solo: lo Spirito agisce in lui per trasformarlo.

2. Il peccato non domina più sul credente

Romani 6.14: Il peccato non dominerà su di voi, perché siete sotto la grazia.

Giovanni 8.36: Se il Figlio vi rende liberi, sarete veramente liberi.

Colossesi 1.13: Egli ci ha liberati dalla potenza delle tenebre.

In Cristo, il credente è liberato dalla schiavitù del peccato. La vittoria viene dalla comunione costante con Dio, non dalla forza umana.

3. Rivestire l’uomo nuovo

Efesini 4.24: Rivestite l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia.

Colossesi 3.10: Rivestiti dell’uomo nuovo, che si rinnova a immagine del suo Creatore.

Romani 13.14: Rivestitevi del Signore Gesù Cristo, e non abbiate cura della carne per soddisfarne i desideri.

Il credente adotta una nuova identità, conforme alla santità di Dio. Il credente è affrancato dal dominio del peccato, e chiamato a vivere nella santità.

4. La vittoria è progressiva

Filippesi 1.6: Colui che ha cominciato in voi quest’opera buona la porterà a compimento.

2 Corinzi 3.18: Siamo trasformati nella stessa immagine, di gloria in gloria.

1 Giovanni 3.6: Chiunque dimora in lui non pratica il peccato.

La vittoria sul peccato è un cammino di crescita, sostenuto dalla grazia. Il credente è chiamato a riflettere Cristo, nel pensiero, nella parola e nell’azione.

Sintesi: Vivere nella vittoria sul peccato

La salvezza in Gesù il Messia non si ferma al perdono: inaugura una vita nuova, liberata dal potere del peccato. Per mezzo dello Spirito Santo, il credente riceve la forza di resistere e di camminare secondo Dio. In Cristo il peccato non domina più: viene data una nuova identità, conforme alla santità divina. Questa vittoria è progressiva, nutrita dalla grazia, e resa possibile dall’opera continua di Dio in noi.

Il credente non è soltanto perdonato, è trasformato per vivere libero e santo.

Conclusione

Il peccato costituisce una realtà universale, che tocca ogni essere umano. Agisce in modo distruttivo, perché è fondamentalmente incompatibile con la santità di Dio. Tuttavia, la Bibbia non si limita a stilare questo allarmante bilancio: proclama anche una soluzione perfetta offerta all’umanità.

In Gesù il Messia, la questione del peccato può essere affrontata in modo completo. Anzitutto, il peccato deve essere riconosciuto e confessato: si tratta di prendere coscienza della propria colpa davanti a Dio e di farne una sincera confessione. Poi, il peccato può essere perdonato e cancellato: Dio offre il perdono a chiunque si pente, cancellando ogni traccia di colpevolezza. Infine, il peccato può essere vinto e sostituito da una vita nuova: mediante la fede in Gesù Cristo è possibile vivere una profonda trasformazione, rinunciando al vecchio modo di vivere.

L’intenzione di Dio non è che il peccatore perisca, ma che si penta e giunga alla vera vita. Questa offerta è rivolta a tutti: ciascuno può scegliere di uscire dalla schiavitù del peccato per entrare nella libertà che conoscono i figli di Dio.

Di fronte a questa realtà, è essenziale non minimizzare il peccato, ma al contrario affrontarlo con serietà. Lo studio biblico invita ciascuno a correre con fede verso Gesù il Messia, l’unico Salvatore capace di liberare pienamente dal peccato.

2 Corinzi 5.20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: Siate riconciliati con Dio.