ANN017

I battesimi

L'articolo esamina i diversi battesimi del Nuovo Testamento, da Giovanni Battista a Gesù e Paolo. Mette in luce come ciascun battesimo segni una tappa fondamentale nella formazione della Chiesa primitiva, integrando il pentimento e la fede in Cristo.

10 min battesimo Giovanni il Battista Gesù Paolo

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Introduzione

Leggendo i Vangeli, notiamo l’esistenza di tre battesimi distinti.

Il primo è praticato da Giovanni Battista, mentre il secondo è quello del Messia Gesù durante il suo ministero in Giudea.

Conviene aggiungerne anche un terzo, quello dell’apostolo Paolo. Ci troviamo così di fronte a diversi battesimi, fonte di confusione. Persino l’apostolo Paolo chiese ai cristiani di Efeso quale tipo di battesimo avessero ricevuto.
Possiamo notare anche il battesimo dello Spirito Santo, avvenuto il 22 maggio del 33 d.C. durante la .

Atti 19.4-7 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E Paolo disse: Giovanni battezzò col battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo che credesse in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù.

Udito questo, furon battezzati nel nome del Signor Gesù;

e dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro, e parlavano in altre lingue, e profetizzavano.

Erano, in tutto, circa dodici uomini.

I. Les trois baptêmes d’eau

Constatiamo tre battesimi diversi, e persino l’apostolo Paolo chiederà ai cristiani di Efeso:

Atti 19.3 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ed egli disse loro: Di che battesimo siete dunque stati battezzati? Ed essi risposero: Del battesimo di Giovanni.

Avrebbe potuto fermarsi lì, ma il testo aggiunge:

Actes 19.4–5 (S21)

Atti 19.4-5 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E Paolo disse: Giovanni battezzò col battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo che credesse in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù.

Udito questo, furon battezzati nel nome del Signor Gesù;

L’apostolo Paolo ritenne necessario ribattezzare queste persone, dimostrando così che il battesimo di Giovanni Battista era insufficiente. Il nuovo battesimo nel nome del Signore Gesù divenne l’unico necessario, indispensabile per segnare l’impegno verso il Messia Gesù, nonché per il perdono delle colpe e dei peccati.

Atti 18.24-25 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or un certo Giudeo, per nome Apollo, oriundo d’Alessandria, uomo eloquente e potente nelle Scritture, arrivò ad Efeso.

Egli era stato ammaestrato nella via del Signore; ed essendo fervente di spirito, parlava e insegnava accuratamente le cose relative a Gesù, benché avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni.

Constatiamo che vi fu un periodo transitorio durante il quale alcuni cristiani venivano battezzati secondo il rito di Giovanni Battista, altri, in gran numero, secondo il battesimo del Messia Gesù e, infine, la maggioranza secondo il battesimo dell’apostolo Paolo, nel nome del Signore Gesù.

È legittimo chiedersi: qual è l’origine del battesimo di Giovanni? Quali sono le differenze tra questi tre battesimi?

II. Le baptême de Jean le baptiste

Giovanni Battista istituirà un nuovo segno per esprimere l’impegno in una vita nuova: il battesimo. Questo termine resterà d’ora in poi legato al suo nome.

È una rivoluzione, perché questo rito non esiste nel giudaismo.

Marco 1.4 (Riveduta 1927 (Luzzi))

apparve Giovanni il Battista nel deserto predicando un battesimo di ravvedimento per la remissione dei peccati.

Marco precisa qui chiaramente che si tratta di un battesimo di ravvedimento, ma aggiunge: «per il perdono dei peccati». D’altra parte, Matteo precisa che molti e venivano a farsi battezzare anch’essi.

Matteo 3.7-9 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ma vedendo egli molti dei Farisei e dei Sadducei venire al suo battesimo, disse loro: Razza di vipere, chi v’ha insegnato a fuggir dall’ira a venire?

Fate dunque de’ frutti degni del ravvedimento.

E non pensate di dir dentro di voi: Abbiamo per padre Abramo; perché io vi dico che Iddio può da queste pietre far sorgere de’ figliuoli ad Abramo.

I sono grandi difensori della legge di Mosè, si ritengono persino i garanti della sua trasmissione e della sua interpretazione. Accettano tuttavia questo nuovo battesimo, e a quanto pare senza contestazioni.

C’è però un punto che li sorprende!

Giovanni 1.24-28 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or quelli ch’erano stati mandati a lui erano de’ Farisei:

e gli domandarono: Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?

Giovanni rispose loro, dicendo: Io battezzo con acqua; nel mezzo di voi è presente uno che voi non conoscete,

colui che viene dietro a me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio de’ calzari.

Queste cose avvennero in Betania al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

A quanto pare, questi religiosi ritenevano che soltanto il Messia, o Elia, o il profeta avessero il diritto di battezzare. Non sono dunque sorpresi dal battesimo in sé, ma da colui che lo praticava.

Conoscono questo genere di pratica.

Levitico 14.8 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Colui che si purifica si laverà le vesti, si raderà tutti i peli, si laverà nell’acqua, e sarà puro. Dopo questo potrà entrar nel campo, ma resterà sette giorni fuori della sua tenda.

Non c’è dunque, né nel messaggio né nelle pratiche di Giovanni Battista, alcun invito a rifiutare la legge di Mosè, anzi tutto il contrario.

Egli propugna un ritorno alle origini del giudaismo, a Dio stesso. Questa posizione spiega perché molti e aderissero ai suoi insegnamenti, ritenendo che Giovanni Battista si inserisse pienamente nella tradizione ebraica.

Per comprendere meglio il significato di questo battesimo, esaminiamo il passo in cui Giovanni Battista rivolge dei rimproveri ai religiosi che desiderano anch’essi ricevere il battesimo.

Matteo 3.8-9 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Fate dunque de’ frutti degni del ravvedimento.

E non pensate di dir dentro di voi: Abbiamo per padre Abramo; perché io vi dico che Iddio può da queste pietre far sorgere de’ figliuoli ad Abramo.

Per molti, il semplice fatto di essere ebrei è ritenuto sufficiente per ottenere la redenzione compiendo i riti della legge di Mosè.

Tuttavia, la nozione di ravvedimento si è persa; essi sono ancorati a una tradizione ripetitiva, mentre il rapporto personale con Dio si è affievolito.

Luca 18.10-14 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Due uomini salirono al tempio per pregare; l’uno Fariseo, e l’altro pubblicano.

Il Fariseo, stando in piè, pregava così dentro di sé: O Dio, ti ringrazio ch’io non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri; né pure come quel pubblicano.

Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quel che posseggo.

Ma il pubblicano, stando da lungi, non ardiva neppure alzar gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: O Dio, sii placato verso me peccatore!

Io vi dico che questi scese a casa sua giustificato, piuttosto che quell’altro; perché chiunque s’innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato.

L’atteggiamento di questo fariseo, in questa riportata da Luca, è sintomatico.

Un ebreo che osserva la legge, dunque religioso, è in accordo con Dio. È ciò che pensa, ma anche ciò che crede! Manca in questo percorso un punto capitale: il ravvedimento.

È la base stessa del messaggio di Giovanni Battista, che propone come segno di impegno in questa via il cosiddetto battesimo di ravvedimento. Non vi è dunque redenzione possibile soltanto in questo battesimo, ma essa si trova ancora nei sacrifici del tempio.

Matteo 3.2 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ravvedetevi, poiché il regno de’ cieli è vicino.

Questa annotazione di Matteo: «Cambiate atteggiamento», che a volte viene tradotta con «ravvedetevi», riassume molto bene questo battesimo di Giovanni.

Giovanni Battista è consapevole dei limiti del suo battesimo, che non tiene conto della redenzione:

Matteo 3.11-12 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ben vi battezzo io con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dietro a me è più forte di me, ed io non son degno di portargli i calzari; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con fuoco.

Egli ha il suo ventilabro in mano, e netterà interamente l’aia sua, e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma arderà la pula con fuoco inestinguibile.

Marco 1.7-8 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E predicava, dicendo: Dopo di me vien colui che è più forte di me; al quale io non son degno di chinarmi a sciogliere il legaccio dei calzari.

Io vi ho battezzati con acqua, ma lui vi battezzerà con lo Spirito Santo.

Luc 3.16–17 (S21)

Luca 3.16-17 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Giovanni rispose, dicendo a tutti: Ben vi battezzo io con acqua; ma vien colui che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco.

Egli ha in mano il suo ventilabro per nettare interamente l’aia sua, e raccogliere il grano nel suo granaio; ma quant’è alla pula la brucerà con fuoco inestinguibile.

Giovanni 1.26-27 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Giovanni rispose loro, dicendo: Io battezzo con acqua; nel mezzo di voi è presente uno che voi non conoscete,

colui che viene dietro a me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio de’ calzari.

I quattro autori dei Vangeli riportano le parole di Giovanni Battista, che annuncia chiaramente la venuta imminente di qualcuno molto più grande di lui. Egli predice l’arrivo del Messia, che offrirà un battesimo rivoluzionario.

III. Le baptême du Messie Jésus

Giovanni 3.26 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E vennero a Giovanni e gli dissero: Maestro, colui che era con te di là dal Giordano, e al quale tu rendesti testimonianza, eccolo che battezza, e tutti vanno a lui.

Con il racconto di Giovanni scopriamo l’inizio del ministero del Messia Gesù in Giudea.

Giovanni 3.22-24 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Dopo queste cose, Gesù venne co’ suoi discepoli nelle campagne della Giudea; quivi si trattenne con loro, e battezzava.

Or anche Giovanni stava battezzando a Enon, presso Salim, perché c’era là molt’acqua; e la gente veniva a farsi battezzare.

Poiché Giovanni non era ancora stato messo in prigione.

Giovanni 4.2 (Riveduta 1927 (Luzzi))

(quantunque non fosse Gesù che battezzava, ma i suoi discepoli),

Per un breve periodo dopo il suo battesimo, il Messia Gesù, accompagnato da numerosi discepoli, operò, come Giovanni Battista, nella stessa regione.

Tuttavia, non era lui a battezzare, ma i suoi discepoli. Ma a quale battesimo si fa riferimento qui? Siamo nell’anno 29 d.C., e il battesimo dell’apostolo Paolo, basato sulla morte del Messia Gesù, non esiste ancora. Sembra che qui si parli del battesimo di ravvedimento, quello praticato da Giovanni Battista.

Solo dopo la morte del Messia Gesù il nuovo battesimo, quello sostenuto dall’apostolo Paolo, comincerà a diffondersi. Va notato che nei Vangeli non vi sono altri accenni al battesimo praticato dai discepoli di Gesù, a parte questo passo di Giovanni.

Sembra che il Messia Gesù, seguito dai suoi discepoli, abbia adottato una pratica simile a quella di Giovanni Battista all’inizio stesso del suo ministero in Giudea.

Matteo 28.19-20 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo,

insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente.

Marco 16.15-18 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E disse loro: Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura.

Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato.

Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni; parleranno in lingue nuove;

prenderanno in mano dei serpenti; e se pur bevessero alcunché di mortifero, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agl’infermi ed essi guariranno.

In queste parole del Messia Gesù, dopo la sua risurrezione, si allude evidentemente al nuovo battesimo, quello annunciato e praticato dall’apostolo Paolo.

IV. Le baptême de l’Apôtre Paul

Non studieremo qui in dettaglio la dottrina del battesimo cristiano, ma ricorderemo semplicemente alcuni suoi aspetti per chiarire la differenza con quello di Giovanni Battista. Questo battesimo trae la sua origine dalla morte del Messia Gesù, che costituisce il fondamento di una redenzione permanente.

È la morte espiatoria del Messia Gesù che offre a tutti gli uomini, di ogni epoca, la redenzione o il perdono dei loro peccati. Così, questo nuovo battesimo sostituisce i sacrifici di animali nel tempio. Comprendiamo anche perché l’apostolo Paolo incoraggi gli Efesini a ricevere questo nuovo battesimo, nel nome del Signore Gesù, come egli precisa.

Atti 19.4-5 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E Paolo disse: Giovanni battezzò col battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo che credesse in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù.

Udito questo, furon battezzati nel nome del Signor Gesù;

Pietro definisce il legame diretto tra la morte del Messia Gesù e questo nuovo battesimo.

1 Pietro 3.21-22 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Alla qual figura corrisponde il battesimo (non il nettamento delle sozzure della carne ma la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio), il quale ora salva anche voi, mediante la resurrezione di Gesù Cristo,

che, essendo andato in cielo, è alla destra di Dio, dove angeli, principati e potenze gli son sottoposti.

Ci precisa chiaramente che la purificazione dai peccati deriva dalla fede nella morte del Messia Gesù e che il battesimo è il segno dell’impegno di una buona coscienza verso Dio.

Il principio è dunque lo stesso dell’antico patto: è la morte di un sacrificio innocente che permette la purificazione delle colpe. La morte del Messia Gesù costituisce ormai un sacrificio perpetuo. È anche ciò che ci dice Paolo.

1 Timoteo 2.5-6 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Poiché v’è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo,

il quale diede se stesso qual prezzo di riscatto per tutti; fatto che doveva essere attestato a suo tempo,

Constatiamo dunque una differenza fondamentale tra il battesimo di Giovanni Battista e quello dell’apostolo Paolo. Quest’ultimo tiene ora conto del perdono dei peccati e dunque della redenzione, ed è anche un impegno con Dio.

V. Le baptême du Saint-Esprit

Nelle sue parole Giovanni Battista annuncia la venuta del Messia e precisa che battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

Matteo 3.11 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ben vi battezzo io con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dietro a me è più forte di me, ed io non son degno di portargli i calzari; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con fuoco.

Marco 1.7-8 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E predicava, dicendo: Dopo di me vien colui che è più forte di me; al quale io non son degno di chinarmi a sciogliere il legaccio dei calzari.

Io vi ho battezzati con acqua, ma lui vi battezzerà con lo Spirito Santo.

Luca 3.16 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Giovanni rispose, dicendo a tutti: Ben vi battezzo io con acqua; ma vien colui che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco.

Che cosa significa questo nuovo battesimo?

Troviamo elementi di risposta nell’evento avvenuto il 22 maggio del 33 d.C., riportato nel secondo libro di Luca:

Atti 2.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel medesimo luogo.

E di subito si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov’essi sedevano.

E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro.

E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi.

Luca descrive la reazione dei testimoni:

Atti 2.5-13 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or in Gerusalemme si trovavan di soggiorno dei Giudei, uomini religiosi d’ogni nazione di sotto il cielo.

Ed essendosi fatto quel suono, la moltitudine si radunò e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nel suo proprio linguaggio.

E tutti stupivano e si maravigliavano, dicendo: Ecco, tutti costoro che parlano non son eglino Galilei?

E com’è che li udiamo parlare ciascuno nel nostro proprio natìo linguaggio?

Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia,

della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia Cirenaica, e avventizi Romani,

tanto Giudei che proseliti, Cretesi ed Arabi, li udiamo parlar delle cose grandi di Dio nelle nostre lingue.

E tutti stupivano ed eran perplessi dicendosi l’uno all’altro: Che vuol esser questo?

Ma altri, beffandosi, dicevano: Son pieni di vin dolce.

È a questo punto che Pietro prende la parola per spiegare questo straordinario evento, ma non si appoggia sulle parole di Giovanni Battista bensì su quelle del profeta Gioele.

Atti 2.14-21 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ma Pietro, levatosi in piè con gli undici, alzò la voce e parlò loro in questa maniera: Uomini giudei, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, siavi noto questo, e prestate orecchio alle mie parole.

Perché costoro non sono ebbri, come voi supponete, poiché non è che la terza ora del giorno:

ma questo è quel che fu detto per mezzo del profeta Gioele:

E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni.

E anche sui miei servi e sulle mie serventi, in quei giorni, spanderò del mio Spirito, e profeteranno.

E farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra; sangue e fuoco, e vapor di fumo.

Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno, che è il giorno del Signore.

Ed avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.

Sviluppiamo l’argomentazione di questo discorso nell’appendice ANN36: Il discorso dell’apostolo Pietro.

Conclusione

Possiamo considerare che in realtà esistano soltanto due battesimi, e che siano fondamentalmente diversi, anche se la pratica, l’immersione, è simile, perché è questo il significato della parola. Da una parte vi è il battesimo di Giovanni Battista, praticato anche dai discepoli del Messia Gesù all’inizio del suo ministero in Giudea, e dall’altra quello dell’apostolo Paolo. Benché il ravvedimento sia comune a entrambi, la grande differenza risiede nella redenzione. Giovanni Battista offrì soltanto la prima tappa; occorreva che il Messia Gesù sacrificasse la propria vita per realizzare la seconda tappa.

Considerando la storia del mondo, possiamo ammirare lo svolgersi di questi eventi, poiché nell’anno 70 d.C. il tempio ebraico sarebbe stato distrutto, ponendo fine ai sacrifici di animali. Così, il battesimo di Giovanni Battista era solo una prefigurazione di questo nuovo battesimo, nel nome del Signore Gesù.

È anche importante notare che, conformemente alle parole del profeta Gioele e a quelle di Giovanni Battista, un nuovo battesimo è stato istituito il giorno di Pentecoste.

All’interno della Chiesa, individuiamo soltanto due battesimi: il primo, il «battesimo d’acqua», è quello dell’apostolo Paolo; il secondo, il «battesimo dello Spirito Santo», quello della Pentecoste.