La data esatta non è indicata dal Nuovo Testamento, ma la maggior parte delle ricostruzioni cronologiche colloca la grande persecuzione che seguì la morte di Stefano tra il 34 e il 35 d.C.
Se si adotta la nostra cronologia, che colloca la crocifissione e la risurrezione di Gesù nel 33 d.C., la successione degli avvenimenti può essere presentata così:
| Data approssimativa | Avvenimento |
| Primavera del 33 | Morte e risurrezione di Gesù (Matteo 28; Marco 16; Luca 24; Giovanni 20) |
| Primavera del 33 | Pentecoste e nascita della Chiesa (Atti 2) |
| 33-34 | Rapido sviluppo della Chiesa a Gerusalemme (Atti 2-5) |
| 34-35 | Ministero e martirio di Stefano (Atti 6-7) |
| 34-35 | Grande persecuzione e dispersione dei discepoli (Atti 8.1-4) |
| 35 | Evangelizzazione della Samaria da parte di Filippo (Atti 8.5-25) |
| 35-36 | Conversione di Saulo sulla via di Damasco (Atti 9.1-19) |
Perché collocare questa persecuzione nel 34-35?
Diversi indizi convergono:
- La Chiesa aveva già conosciuto una crescita considerevole: parecchie migliaia di credenti si erano aggiunti alla comunità (Atti 2.41; Atti 4.4).
- Gli apostoli avevano già subito diversi arresti e comparizioni davanti al (Atti 4; Atti 5).
- I Sette furono istituiti per rispondere alle necessità di una comunità divenuta molto numerosa (Atti 6.1-6).
- Stefano esercitò un ministero abbastanza rilevante da attirare l'opposizione delle autorità religiose (Atti 6.8-15).
Tutti questi avvenimenti suppongono parecchi mesi, anzi uno o due anni di sviluppo dalla Pentecoste.
Una data da considerare approssimativa
Occorre tuttavia restare prudenti. Il libro degli Atti non fornisce alcuna indicazione cronologica precisa per questo periodo, e gli storici propongono in genere un intervallo compreso tra il 34 e il 35 d.C. Alcuni estendono addirittura questa stima fino al 36 d.C., ma la maggior parte delle cronologie colloca il martirio di Stefano e la persecuzione che ne seguì poco prima della conversione di Saulo.